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Coronavirus, i trentini chiedono a Fugatti trasparenza sui dati. Dai medici agli infermieri, da Confindustria ai sindacati ecco la petizione: ''Ci dica la reale situazione del contagio''

Mentre in conferenza stampa anche Ferro ha confermato che i positivi reali trovati sul territorio sarebbero circa 10.000 mentre quelli comunicati sono circa 3.000 confermando quanto sta raccontando il Dolomiti da svariati giorni. Ora i rappresentanti di una grandissima fetta di enti, associazioni, ordini professionali si uniscono alla petizione che chiede che la Pat ''superi ogni ritrosia e nell’interesse di tutti i cittadini e le cittadine renda note tutte le informazioni a sua disposizione sul monitoraggio dei soggetti positivi''

Pubblicato il - 18 novembre 2020 - 10:51

TRENTO. ''Questi dati servono anche all’opinione pubblica che ha il diritto di conoscere qual è la reale situazione del contagio sul nostro territorio per rendersi davvero conto della gravità del momento e dunque comprendere il senso pieno dei sacrifici che ciascuno di noi è chiamato a fare nell’obiettivo di arrestare la diffusione del virus SARS-CoV-2''. E' stata lanciata qualche ora fa una petizione (QUI PER FIRMARE) per chiedere più trasparenza alla Provincia di Trento e al presidente Fugatti in merito alla diffusione dei dati sul contagio.

 

Anche ieri il direttore dipartimento prevenzione della Azienda sanitaria in conferenza stampa ha confermato quello che il Dolomiti documenta da settimane e ha portato alla luce, e cioè che la reale portata dei positivi trovati sul territorio è circa il triplo di quanto comunicato dalla Pat, Fugatti e dall'assessora Segnana quotidianamente. Se, infatti, i positivi da tamponi molecolari sono circa 3.000 in Trentino il dottor Ferro pubblicamente ha spiegato che la popolazione residente positiva in Trentino è circa l'1,85% il che equivale a circa 10.000 persone (dunque il triplo rispetto al dato reso pubblico).

 

La questione ve l'abbiamo spiegata e rispiegata ed è legata al fatto che da ormai svariate settimane lo strumento che trova più positivi in Trentino è il tampone antigenico (il test rapido che si può fare dalle farmacie ai privati) mentre il tampone molecolare, quello usato per i conteggi ufficiali, interviene, per queste persone, dopo 10-14 giorni per cercare la sopravvenuta negatività del soggetto. Trova ancora anche i positivi ma i risultati dicono che a fronte dei circa 200 contagi giornalieri comunicati dalla Pat ce ne sono almeno il triplo scovati con gli antigenici che non finiranno nel conteggio ufficiale se non, nella stragrandissima maggioranza dei casi, da guariti.

 

Il tutto nonostante per prendere i provvedimenti e per valutare, quindi, la reale portata del virus in Trentino la stessa Pat si affidi alla somma delle due voci, positivi agli antigenici e ai molecolari: Baselga di Piné e Bedollo, infatti, si sono trovate ''zona rossa'' nonostante da dati ufficiali avessero un rapporto di positivi resi pubblici per residenti sull'1,8% mentre con quelli positivi agli antigenici hanno superato la soglia fissata dalla Provincia del 3%. Insomma il paradosso è evidente: ai cittadini non si comunicano i dati completi mentre per i provvedimenti che ricadranno sulla loro pelle, su scala provinciale, vengono usati.

 

La cosa ovviamente è lontanissima da qualsiasi principio di trasparenza e rispetto dei cittadini e lo hanno capito i sindaci di molti comuni che ormai quotidianamente fanno il report della loro situazione reale su Facebook aggiornando i loro residenti su entrambi i dati. E' inspiegabile, però, come Fugatti e Segnana continuino a comunicare ai trentini solo una parte del quadro del contagio, pur conoscendo anche l'altra, più importante per quanto riguarda la portata della diffusione. La spiegazione data ad ogni conferenza pubblica dal presidente del Trentino è ''noi abbiamo chiesto al ministero di dirci cosa fare e lui non ci ha risposto'' e ancora ''non è per questo che siamo zona gialla, non stiamo barando''.

 

Ci mancherebbe anche questo, nessuno si auspica che stia accadendo ciò, ma intanto perché non comunicarli ai propri cittadini? Proprio questo chiedono i firmatari della petizione e tra loro si vedono anche firme importanti come quella del presidente dell'ordine dei medici Ioppi, il presidente dell'ordine degli infermieri Pedrotti, l'ex presidente dei farmacisti Bruno Bizzaro, i segretari di Cgil, Cisl e Uil, il presidente di Confindustria Manzana, il presidente della Acli Oliver, l'ex presidente della Sat e oggi del Cnca Claudio Bassetti, l'ex rettore Davide Bassi, La Malfa per l'Arci e tanti altri.

 

Qui sotto mettiamo i promotori.

 

Mariapia Amistadi
Walter Alotti
Damiano Avi
Claudio Bassetti
Davide Bassi
Michele Bezzi
Bruno Bizzaro
Lorenza Bommassar
Paolo Bortolotti
Piergiorgio Bortolotti 
Paolo Burli
Michele Caliari
Nicola Canestrini
Sandro Carpineta
Mario Cossali
Tiziana Dal Lago
Franca Dallapè
Ferruccio Demadonna
Renzo Dori
Paola Dorigotti
Chiara Dossi
Paolo Fellin
Marco Ghedina
Andrea Grosselli
Sandro Giordani
Marco Ioppi 
Andrea La Malfa
Elisa Leonardelli
Fausto Manzana
Lucio Matteotti
Sharon Niccolai
Luca Oliver
Vincenzo Passerini
Daniel Pedrotti
Angela Rossignoli 
Ruggero Purin
Antonio Russo
Diego Schelfi
Paolo Tonelli
Romano Turrini
Chiara Vegher
Alfredo Vivaldelli
Giovanna Weber

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