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Spacciavano asfalto di bassa qualità ed eseguivano rattoppi malfatti (anche alla parrocchia), fermati un irlandese e un polacco

I finti operai sono ancora in Regione, principalmente in quelle località che si preparano alla stagione estiva. La polizia locale è inoltre intervenuta a Campitello per sequestrare un veicolo francese che proponeva il rifacimento dell'asfalto a basso prezzo e in difformità a qualsiasi norma

Di Luca Andreazza - 09 June 2017 - 05:58

TRENTO. Oltre al danno anche la classica beffa. Questo il risultato del lavoro eseguito da alcuni finiti operai che in estate arrivano, ormai da almeno tre anni, in Trentino Alto Adige per proporre una vera e propria truffa che può avere risvolti anche dal punto di vista fiscale e tributario per il pagamento di falsi bonifici da parte degli ignari clienti.

 

Le segnalazioni alle forze dell'ordine provengono da diverse parti della Regione, principalmente in quelle località che si preparano alla stagione estiva come le Valli di Fiemme e Fassa, le Giudicarie, il Garda, l'Alta Val Badia e Ortisei. 

 

In Val di Fassa all'inizio della settimana la polizia locale è intervenuta a Campitello per sequestrare un veicolo francese che proponeva il rifacimento dell'asfalto a basso prezzo e in difformità a qualsiasi norma, tanto che i lavori eseguiti si usurano quasi subito.


Il modus operandi di questa che viene definita dalle forze dell'ordine come un'associazione a delinquere segue sempre il medesimo copione: i truffatori prima individuano una cantiere stradale, quindi i finti operai, tutti stranieri e senza fissa dimora, si rivolgono a persone private per proporre alcuni interventi a piazzali e stradine facendo pagare la manodopera, mentre il materiale, che sarebbe avanzato nel vicino cantiere di lavori pubblici, viene offerto gratuitamente dietro il pagamento di un bonifico immediato.

 

Il gruppo estero, composto da una quindicina di persone, sarebbe inoltre particolarmente sfacciato: "Oltre ai privati - conferma Gianluca Ruggero, comandante del copro di polizia della Val di Fassa - i truffatori hanno contattato numerosi esercizi ricettivi, ma anche una parrocchia per il rifacimento del piazzale".

 

"E' un reato molto complicato - spiega Ruggero - in quanto si possono configurare anche problemi all'Agenzia delle Entrate nel momento in cui le fatture pagate non sono regolari. Per fermarli è soprattutto necessario cogliere gli operai in flagranza di reato".

 

La vettura è stata infatti posta sotto sequestro per non aver pagato l'autostrada negli ultimi anni. "Al momento - aggiunge - siamo riusciti a requisire un mezzo appartenente ai capi dell'organizzazione: G. L., un polacco, e T. O., un irlandese, già noti per questo genere di truffe".

 

Verifiche che si sono protratte fino alle 23: "Ovviamente - conclude Ruggero - i soggetti sono molto elusivi, riescono a far sparire gli incassi velocemente e si spostano altrettanto rapidamente. L'irlandese parla perfettamente italiano, ma quando è stato fermato si è reso necessario far intervenire un'interprete perché si è rifiutato di comprendere la nostra lingua e avrebbe affermato di essere un addestratore di cani, tanto da avere sul cellulare numerose foto e una gabbia per cani. Chiediamo ai cittadini di prestare attenzione e segnalare altri casi per poter intervenire tempestivamente".

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