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Coronavirus, oltre 1700 firme in 2 giorni per una comunicazione corretta dei dati del contagio. Sempre più cittadini chiedono trasparenza alla Pat

Il Comitato SosCovid rinnova l'appello alla Provincia per una comunicazione trasparente dei dati sui contagi, per ora limitati ai positivi ai soli tamponi molecolari e non a quelli all'antigene, utilizzati però per istituire i Comuni a "zona rossa". Qui la petizione da firmare

Pubblicato il - 20 November 2020 - 17:57

TRENTO. In un quadro nazionale dove continuano a cambiare le “colorazioni” delle singole realtà territoriali, l’appartenenza del Trentino alla “fascia gialla”, quella di minor rischio, continua a suscitare discussioni. Il dibattito in particolare si concentra sulla comunicazione dei dati da parte della Provincia, che quotidianamente omette di dichiarare il numero dei positivi ai test antigenici, limitandosi a quelli dei tamponi molecolari.

 

Nonostante gli appelli di enti, associazioni, ordini, nonostante le petizioni e i continui articoli pubblicati dal nostro giornale (e da altri mezzi di informazione), la grave situazione che sta vivendo il Trentino, con numeri decisamente alti di terapie intensive, ricoveri in ospedale e decessi, la giunta pare decisa a mantenere la linea, creando non pochi paradossi – dall’alto livello di ospedalizzati a dispetto dei numeri contenuti dei contagi a migliaia di persone che passano fino a un mese in casa da positivi senza rientrare nelle statistiche, passando per l’istituzione di “zone rosse” in alcuni Comuni della provincia sulla base anche dei positivi agli antigenici. Da ultimo, la giunta ha bocciato una risoluzione presentata in Consiglio provinciale dal Partito democratico riguardo contenente la richiesta di comunicare i dati dei test antigenici (QUI l'articolo).

 

Per questo, di fronte a una richiesta proveniente dalla società sempre più pressante, pubblichiamo questo appello lanciato proprio dagli autori della petizione “Appello per la trasparenza dei dati e il potenziamento dell’assistenza territoriale”, il comitato SosCovid.

 

Covid 19, più trasparenza nei dati per evitare di scivolare in zona rossa
E’ solo la completa informazione su contagi e gestione che può scongiurare per i trentini scenari e sacrifici peggiori. E si ristabilisce la credibilità della nostra Provincia.

Nelle prossime ore si deciderà se il Trentino resterà zona gialla o diventerà zona arancione, se non addirittura rossa. Al di là delle scelte che verranno assunte a livello nazionale una questione appare ormai inconfutabile: la nostra provincia è già 'zona rossa' per la scarsa trasparenza delle informazioni sul Covid 19, perché crediamo che l’impegno a fornire tutti i dati sulla reale diffusione del contagio vada al di là degli adempimenti burocratici o del rispetto formale delle direttive. Chiarire la reale consistenza dei positivi sul nostro territorio è infatti il primo fondamentale tassello per affrontare con strategie adeguate la realtà e, dunque, poter tornare nel più breve tempo possibile ad una vita normale, in piena sicurezza.

Il Trentino, invece, è saltato questo meccanismo. Si era di fronte a due strade: o continuare a confermare con i tamponi molecolari tutti i test antigenici rapidi che avevano dato esito positivo o, in alternativa, smettere di farlo ma contabilizzando anche questi ultimi come positivi. Non abbiamo seguito nessuna delle due. Ma visto che alla fine 'i dati vengono al pettine', l’elevata proporzione di ricoveri ci svela che o il Trentino non ha calcolato correttamente i contagi o sul nostro territorio, unico in Italia e nel mondo, il coronavirus è mutato triplicando la sua forza.

Vi è sicuramente il timore per la salute pubblica. E c’è parimenti la preoccupazione per l’impatto dell’emergenza sanitaria sull’economia e il mondo del lavoro. L’uno e l’altro, però, pagano un prezzo altissimo a causa della maldestra opacità con cui la Giunta ha gestito la questione. Di fronte allo sforzo ciclopico che sta sostenendo da fine febbraio il sistema sanitario trentino per far fronte all’emergenza pandemica, non registrare attentamente tutti i dati dell’evoluzione del contagio potrebbe rischiare di ridurre la tempestività e l’adeguatezza con cui adottare le migliori strategie di contrasto al contagio e quindi di aumentare la pressione su ospedali e assistenza territoriale nel momento stesso in cui questi servizi vanno sotto stress.

Tra l’altro, le scelte dell’Esecutivo potrebbero compromettere anche la credibilità del Trentino, sempre ritenuta terra di amministrazioni trasparenti e precise. Insomma avremmo potuto essere di esempio nazionale, avvicinandoci al periodo del Natale con maggiore serenità e libertà. Perché l’appello ad una maggiore trasparenza sui numeri e sulla gestione – ampiamente condiviso dall’opinione pubblica - ha l’unico scopo di scongiurare il duplice rischio di veder andare in sovraccarico il sistema sanitario e di far vivere ai trentini scenari peggiori in termini economici e sociali, sperando che la situazione, fino a pochi giorni fa tenuta 'segreta', non sia troppo compromessa.

Ad oggi l’appello ha già superato le 1.700 firme.
Si può sottoscrivere l’appello a questo link 

Per maggiori informazioni si può scrivere a [email protected]”.

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