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Una coppia sulle Montagne Russe

Domani al teatro Portland di Piedicastello nuovo appuntamento con la stagione. Sul palco gli Eccentrici Dadarò con una commedia scritta dal francese Eric Assous. Il tema, affrontato con ritmo e inventiva, è quello dei rapporti famigliari e della responsabilità  verso l'altro. Il lavoro fu anche base di un film interpretato da Delon

Pubblicato il - 14 dicembre 2017 - 16:14

TRENTO. Domani, venerdì 15 dicembre alle ore 21.00,  arriva sul palco del Teatro Portland lo spettacolo Montagne Russe. Il testo è tratto da una tra le opere più rappresentative del pluripremiato autore francese Eric Assous, a portare in scena l’opera la Compagnia Eccentrici Dadarò / Progetto La Gare; per la regia di Fabrizio Visconti sul palco troveremo Rossella Rapisarda e Antonio Rosti.

 In Montagne Russe (il cui debutto è stato segnato dall’interpretazione di Alain Delon e Astrid Veillon nel 2004), Assous riesce a veicolare, attraverso una commedia all’apparenza godibilissima per ritmo e capacità inventiva, una tagliente riflessione sul tema dei rapporti familiari e sul valore della responsabilità nei confronti degli altri. Sceneggiatore, regista e drammaturgo pluripremiato (si ricorda il Premio Molière, nel 2010 e 2015, e il Gran Premio per il Teatro dell’Académie Française, nel 2014), Assous è un vero e proprio caso in Francia mentre, in Italia, è ancora relativamente poco rappresentato. La Gare, progetto di ricerca artistica multidisciplinare nato in seno alla Compagnia Eccentrici Dadarò, con la messa in scena di questo spettacolo si propone di contribuire alla scoperta di un talento letterario tra i più importanti oggi viventi.

 Dalle note di regia si legge: "Un uomo e una donna. Un bar a fine giornata e poi un appartamento. Un copione apparentemente già scritto, eppure, minuto dopo minuto, via via più inaspettato e imprevedibile. Una sfida, un gioco delle parti; ma di quale gioco si sta parlando? E quali carte sono davvero scoperte? Un intreccio di strategie raffinate e crudeli e, allo stesso tempo, un grande vuoto da colmare. 

 Un faccia a faccia da vivere molto da vicino, come spettatori che guardano nella finestra di un dirimpettaio di casa, quasi seduti sul divano di quell’appartamento che non è il proprio, eppure, in qualche modo, potrebbe anche esserlo. La costruzione drammaturgica vive su una tensione dialogica fortissima e a tratti esilarante nello svelare le piccole maschere che ognuno di noi si costruisce per ottenere una compensazione alla propria solitudine, o anche solo alla percezione del tempo che passa, da sempre oggetto di conflitto per l’essere umano e sempre di più in una società votata all’efficienza e alla competitività. La dinamica implacabile che impronta il rapporto tra i due personaggi per tutto l’arco del testo viene ribaltata nel finale, in cui si svela il segreto che lega i due protagonisti, ovvero un legame interrotto padre/figlia che l’azione della protagonista è venuta a ricomporre.

 
 La Bella Stagione del Teatro Portland si arricchisce ulteriormente quest’anno con lo Spettatore Accorto, un percorso formativo gratuito parallelo alla  Bella Stagione. Un approfondimento tematico e formativo che viene proposto con un nuovo orario, inizierà infatti alle ore 19.30 e si terrà ogni venerdì di programmazione della rassegna che si propone di presentare in modo leggero alcune visioni utili ad acquisire qualche piccolo strumento in più per diventare più ricettivi alla poesia della scena. Questa settimana affiancherà Enrico Piergiacomi, Giacomo Anderle con il contributo aggiuntivo della compagnia Eccentrici Dadarò ed in particolare del regista Fabrizio Visconti.

 

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