Con Agata Christie la borghesia si sbrana
Va in scena giovedì nella stagione teatrale di Pergine il capolavoro della scrittrice inglese diretto dal regista spagnolo Ricard Reguant con un cast numeroso e affiatato. Gli anni '40, lo stile Art Decò e la fotografia impietosa di una classe sociale in perenne lotta per il potere. La vendetta dell'autrice verso l'autorità al potere

PERGINE. "Dieci piccoli indiani...e non rimase nessuno!". La stagione teatrale di Pergine, organizzata da AriaTeatro, vira verso il classico per riscoprire il fascino senza tempo di Agatha Christie in una dei suoi capolavori. Lo spettacolo è in scena giovedì 13, per la regia di Ricard Reguant che si è avvalso della traduzione di Edoardo Erba. Sul palco Giulia Morgani, Tommaso Minniti, Caterina Misasi, Pietro Bontempo, Leonardo Sbragia, Mattia Sbragia, Ivana Monti, Luciano Virgilio, Alarico Salaroli e Carlo Simoni. Un cast che come si vede è numeroso - fatto inconsueto per la prosadi oggi, non certo ricca di mezzi -. e cast affiatato.
Scritto nel 1936 e pubblicato nel 1939, E non ne rimase nessuno è considerato ancora oggi il capolavoro letterario di Agatha Christie, tanto che anche la cinematografia è piena di rimandi all’opera della scrittrice, basti pensare al film di René Clair. Ma Dieci piccoli indiani resta nella memoria universale una perfetta struttura letteraria capace di tenere il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.
La versione teatrale diretta dal regista spagnolo Ricard Reguant è stata un enorme successo sia a Madrid, la scorsa stagione, che a Barcellona. L’epoca del romanzo è ambientata negli anni ’40 con una scenografia in stile Art déco. Sul palcoscenico, per la prima volta tutti insieme, dieci protagonisti della scena italiana di varie generazioni e background artistici differenti.
Come scrive Reguant nelle sue note di regia: «Questa nuova versione teatrale si adatta ai tempi e all’estetica del momento facendo godere il pubblico nella ricerca dell’enigma preparato dalla signora Agatha; questi dieci “piccoli indiani” bloccati nell’isola sono vittime o assassini? Questa è la stessa domanda che la scrittrice pone a se stessa mostrando al pubblico il lato nascosto di una classe borghese e aristocratica mischiati insieme in un’unica arena, rivelando le proprie carenze facendoli confrontare e sbranarsi per la sopravvivenza fino a diventare esseri volgari e ordinari.
Sembra quasi una vendetta della stessa Christie verso una classe dirigente nella società inglese in cui la stessa scrittrice vive agiatamente e dalla quale vuole evadere costringendosi a diventare lei stessa la carnefice verso i suoi personaggi».














