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Trasparenza, petizione popolare per chiedere che le amministrazioni trentine si adeguino

Consegnata ieri in Provincia a Dorigatti la documentazione (sottoscritta da più di 500 persone) che chiede agli enti pubblici di rispettare le leggi sulla trasparenza formalizzando anche un’intesa con il Commissario del Governo e con l’Anac per garantire i controlli

La delegazione di "Più Democrazia in Trentino" ha consegnato la petizione a Bruno Dorigatti
Pubblicato il - 21 January 2017 - 17:25

TRENTO. Sono già più di 500 (400 su carta e 150 online al sito https://www.change.org/p/presidente-del-consiglio-della-provincia-autono...) i firmatari della petizione popolare "Per un Trentino trasparente" consegnata ieri al presidente del consiglio provinciale Bruno Dorigatti dai rappresentanti dell'associazione "Più Democrazia in Trentino". Il fine? Chiedere maggiore trasparenza agli enti pubblici. "Gli enti locali - si legge nel testo - e le società pubbliche della Provincia Autonoma di Trento presentano un grado di trasparenza che non soddisfa gli standard minimi e le aspettative per una pubblica amministrazione moderna ed efficiente". L'obiettivo dichiarato è quello di vigilare sull'osservanza delle norme, creare un tavolo di lavoro con le associazioni e adeguare la legge provinciale 4 del 2014 ai decreti nazionali.

 

A certificarlo c'ha pensato l'Anac (Autorità nazionale anticorruzione) scrivendo alle Comunità di Valle prima e al Comune di Levico poi, in entrambi i casi intimandoli ad adeguare i propri siti internet alle leggi sulla trasparenza. E d'altronde anche ilDolomiti.it aveva affrontato la questione con un'inchiesta condotta sulle amministrazioni di tutti i Comuni del Trentino andando ad accertare che delle 175 amministrazioni comunali oltre 100 non erano in regola per quanto riguarda le norme sull'"Amministrazione trasparente". Una sezione, questa, obbligatoria dei siti internet degli enti pubblici dove devono essere riportate varie voci. Tra queste anche quella sui compensi dei sindaci, la più "facile" e banale da inserire nei database quella che abbiamo verificato noi rimanendo delusi nella stragrande maggioranza dei casi.

 

L'associazione "Più Democrazia in Trentino" aveva già presentato la petizione in Regione ora questa seconda petizione, trasmessa anche all’Autorità nazionale anticorruzione, è diretta al Consiglio provinciale per sollecitare la Giunta ad attivarsi in tre direzioni: vigilare sull’osservanza puntuale delle leggi e delle disposizioni in materia di trasparenza formalizzando un’intesa con il Commissario del Governo e con l’Anac per garantire efficacia nei controlli e nell’applicazione delle misure sanzionatorie e disciplinari nei confronti dei responsabili in caso di inadempienze; creare un tavolo di lavoro aperto alle associazioni di cittadini e consumatori e ai soggetti istituzionali deputati a difendere i diritti dei cittadini per agevolare il controllo diffuso nell’applicazione delle leggi in materia di trasparenza, per relazionare annualmente sulla loro attuazione e per adoperarsi a divulgare; infondere nelle pubbliche amministrazioni trasparenza, prevenzione, contrasto della corruzione e della cattiva amministrazione come prevede l’articolo 117 della Costituzione; aggiornare la legge provinciale 4 del 2014 (Disposizioni riguardanti gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni), adattando integralmente il testo agli obiettivi contenuti nei decreti legislativi 33 del 2013 e 97 del 2016 e prevedendo l’introduzione di norme per assicurare la nomina di organismi indipendenti di valutazione che includano membri eletti dalle associazioni operanti sul territorio di riferimento dell’ente e delle agenzie. Il presidente di questi organismi indipendenti andrà nominato dalle minoranze in Consiglio provinciale a rotazione fra i gruppi dell’opposizione che hanno espresso un candidato presidente alle ultime elezioni provinciali.

 

Durante l'incontro con il presidente Dorigatti l'associazione ha ricordato come se il Comune di Trento è stato finora l’unico in tutto il territorio a coinvolgere le associazioni per garantire la trasparenza sull’uso dei soldi pubblici, la Provincia invece, invitata con le sue società partecipate ad attuare questo principio costituzionale, non ha ancora risposto. In sostanza l’associazione chiede di creare un nucleo di controllo presieduto da un garante per permettere ai cittadini di effettuare i controlli sulle scelte della pubblica amministrazione che la Provincia ha impropriamente delegato all’Anac. Le delibere dell’Anac, infatti, non possono trovare applicazione nel Trentino senza un adeguamento delle leggi provinciali in materia. Ed è grave anche che la mancata attuazione nel nostro territorio delle norme costituzionali sulla trasparenza, non comporti alcuna sanzione da parte della Provincia. Provincia che invece dovrebbe punire o premiare gli enti pubblici in rapporto all’osservanza di queste norme.

 

Il presidente Dorigatti ha quindi ricordato l’iter previsto per le petizioni popolari, sottoposte prima ad una verifica di conformità e all’Ufficio di presidenza del Consiglio provinciale che ne assegna l’esame alla Commissione competente in seno all’assemblea legislativa. Entro sei mesi, ma probabilmente prima di questa scadenza, la Commissione, dopo aver effettuato apposite audizioni, elabora una relazione sull’argomento che trasmette a tutti i consiglieri provinciali perché adottino eventuali iniziative che soddisfino le richieste della petizione. “Le leggi vanno rispettate – ha aggiunto Dorigatti – e l’autonomia della Provincia si dimostra virtuosa se riesce a fare qualcosa di più in termini di trasparenza. Ancor meglio se, come in questo caso, con il concorso dei cittadini, che possono sollecitare in tal senso la politica e le istituzioni”. Dal canto suo, ha concluso Dorigatti, il Consiglio provinciale è fortemente impegnato ad attuare il principio di trasparenza alle proprie responsabilità legislative, come documenta anche il sito istituzionale, per il quale anche l’associazione ha espresso apprezzamento. 

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