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| 10 ott 2018 | 19:18

Cartellini rossi alla misoginia e all'inciviltà

La rassegna "Teatro in valle" di Elementare Teatro offre il primo settimana di spettacolo a Terragnolo e Trambileno con due monologhi che portano la centralità degli argomenti trattati negli spazi decentrati. Venerdì 12 a Terragnolo "Confessione di una donna arbitro" con Vincenza Pastore. Sabato al Trambileno la "Nazieuropa" di Beppe Casales, cruda e inquietante.

di Redazione

VALLAGARINA. Teatro decentrato ma teatro centrale per la scelta e l'attualità dei temi che propone. E' il primoi fine settimana di teatro dedicato al pubblico adulto per la rassegna Teatro in Valle curata da Elementare Teatro. Un doppio speciale appuntamento che porterà nei teatri di Terragnolo e Trambileno due monologhi che hanno quale obiettivo quello di raccontare due fenomeni della società contemporanea.

 In scena il radicamento degli stereotipi di genere con “Confessione di una donna arbitro” di Vincenza Pastore ed il ritorno ad ideologie nazionaliste di stampo razzista con “Nazieuropa” di Beppe Casales.

 

 Due spettacoli che sottolineano la natura e la direzione presa quest’anno dalla rassegna, come sottolineano infatti i due direttori artistici Carolina De La Calle Casanova e Federico Vivaldi: “Per questa edizione del 2018 Elementare ha scelto un filo rosso sottile e nascosto dietro ai titoli, ovvero, quello dell’impegno sociale. I titoli accolti in rassegna non vogliono puntare il dito contro il presente, contro qualcuno o qualcosa, bensì aprono nuovi scenari, domande alternative, risposte diverse per poter analizzare, pensare e costruire futuro”.

 

 Il primo appuntamento andrà in scena venerdì 12 ottobre alle ore 20.30 presso il teatro parrocchiale di Terragnolo dove Vincenza Pastore racconterà la storia di una giovane ragazza arbitro alle prese con un mondo chiuso e misogino nello spettacolo “Confessione di una donna arbitro”. Dalle note di regia si legge: “Una giovane donna, racconta la propria esperienza di arbitro di calcio, in un paese misogino e violento, che non le concede credito: dagli esordi nel cortile alla partita di campionato provinciale. La ragazza, davanti ad una Commissione, dovrà giustificare il proprio operato di arbitro, sapendo che la partita autentica che si sta giocando è la rivendicazione della sua dignità e libertà di donna. La sua passione sportiva, unita al desiderio di emergere, è soffocata dalle voci maschili (e femminili) di un’Italia cinica che la ferisce. La donna in calzoncini, casacca nera e fischietto, deve resistere, tra ironia e inquietudine, alla tentazione di tramutare il corpo femminile nel solito campo di gara del desiderio maschile.


 La trasgressione di cui è accusata, tacitamente, è quella di avere osato entrare da protagonista leale nel regno della religione sportiva virile più popolare.

Ci si sposta il giorno seguente, sabato 13 ottobre all’auditorium di Moscheri di Trambileno dove, alle 20.30, Beppe Casales presenterà il suo monologo “Nazieuropa”. Le riflessioni che hanno portato alla realizzazione dello spettacolo sono molteplici ma in particolare Casales si chiede: “ma se si può giudicare una civiltà da come tratta le persone più fragili e più deboli, che tipo di civiltà è la nostra? Che tipo di Europa è la nostra?” Tematiche molto attuali, presenti costantemente nelle narrazioni dei media che verranno questa volta affrontate sul palco dell’auditorium di Trambileno.

 

 Dalle note di regia si legge: “Nazieuropa è insieme una lettera a una figlia e un viaggio che parte dalla Germania degli anni ‘30 e arriva fino all’Europa dei confini, del nuovo nazionalismo e del razzismo diffuso. Nazieuropa è il desiderio di sottrarsi all’indifferenza, di guardare con gli occhi ben aperti e di chiamare le cose con il loro nome.

Nazieuropa è una domanda: che differenza c’è tra la Germania nazista e l’Europa dei nostri giorni?”

 

 

 

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