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A Trento Vanni Santoni, appuntamento alla Bookique con l’enfant prodige della rinascita della narrativa italiana

Vanni Santoni presenterà il suo ultimo romanzo “L’impero del sogno”, giovedì 29 alle 18, ospite della rassegna “Giorni d’autore in Bookique” con la Piccola Libreria di Levico Terme

Di Luca Giudici - 28 marzo 2018 - 21:33

TRENTO. Nella rinascita della narrativa italiana a cui pare che stiamo assistendo Vanni Santoni è stato un enfant prodige. Nasce sotto la cupola di quel mondo di insicurezze e sfiducie in cui si muovono i suoi “Personaggi precari” (Voland ed.) , una serie di ritratti di un mondo che vive nei call center e nell’impossibilità di costruire un progetto e un futuro. Alcuni di questi personaggi sono poi diventati ricorrenti nell’opera di Santoni, comparendo sia ne “La stanza profonda” (Laterza, 2017) che ne “L’impero del sogno” (Mondadori, 2017) , ma soprattutto nel suo romanzo “Gli interessi in comune”, dove Iacopo, il Mella, Paride, Sandrone e gli altri del gruppo vivono la loro fame chimica, la loro coralità nonostante tutto, nonostante il vuoto.

 

Nel tentativo forse di dare solidità e un passato (una storia) al mondo instabile descritto nei suoi primi lavori, Santoni costruisce insieme a Gregorio Magini, il progetto chiamato Sic (Scrittura Industriale Collettiva), fondato sull’idea di togliere centralità all’autore, scardinando il principio di individualità che lo determina e riportando al centro l’opera. Il risultato è “In territorio Nemico” (Minimum Fax, 2013), un romanzo sulla resistenza scritto da 115 persone, attraverso un sistema di revisioni incrociate che non ha precedenti.

 

Dopo questa esperienza sperimentale Santoni ritorna alla sua quotidianità, in quella Figline Valdarno che proprio il respiro internazionale non riesce a trovarlo, e avvia così una ricerca attraverso la mitologia di una generazione, quella cresciuta negli anni ’80. Nascono così il volume scritto con Matteo Salimbeni “L’ascensione di Roberto Baggio” (Mattioli 1985, 2011) , calciatore che come è noto per Firenze è stato molto di più che uno dei tanti, e poi “Se fossi foco arderei Firenze”, “Muro di casse” e “La stanza profonda”, dove i suoi ormai ricorrenti personaggi testimoniano diversi vissuti, come quello artistico, la cultura rave e i giochi di ruolo.

 

Ovviamente non è pensabile ridurre in poche frasi una riflessione, ma ciò che è importante sottolineare, in quanto chiave di lettura, è proprio il ruolo dell’immaginario e del fantastico visti come elementi di liberazione. La rivolta verso la precarietà e il nihilismo di un mondo in cui non si vuole identificare per Santoni passa da questa via: il meraviglioso.

 

Sono sogni e avventure che ci permettono di aprire la nostra mente a mondi che non sono il nostro, proprio per provare ad immaginare alternative all’apocalisse che viviamo ogni dì. Proprio in questa prospettiva Santoni inizia in parallelo a pubblicare i romanzi fantasy della serie “Terra Ignota” (Mondadori, 2013). “L’impero del sogno” rappresenta la chiave di volta della sua opera, proprio in quanto trait d’union tra i personaggi della sua narrativa e i due romanzi fantasy.

 

In questo romanzo i due mondi si mescolano senza esitazioni, nel bene e nel male, attraverso il meccanismo del sogno che diventa realtà, e costruendo alla fine il prequel dei romanzi fantasy. La prima parte del romanzo è una sorta di trattato psicoanalitico di teoria dei sogni, mentre la seconda parte decolla in un road movie di pura avventura, immerso nella psichedelia come già erano stati altri suoi romanzi. Oggi Santoni, che negli ultimi anni è diventato tra le altre cose uno dei più apprezzati editor e talent scout della narrativa italiana, pubblicando giovani autori per Tunuè, sta lavorando a un’opera su Michelangelo, di cui sappiamo ben poco. Sicuramente giovedì sera in Bookique ci faremo dare qualche anticipazione.

 

Vanni Santoni si tratterrà in città per una due giorni di corso di scrittura e editoria presso lo Spazio14.

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