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Soccorso Alpino, "Si conosce poco l'alta quota, anche per questo si muore in montagna"

Sabato la tragedia che è costata la vita a Francesco Fabbrici. Le ripetute nevicate, seguite da un freddo intenso e dal vento che ha trasportato neve, hanno reso pericolosa la stabilità del manto nevoso in versanti e canali. Alimonta "Ancora poca consapevolezza dei pericoli in alta quota" 

Adriano Alimonta (Foto www.scarpa.net)
Di Giuseppe Fin - 14 novembre 2016 - 08:14

TRENTO. “Oggi le persone sono sempre più attente all'attrezzatura ma occorre avere la consapevolezza dei pericoli che si possono incontrare andando in alta montagna”. Dopo la tragedia avvenuta sabato che ha visto la morte del 29enne Francesco Fabbrici coinvolto in una valanga, a chiedere una “maggiore consapevolezza dei pericoli” per chi va in alta montagna è Adriano Alimonta, guida alpina, maestro di sci, e presidente del Soccorso alpino del Trentino.

 

Con le prime nevicate in quota cominciano a muoversi gli appassionati degli sport invernali. Per tutti coloro che hanno già iniziato a frequentare la neve o che hanno intenzione di farlo, il Soccorso Alpino – Servizio Provinciale Trentino, ha consigliato nei giorni scorsi, attraverso il sito internet, di prestare attenzione e valutare attentamente le condizioni del manto nevoso e gli elementi che possono influire sulla stabilità dello stesso, come il vento e l’irraggiamento solare.

 

“Diversamente dal solito – ha spiegato Alimonta - da qualche tempo sappiamo e vediamo che la frequentazione della montagna non è più stagionale ma è praticamente 365 giorni all'anno. Anche in alta quota. Purtroppo, però, non abbiamo una tradizione e un'esperienza sulla conoscenza approfondita di questo tipo di ambiente nel 'fuori stagione'”.

 

Al giorno d'oggi tante attività sportive vengono anticipate, ha spiegato il presidente del Soccorso Alpino. “Questo – ha affermato Alimonta – unito alla poca conoscenza che abbiamo dell'ambiente di alta montagna porta ad un incremento del pericolo dovuto alla poca capacità di valutazione. La consapevolezza del pericolo valanghe e la possibilità di aver ben presente che anche con poca neve ci possono essere degli smottamenti non viene preso in adeguata considerazione”.

 

L'attenzione e la consapevolezze dei pericoli deve essere quindi molto alta. “Ci sono state ripetute nevicate – ha spiegato il presidente del Soccorso Alpino - soprattutto in alta quota e sono state seguite magari da un freddo intenso e dal vento che ha trasportato neve. Ci saranno quindi versanti e che canali dove la stabilità del manto nevoso è pericolosa”.

 

A proposito di sicurezza: sabato, nell'articolo sulla tragedia del Brenta, avevamo scritto che il Soccorso alpino era stato allertato chiamando il numero unico (così ci era stato riferito e nella fretta non avevamo potuto fare le opportune verifiche impegnati a verificare altre informazioni, più gravi e impellenti). Anche grazie ai vostri messaggi su Facebook abbiamo quindi chiesto lumi ad Alimonta che c'ha spiegato che non è ancora attivo il “Numero unico per le emergenze” ma in caso di necessità di soccorso sanitario bisogna comporre il 118.

 

 

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