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Attentato, presidio di solidarietà con il popolo tedesco. "Si rischia di abituarsi alla violenza"

Anpi, Arci e organizzazioni sindacali in piazza Pasi per manifestare solidarietà e vicinanza alle vittime dell'attentato di Charlottemburg. 

Pubblicato il - 21 December 2016 - 19:37

TRENTO. Non erano in tanti al presidio organizzato in piazza Pasi da Cgil, Cisl, Uil Anpi e Arci per testimoniare solidarietà e vicinanza al popolo tedesco dopo l'attentato che ha colpito Berlino provocando vittime e feriti nel quartiere di Charlottemburg.

 

C'erano i segretari dei sindacati Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti, il segretario dell'associazione partigiani Sandro Schmid, Massimiliano Pilati del Forum per la Pace e l'imam della Comunità islamica Breigheche. Ma non c'erano rappresentanti delle istituzioni, il sindaco o qualche consigliere provinciale. 

 

"Il rischio è quello dell'assuefazione - afferma subito Franco Ianeselli - allora proprio per questo è importante che ciascuno di noi, singoli o associazioni, si mobilitino per non far mancare la condanna alla violenza e il sentimento di solidarietà alle vittime del terrorismo". 

 

Sandro Schmid dell'Anpi ha puntato il dito contro chi "vuole strumentalizzare l'islam e dipingerlo come la causa delle azioni terroristiche. Con questi attentati non si colpisce l'Occidente cristiano - ha affermato Schmid - si colpisce l'umanità intera senza distinzioni".

 

Aboulkheir Breigheche prende la parola per dire "No al terrorismo, no alla violenza, no a chi colpisce la fratellanza che in Europa accomuna tutte le persone indipendentemente dalla religione". Poi riprende la parola Sandro Schmid per ricordare che Antonio Rapanà, presente al presidio, fu tra i primi in Trentino ad occuparsi di migranti, "portandoli al sindacato e iniziando molto tempo fa un percorso di integrazione che ancora oggi continua". Nei confronti di uno dei pionieri della solidarietà e del dialogo tra culture è scattato l'applauso, sollecitato proprio dall'imam Breigheche.

 

Al microfono anche Antonio Marchi che ha ricordato come anche l'Italia sia coinvolta nella produzione e vendita di armi, auspicando il ritorno a quelle folle oceaniche che nei decenni scorsi riempivano le piazze per dire No alla guerra. Nella chiusura Sandro Schmid ricorda la Resistenza, quel movimento che ha contrapposto alla violenza e alla barbarie "quei valori fondamentali che sono la libertà, la democrazia, la fratellanza". 

 

E a questo si rifà Massimiliano Pilati che dice questo: "Ringrazio l'Associazione partigiani che oggi ha parlato di Resistenza. perché è giusto resistere all'assuefazione, è giusto contrastare ogni forma di violenza, da qualsiasi parte provenga, e testimoniarlo come è stato fatto oggi".

 

Poco dopo, in via Garibaldi, Emergency di Trento ha proposto un flash mob davanti alla sala della Fondazione Caritro che in questi giorni ospita il negozio gestito dall'associazione. "Accendiamo la pace" il titolo dell'iniziativa, accendendo piccole candele "per contrapporre al buio dell'odio e della violenza un simbolico spiraglio di luce e pace".

 


 

 

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