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"Alla Ribalta" del coraggio: un giallo sociale

Questa sera, 12 aprile, al Teatro di Villazzano un nuovo appuntamento con le Residenze che offrono il palco al debutto delle compagnie locali e nazionali con meno fama e tante cose da dire. "Dove è finita Betty" affronta con delicatezza il dramma dell'Alzheimer e delle violenze di genere. Con un taglio tutto al femminile

Pubblicato il - 11 April 2018 - 12:58

TRENTO. Dov’è sparita Betty? Il mistero di un titolo che rimanda al giallo ma che invece è soprattutto una lente d'ingrandimento su uno dei più grandi e diffusi problemi della nostra epoca si risolverà  questa sera  Villazzano. In quel teatro di Villazzano che tra stagioni ufficiali e disponibilità meritorie ad ospitare proposte di compagnie meno note ma non meno impegnate e creative ha consolidato pubblico e consensi già nel primo, felicissimo, anno di attività.

 

 Domani sera - giovedì 12 - le "residenze" del teatro di Villazzano vedranno il passaggio dall'idea al palco della Compagnia trentina "Alla Ribalta". Una compagnia che affronta in prosa e punta di recitazione un tema drammatico quale è quello dell'Alzheimer. Maria Zini, Janna Konyaeva e Martina Lazzari si affidano alla regia e alla drammaturgia di Jennifer Miller per il debutto di " Dov’è sparita Betty?”. E' una storia di donne, di resilienza e di intrighi: liberamente ispirato al romanzo di Emma Healey dal titolo  “Elizabeth è scomparsa”.

 

Lo spettacolo esplora con delicatezza i limiti dell’Alzheimer, della demenza senile e dell’equilibrio fra rapporti che si formano fra il malato e i propri cari. Alla Ribalta ha coinvolto tre attrici di tre generazioni diverse, che raccontano la storia di Maud, un’anziana signora malata e della sua ricerca di un’amica scomparsa che rievoca un
mistero passato.

 

 “Dov’è sparita Betty?” è prima di tutto uno spettacolo declinato al femminile in cui le donne sono protagoniste non solo in scena: di una donna, Jennifer Miller, è la regia, mentre le musiche sono a cura di Elisa Venturin. La storia, tocca  temi quali la violenza di genere e l’incontro fra generazioni, ma “Dov’è sparita Betty?” vuole soprattutto sensibilizzare il pubblico su alcuni aspetti della malattia dell’Alzheimer come, ad esempio, la fatica ed il dolore di chi vive con il malato e cerca di mantenere in vita il ricordo della persona prima della malattia. Le relazioni, talvolta forti e in delicato equilibrio, sono le vere protagoniste in questo spettacolo che si dipana fra tre donne di generazioni diverse, e il loro approccio alla vita, alla morte, alla malattia.
Lo spettacolo tratta il tema dell’Alzheimer di taglio  concentrandosi su altri aspetti della storia, quali il mistero della scomparsa dell’amica di Maud, Betty, appunto. Così il prodotto finale è assolutamente piacevole ed accattivante per il pubblico: un “giallo” a teatro da indagare fino all’ultima scena. Insomma siamo "Alla Ribalta" del coraggio, con l'impegno arduo ad affrontare argomenti tanto complicati quanto attuale. E il coraggio merita sempre l'attenzione del pubblico.

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