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| 07 gen 2017 | 20:41

Pattinaggio sui laghi ghiacciati. Lamar, Santa Colomba e Lagolo: "Quasi venti centimetri di spessore"

I l freddo di questi giorni ha solidificato la superficie di molti specchi d'acqua di montagna presi d'assalto dagli appassionati di pattinaggio

di Donatello Baldo

TRENTO. Non ci sarà la neve ma c'è comunque il ghiaccio, e gli appassionati di pattinaggio sono tutti contenti. I laghi trentini, ovviamente quelli di dimensioni più piccole, sono coperti quasi tutti da una lastra ghiacciata che richiama tantissime persone per provare a imitare le piroette di Carolina Kostner.
 

E' ghiacciato il lago di Lagolo, che si trova a circa mille metri sul versante ad Ovest del Bondone. “Sembra impossibile che nemmeno sei mesi fa eravamo qui in costume per sfuggire all'afa della città”, dice un genitore mentre allaccia i pattini alla figlia piccola. Lagolo è profondo nemmeno 10 metri, non ha immissari e soltanto un piccolo emissario scarica in primavera l'acqua sovrabbondante. “Ma spesso l'aria del Garda lo fa raffreddare tardi, a volte bisogna aspettare gennaio”.

 


Il lago di Lagolo ghiacciato
Il lago di Lagolo ghiacciato

 

A differenza del lago di Santa Colomba che si trova, anch'esso a nemmeno mille metri di altitudine, tra Civezzano e Albiano. Michele, un habitué del posto, lo ha solcato con le lame dei suoi pattini il 18 dicembre. “Ora lo spessore è di circa 20 centimetri – spiega – ma io ci pattino anche con cinque. E' un po' da temerari – ammette – ma ci vengo da tantissimi anni, ormai lo conosco bene questo lago”.

 

Michele spiega che a Natale, tutti gli anni, è possibile pattinare. “Il lago ghiaccia presto”. Santa Colomba è un laghetto di piccole dimensioni, il volume di acqua da raffreddare è relativamente contenuto. Ma il volume di “traffico” sulla lastra di ghiaccio è però consistente. “Oggi ci saranno state un centinaio di persone”, afferma Michele. “Troppe” per lui che ama questi posti e non vorrebbe che fossero invasi dai troppi turisti

 

 

 

 

I pattini bisogna portarseli da casa, “ci mancherebbe che ci fosse qualcuno che li noleggia, allora sì che sarebbe finita”. Quando arriva la neve, e se arriva a Santa Colomba ci rimane un bel pezzo, Michele si sposta sul lago di Lases.

 

Lases si trova poco sopra ai 600 metri di altitudine ed è riparato dalla vallata in cui è incastonato. “Ghiaccia di solito verso febbraio – spiega Michele – ma forse è addirittura giù ghiacciato ora. Andiamo lì quando non è più possibile pattinare a Santa Colomba”.

 

Ma si pattina anche sul lago di Lamar, a 900 metri ai piedi della Paganella. E su Facebook girano foto della lastra ghiacciata attraversata timidamente da adulti e bambini. Anche a piedi, perché è una sensazione diversa dal solito “camminare sulle acque” in cui fino a qualche tempo si nuotava bellamente.

 


 

Sempre su Facebook spopolano immagini di altri laghi ghiacciati, come il lago della Serraia a Baselga di Piné. Ma un appassionato avverte: "Il forte vento di tramontana di questi giorni ha rotto la crosta di ghiaccio del lago Serraia fino all'altezza dell'Alberon".

 


Lago di Serraia
Lago di Serraia

 

Ma di ghiaccio ci sono anche intere cascate che sembra si siano fermate per incanto, come la cascata del Lupo sempre nei pressi di Piné. 

 


Cascata del Lupo
Cascata del Lupo

 

Ma gli specchi d'acqua si sono ghiacciati anche a Lavarone e al passo della Fedaia sulle Dolomiti.

 


 

 

A valle ghiacciano soltanto i canali del quartiere Le Albere. Un addetto rompe di tanto in tanto la superficie solida per evitare, forse, che qualcuno voglia provare a tastarne la consistenza con i piedi finendoci dentro e rischiando un raffreddore.

 


Ghiaccio nei canali del quartiere Le Albere
Ghiaccio nei canali del quartiere Le Albere
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