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| 28 set 2017 | 18:44

Premiato il miele prodotto dall’abete rosso di Fiemme. Il riconoscimento a livello nazionale alla pasticceria e cioccolateria “Fior di Bosco”

Al più importante concorso nazionale di mieli, a Castel San Pietro Terme,erano presenti 840 campioni provenienti da tutta Italia

di Redazione

PREDAZZO. Il tanto famoso e pregiato abete rosso della Val di Fiemme, che permette di creare casse armoniche di strumenti musicali a corde, mobili pregiati e pavimenti biocompatibili, ora si mette in luce anche nel campo agroalimentare, per aver favorito la produzione di un pregiato miele di melata.

 

E' andato a Predazzo quest'anno, infatti, il riconoscimento “Grandi Mieli d’Italia - Tre gocce d’oro” alla pasticceria e cioccolateria “Fior di Bosco”, già nota anche per i suoi mieli e le sue confetture di marmellata. 

 

Al più importante concorso nazionale di mieli, a Castel San Pietro Terme, lo scorso 17 settembre erano presenti 840 campioni provenienti da tutta Italia.

 

A distinguersi è stato però Giuseppe March grazie anche all'importante alla sua ricerca sui mieli di melata iniziata 7 anni fa. Una passione nata nata 25 anni fa quando si è inscritto all’Albo degli assaggiatore di mieli.


“A quei tempi - precisa March -  non si sarebbe mai pensato di arrivare a distinguere una melata di abete rosso da una melata di abete bianco. L’Italia è veramente unica per le varietà che presenta, sia di millefiori, sia di uniflorali (allora se ne riconoscevano 20, oggi se ne contano almeno una decina in più)”.

 

Questo genere di mieli di melata vengono prodotti soprattutto nel nord Italia, in Austria e in Slovenia, si distinguono essenzialmente per un aroma più armonico e maltato di quello dell’abete bianco che è più resinoso, con differenti sfumature anche nel colore e all’olfatto.

 

Quest'anno il titolare del punto vendita “Fior di Bosco” ha ritirato il premio per il miele di melata di abete rosso che hanno prodotto le sue api, volando di ago in ago nei boschi di Molina di Fiemme e Stramentizzo.

 

“Da buon fiamazo che vive in mezzo a una delle foreste di abeti rossi più note e pregiate - confida -, l’idea di valorizzare questo miele è rimasto un chiodo fisso, perciò mi sembrava giusto mandarne un campione al concorso nazionale più importante. Il risultato finale mi ha dato ragione. Ho ottenuto le due gocce d’oro, un punteggio veramente alto”.

 

A suo parere la melata ha influenzato tutto il miele di Fiemme, ed è per questo che in valle non si produce un millefiori chiaro. A questo proposito, lancia un appello: “Mi interesserebbe ricevere tanti campioni dagli apicoltori locali per arrivare a definire con maggiore precisione il miele fiemmese, in base alle zone dove viene prodotto”.

 

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