Da Silvio alla Ministra: Antonio Cornacchione non tradisce
Venerdì e sabato si apre la stagione di prosa comica, commedia sull'Italia da ridere e da piangere, del teatro di Villazzano. L'obiettivo è replicare il grande successo dello scorso anno con testi divertenti ma seriamente impegnati nella denuncia dei mali nazionali. "L'ho fatto per il mio paese" avvia il percorso che va dal cavaliere al peggio

TRENTO. Obiettivo? Replicare il successo dello scorso anno. Desiderio? Fare ancora di più in termini di numeri ma soprattutto di soddisfazione regalata a chi in teatro cerca divertimento ma anche voglia di misurarsi con le “questioni serie”. In modo leggero, senza stress. Eccola la seconda stagione di prosa comica del Teatro di Villazzano.
La commedia all’italiana, rinnovata grazie a testi giovani e freschi che guardano con ammirazione ai mostri sacri degli anni Sessanta e Settanta, è uno dei punti di forza della proposta multiugusto di Estroteatro/TeatroE. L’anno scorso i titoli del programma a largo uso di risata fecero il botto: pienone di pubblico, pienone di applausi.
Quest’anno si torna in scena con un cartellone ancora più pimpante che cambia i giorni di programmazione – venerdì e sabato al posto del sabato e della domenica – ma che non cambia la filosofia scelta dal team che gestisce il teatro sempre meno periferico di Villazzano. La filosofia? Far pensare in allegria, portare in scena croci e delizie dell’italico quotidiano con dinamiche scoppiettanti di gag e di situazioni comiche
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Una formula vincente che si deve al lavoro di promozione di Bilancia Produzioni, fucina di un’offerta teatrale di qualitàù e coinvolgimento anche senza i “grandi nomi” del palcoscenico. Il debutto della stagione comica è affidato ad un nome che sta a mezza strada tra fama e fame di impegno sociale senza tirarsela troppo. Sarò Antonio Cornacchione ad aprire la stagione venerdì alle 20.45 con il suo nuovo spettacolo dal titolo “L’ho fatto per il mio paese”, in coppia sintonica Ippolita Baldini. Spettacolo nuovo soprattutto per il cambio di partner, visto che "L'ho fatto per il mio paese" vide Cornacchione in scena accanto alla poliedrica Lucia Vasini, (Aldo, Giovanni, Giacomo e signora) nei successi a Milano e altrove.
La regia è di Daniele Sala su testo scritto dallo stesso Cornacchione assieme a Francesco Freyre e Andrea Zalone. Archiviato il “Silvio” che rese onnipresente la satira stempiata e ciondolante del Cornacchione d’epoca berlusconiana, (sembra un secolo), il comico di oggi veste i panni del batostato da crisi economico-sociale che sono l’abito quotidiano di troppi, davvero troppi, italiani.
Senza lavoro e senza una lira che si può fare? Si può azzardarsi eroe di questi tempi demagogici che superano in discesa agli inferi del buon senso e del buon gusto perfino il cavalierato forzista. E allora, per disperazione, si può rapire una Ministra, nasconderla in cantina. Con la Ministra prigioniera si può dialogare di politica. La politica di chi fa politica per fare il proprio bene: il bene personale. E la politica di chi alla politica chiederebbe umilmente un po’ di bene comune. Cornacchione e Baldini, insomma, si cimenteranno in una tragicommedia quantitativamente irresistibile e qualitativamente attuale. La prosa comica deve essere così: riflessione postuma, appena fuori dal teatro, in casa e con gli amici. Sì, perché in teatro tocca lasciarsi andare alla risata.
E con Cornacchione – perfino a partire dal cognome – il gioco viene facile.












