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Uomo aggredito dall'orso, le minoranze all'attacco e la Lega chiede l'abbattimento. La Provincia: "Abbiamo già le idee chiare su cosa fare"

Ieri l'aggressione ai laghi di Lamar (Qui articolo), mentre per questa mattina l'assessore Michele Dallapiccola ha convocato un vertice in Provincia con il Servizio foreste e fauna per concordare i passi successivi. L'Azienda forestale sta setacciando la zona e raccogliendo elementi biologici per individuare l'orso

(foto de Il Dolomiti.it)
Di Luca Andreazza, Giuseppe Fin e Donatello Baldo - 23 July 2017 - 06:15

TRENTO. "Seguiamo con grande rammarico e preoccupazione per la salute della persona coinvolta. Per fortuna gli esiti di questo nuovo attacco di un orso non sono gravi. Questa mattina alle 8 ho convocato un vertice in Provincia con il Servizio foreste e fauna per concordare i passi successivi. Nel frattempo il presidente Ugo Rossi ha immediatamente informato il ministro all'ambiente Gian Luca Galletti sull'accaduto e la Provincia ha le idee chiare sul da farsi", queste le prime parole dell'assessore Michele Dallapiccola dopo aver fatto visita all'uomo ferito dall'orso (Qui articolo completo).

 

Nel tardo pomeriggio di ieri sera Angelo Metlicovec è stato aggredito dall'orso lungo il sentiero 627, in località Predera, che collega il secondo lago di Lamar con la zona di Terlago. L'uomo era in passeggiata, quando si è trovato davanti il plantigrado. Fortunatamente il settantenne di Cadine se l'è cavata rimediando 'solo' un morso al braccio, ma anche diverse ferite e contusioni a seguito della precipitosa fuga in un canalone.

 

L'uomo stava facendo una passeggiata nel bosco con il suo cane, quando si è imbattuto nell'orso. Dopo aver cercato di difendersi, riportando ferite al braccio e alla gamba, ha approfittato della distrazione che il cane Kira ha causato all'orso, per gettarsi in un dirupo.

 

Nonostante gli attimi di paura, le ferite e il grande spavento, Metlicovez ha avuto la prontezza di allertare i soccorsi, che sono giunti sul posto per prestare le cure e trasportarlo al pronto soccorso del Santa Chiara.

 

E mentre l'Azienda forestale sta setacciando i boschi, anche servendosi dell'ausilio dell'unità cinofila per individuare il plantigrado, arrivano le prime reazioni dei consiglieri provinciali e il più veloce è Claudio Civettini (Civica Trentina): "Ennesima aggressione dell’orso - dice - questa volta nella zona dei laghi di Lamar. Fortunatamente l'uomo è solo ferito, ma la notizia è grave. E' necessario prendere provvedimenti immediati per fare piazza pulita da questa invasione".

 

Nell'occhio del ciclone, naturalmente, il progetto Life ursus "ormai - aggiunge - letteralmente sfuggito di mano. Questo evento dovrebbe portare alla definitiva presa di responsabilità politica da parte di coloro che non riescono più a gestire questo piano. Le azioni politiche fino ad oggi realizzate sono letteralmente fallite, tutto questo oltre le chiacchiere dell'assessore Michele Dallapiccola e della recente campagna di informazione. Gli orsi devono essere radiocollarati e monitorati in modo serio".

 

 

Sulla stessa lunghezza d'onda anche Forza Italia: "Questa aggressione - spiega Giacomo Bezzi - non è che l’ennesimo segnale che la convivenza è complessa e dimostra come il progetto di reintroduzione dell’orso in Trentino vada rivisto, come richiesto ormai da diverso tempo. Gli animali vanno rispettati, ma prima va garantita l’incolumità delle persone".

 

Due anni fa a Cadine un altro uomo era rimasto gravemente ferito, mentre il 5 aprile un plantigrado era stato catturato a Lasino (Qui articolo). L'orso era però già stato avvistato circolare in Valle dei Laghi altre diverse occasioni a Lon (Qui video), così come a Ranzo (Qui video), senza dimenticare la strage di pecore a Cavedine (Qui articolo).

 

"Gli attacchi - dice Bezzi - si susseguono ormai in maniera ravvicinata e non bastano le regole comportamentali che la Provincia diffonde per una convivenza tra uomo e orso. Forza Italia chiede che venga immediatamente convocato un Consiglio straordinario, nel quale il Presidente Ugo Rossi relazioni sull'argomento e sulle azioni che intende intraprendere".

 

Preoccupato anche Claudio Cia di Agire: "Fortunatamente - ammette - non dobbiamo commentare qualcosa di più grave, ma la situazione è ormai fuori controllo. Personalmente non vado più in passeggiata nei boschi con le mie figlie perché temo per la loro incolumità. E' giusto rispettare gli animali, ma i cittadini devono venire ovviamente prima, senza dimenticare che questa aggressione avrà ripercussioni anche sul turismo, forse l'indice più importante del Pil provinciale".

 

E la richiesta è quella di maggior trasparenza: "Sono anni - prosegue - che chiediamo informazioni sul fantomatico monitoraggio degli orsi, ma tutto è sempre oscuro. Serve maggiore trasparenza sui numeri dei plantigradi, sulle azioni della Provincia e sulla gestione del progetto. Adesso aspettiamo le contromisure dell'amministrazione e come intende procedere davanti a questo ennesimo atto".   

 

Abbattere gli orsi più pericolosi, questa la soluzione prospettata da Maurizio Fugatti (Lega Nord): "Per fortuna - commenta - non è andata peggio. Purtroppo questo episodio non può essere considerato un caso perché la convivenza tra uomo e orso non è possibile: o le persone non vanno in montagna oppure prima o dopo ferisce le persone nella migliore delle ipotesi. I plantigradi pericolosi devono essere spostati oppure abbattuti".

 

"Quindi - ribadisce Fugatti - torniamo a dire quanto ripetiamo da dieci anni: il progetto Life ursus non doveva essere avviato e in questi anni è stato sottovalutato. L'amministrazione sostiene che gli esemplari siano quaranta, ma sono molti di più perché la Forestale è invitata a sottostimare i numeri delle presenze degli orsi in Trentino" .

 

Scende in campo anche la sezione della Lega Nord della Valle dei Laghi: "Abbiamo più volte - spiegano - denunciato il comportamento  superficiale e irresponsabile dell'amministrazione, che gioca sulla pelle dei cittadini. Nel frattempo la Provincia ha continuato nel suo atteggiamento di assoluto disinteresse e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti".

 
"Gli animali vanno rispettati, ma in primis va garantita l'incolumità dei cittadini. E' ora che la Provincia liberi i nostri boschi e i nostri pascoli da questo pericolo, che noi non abbiamo voluto e che ci è stato imposto con il beneplacito degli amministratori provinciali. Vogliamo tornare ad essere padroni in casa nostra. Vogliamo sicurezza e soprattutto risposte adeguate: quali provvedimenti prenderanno ora il presidente Ugo Rossi e l'assessore Michele Dallapiccola? I cittadini hanno buona memoria e terranno conto in sede elettorale di questi atteggiamenti".

 

Chiamata in causa, la Provincia intanto è all'opera per cercare di individuare l'orso per decidere sui provvedimenti da adottare: "In questo momento - spiega Dallapiccola - le nostre squadre forestali stanno intensificando il monitoraggio della zona. Scopo immediato è quello di mettere in sicurezza tutta l'area e raccogliere campioni biologici necessari identificare il plantigrado".

 

E si prepara la prossima mossa: "E' urgente - conclude l'assessore - che il Governo si faccia carico dell'approvazione della norma di attuazione da noi depositata da più di un anno, unica strada che può consentirci di rimuovere gli esemplari pericolosi".

 

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