Trovata anche in Trentino la zanzara anofele, "Ma non ci sono evidenze scientifiche che sia in grado di trasmettere la malaria"
Il dato esce dai risultati del progetto Lexem che nel quadriennio 2014-2017 ha compiuto 49 campionamenti in 18 comuni trentini. I casi di contagio in Trentino negli ultimi 5 anni sono stati 51, due con esito infausto

TRENTO. Le zanzare catturate in tutto il Trentino per il campionamento eseguito dalla Fondazione Mach sono state 28.375. Di queste, 87 sono risultate della famiglia delle anofele. "Si tratta dello 0.34%", spiega l'assessore alla Salute Luca Zeni.
Il dato esce dai risultati del progetto Lexem, finanziato dalla Giunta provinciale all'interno del bando Grandi progetti 2012, che nel quadriennio 2014-2017 ha compiuto 49 campionamenti in 18 comuni trentini.
"La loro presenza è considerata sporadica - afferma Zeni in risposta all'interrogazione del consigliere Claudio Cia - ma sulla loro capacità di essere il vettore della malaria la letteratura scientifica non fornisce alcuna evidenza".
Zeni ha risposto anche sul numero di persone infettate dalla malaria negli ultimi 5 anni: "Sono 51 i casi - ha spiegato l'assessore - otto all'anno, due con esito infausto compreso quello della piccola Sofia. Dei 51 casi - ha sottolineato Zeni - 18 sono di cittadini trentini".
Sul caso della piccola Sofia, morta di malaria nei giorni scorsi, Zeni ammette che "ad oggi non siamo in gradi di indicare quale sia stato il motivo del contagio". Spiega che nei prossimi giorni "dopo maggiori approfondimenti a carico dell'Istituto Superiore di Sanità", si avrà qualche risultato in più.
Torna poi sulla diffusione delle zanzare in trentino per alcune precisazioni: "Le zanzare vengono classificate per specie (circa 3.500), per genere (circa 30). Tra questi - spiega Zeni - c'è la anofele che però è suddivisa in tante specie diverse che in base alle loro caratteristiche biologiche sono più o meno in grado di trasmettere la malaria".
In Italia le specie della famiglia anofele sono 16, alcune trovate anche in Trentino ma in numero definito "sporadico" e senza l'evidenza della capacità di trasmettere il protozoo parassita che causa la malaria.












