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Ponte di Strembo, a saltare sono stati i tiranti. Ora si passa alla ricostruzione. Gilmozzi: "Entro l'inverno speriamo di riaprirlo"

Collassato ieri, il ponte tra Caderzone e Strembo, era stato progettato diversamente all'inizio, con una struttura "strallata" (tipo Brooklyn). Poi si è preferito optare per una struttura meno impattante. Al lavoro le imprese per rimetterlo in piedi

Una volta aperta la scatola che contiene i tiranti questa era la situazione. Alcuni si sono sfibrati, altri sganciati del tutto
Pubblicato il - 10 agosto 2017 - 13:45

STREMBO. Hanno ceduto i tiranti sulla sponda orografica destra, quella verso Tione. Dopo 12 anni, forse con una manutenzione che ha lasciato un po' a desiderare, alcuni dei ganci che fanno da contrappeso dalla parte centrale del ponte si sono sfibrati e sfilacciati finendo per far collassare parte della struttura. Dalle prime analisi condotte ieri sera e proseguite nel corso della notte la deformazione manifestatasi sul ponte Caderzone-Strembo non è tale da prefigurare un collasso della struttura ma ci sarà da lavorare per rimetterlo in asse.

 

Questa è la prima evidenza emersa nel corso dell'incontro di stamani presso l'assessorato alle infrastrutture e ambiente della Provincia, presenti l'assessore Mauro Gilmozzi, con il dirigente generale del Dipartimento infrastrutture e mobilità Raffaele De Col e il dirigente dell'Agenzia provinciale opere pubbliche Luciano Martorano, ed i rappresentanti delle ditte costruttrici dell'opera. L'infrastruttura dovrà ora essere ripristinata nella sua piena funzionalità, auspicabilmente entro l'inizio dell'inverno.

 


 

L’intervento di ripristino ipotizzato prevede due fasi: dapprima una messa in sicurezza del ponte con un contrappeso che alleggerisca la tensione venutasi ora a creare sul resto della struttura, in particolare sulla campata centrale, migliorando quindi la sua condizione statica; il secondo intervento sarà di ripristino definitivo delle condizioni originarie dei tiranti che ancorano il ponte al contrappeso.

 


 

Si resta quindi alla "versione" attuale. Già perché il ponte della statale 239 sul Sarca (lungo circa 150 metri, a tre campate), infatti, faceva parte del progetto di circonvallazione Caderzone-Strembo e quando fu realizzato venne fatto con una variante rispetto al progetto iniziale. La Sws di Trento, infatti, aveva previsto di realizzare una struttura in acciaio strallata, sostenuta da cavi aerei (modello Ponte di Brooklyn per esemplificare). Successivamente, invece, appaltati i lavori a un'Ati di imprese si era optato per una soluzione alternativa, proposta dalla stessa Ati: un ponte più basso e quindi meno impattante paesaggisticamente, privo di stralli, realizzato con una tecnica sofisticata ma molto diffusa nel mondo.

 

"Ciò che è emerso dai primi rilievi condotti ieri sera e questa notte - spiega l'assessore Gilmozzi - è nel complesso confortante, perché pur confermando una deformazione importante della struttura, non prefigura la possibilità di un cedimento strutturale. Nei prossimi giorni continuerà l'acquisizione dei dati tecnici relativi all'opera, che nel frattempo viene monitorata dalla Provincia nelle sue eventuali deformazioni e spostamenti, con un rilievo topografico continuo. Fin da ora iniziamo a lavorare alla sua messa in sicurezza e quindi ad un suo pieno ripristino. Il nostro auspicio, che è anche quello delle comunità coinvolte, è di riaprire l'infrastruttura prima dell'inizio della stagione invernale".

 

 

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