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Siria, la manifestazione oggi in piazza Duomo: "Il silenzio sta uccidendo moltissime persone"

Molte persone si sono radunate attorno alla fontana di Nettuno per denunciare lo "sterminio" che sta avvenendo in Siria, soprattutto ad Aleppo.

Di G.Fin - 17 dicembre 2016 - 18:34

TRENTO. “Il silenzio uccide”, questa la scritta in un cartello che oggi è stato portato in piazza Duomo nella manifestazione promossa dall'associazione “Insieme per la Siria libera” che ha visto una numerosa partecipazione con la presenza, fra gli altri, del presidente del Forum per la Pace e i Diritti Umani, Massimiliano Pilati, il presidente dell'Arci Andrea La Malfa, la consigliera provinciale Violetta Plotegher, la consigliera comunale de L'Altra Trento a sinistra Antonia Romano e numerosi rappresentanti anche della comunità marocchina presente in Trentino.

 

Un sit-in organizzato per portare solidarietà a chi sta vivendo momenti terribili nella propria terra e per chi è costretto a lasciare la propria casa.

 

A condannare duramente quello che sta accadendo anche in queste ora il Siria è l'imam di Trento, il siriano Aboulkheir Breigheche. “La nostra iniziativa – ha spiegato – è un gesto doveroso di solidarietà per le persone che continuano ad essere deportate dalle loro abitazioni e dalle loro città perdendo completamente la propria vita quotidiana verso un futuro ignoto. Stiamo assistendo ad un vero e proprio martirio di una città simbolo come Aleppo”.

 

La solidarietà a tutto il popolo siriano, afferma l'imam “dove continuano ad esserci purtroppo donne stuprate e bambini che rimangono orfani. Una situazione per la quale i Paesi europei fino ad oggi non hanno fatto nulla concretamente negli ultimi sei anni per fermare questo tremendo genocidio”.

 

In piazza anche molti bambini con la propria famiglia attorno alla fontana di Nettuno. “Anche in Siria e Aleppo ci sono dei bambini che stanno morendo – spiegano – e il silenzio che si sente fa male”.

 

Manifestazione in solidarietà alla Siria

A chiedere un “cessate il fuoco” è il presidente del Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, Massimiliano Pilati. “Quello che sta accadendo ad Aleppo è una barbarie – afferma – ed è giusto essere in piazza a dire basta. La comunità internazionale fino ad ora ha giocato su logiche economiche e geopolitiche invece di pensare ai civili. Bisogna innanzitutto chiedere un cessate al fuoco e aprire dei canali umanitari per far uscire le persone dalle zone calde e portarle in salvo”.

 

Un chiaro “No” a tutte le forme di violenza che sono in corso. “E' certo – spiega Pilati - che in questo momento c'è una sproporzione enorme e il regime di Assad sta facendo le cose peggiori. Ma altri non sono certamente delle colombe. Tutti devono fare un passo indietro”.  

 

 

 

 

 

 

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