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Rifugio Tonini, conclusa la bonifica, domani ultimo sopralluogo dei Vigili del fuoco

Si cerca la causa del disastro. L'incendio sarebbe divampato dalla canna fumaria, ma ancora la conferma

Pubblicato il - 29 dicembre 2016 - 18:48

TRENTO. Il rifugio Giovanni Tonini ormai non c'è più. L'incendio di ieri ha divorato ogni cosa e a rimanere in piedi sono solamente i muri perimetrali. “La copertura è stata completamente bruciata e anche gli interni non ci sono più” conferma l'ingegner Ivo Erler, del Servizio antincendi del Corpo dei Vigili del fuoco permanenti di Trento che proprio oggi è stato sul posto a portare avanti, assieme alle altre squadre, i lavori di bonifica.

 

Un'operazione, quella di bonifica, che ha visto l'impegno di una trentina di Vigili del fuoco, tra volontari e permanenti che hanno lavorato fino a questa sera senza sosta.

 

“La situazione – ci spiega Erler – al momento è sotto controllo, l'edificio è stato spento ma è totalmente compromesso. Lo stesso vale per la parte dell'incendio boschivo che è stato spento e la zona bonificata”.

 

I danni per la struttura sono ingenti d'altronde “c'era poca acqua al rifugio e non è stato facile fronteggiare l'incendio con l'elicottero”.

La scorsa notte a tener controllata la situazione sono rimasti nella zona un gruppo di volontari del Vigili del fuoco. Questa notte, invece, tutte le squadre sono scese a valle.

 

Aspettiamo domani – ha spiegato il funzionario – a dichiarare concluso l'intervento. Aspettiamo che passi questa notte e che non ci siano delle sorprese dovute magari al vento forte che potrebbe complicarci nuovamente la vita. Ma non ci dovrebbero essere altri problemi”.

 

Nella giornata di oggi sono proseguiti i lavori di bonifica. I Vigli del fuoco nel corso della mattinata si sono concentrati inizialmente ancora sull'edificio per gli ultimi interventi e per le verifiche sulla causa che ha scatenato l'incendio.

 

Per il resto della giornata l'elicottero ha proseguito nel portare acqua per riempire una vasca costruita al momento per continuare a bagnare il terreno boschivo ancora fumante e bonificarlo dalle sterpaglie.

 

“Stiamo ancora cercato la causa – ci spiega Ivo Erler – perché l'allarme è stato dato inizialmente come incendio di una canna fumaria. Che sia stata la canna fumaria o il tetto vicino, al momento non lo sappiamo anche perché è andato tutto bruciato e servono delle verifiche più approfondite”.

 

Domani mattina, come già detto, i Vigili del fuoco, effettueranno un ultimo sopralluogo al rifugio per dichiarare concluso l'intervento.

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