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Il cordone ombelicale di Pasolini

La rassegna Altre Tendenze del Centro Santa Chiara si conclude questa sera al teatro Sociale con "MA" che vede protagonista Caandida Nieri impegnata a tratteggiare la figura di Piarpaolo Pasolini nel rapporto con la madre. La regia è di Antonio Latella: un percorso nell'opera e nel privato dl grande intellettuale

Pubblicato il - 17 aprile 2018 - 07:29

TRENTO. Approda questa sera al Teatro “Sociale” di  “MA”, testo drammaturgico di Linda Dalisi, interpretato da Candida Nieri (Premio Ubu 2013 per la miglior attrice) che vede la regia di una figura di spicco del teatro italiano come Antonio Latella. Dal titolo evocativo, “MA” è un lavoro teatrale ispirato alla figura della madre nell’opera di Pier Paolo Pasolini: uno spettacolo intimo e poetico, che con delicatezza ci invita a riflettere sul rapporto privato fra un figlio e una madre.  

     
 Partendo dalla prima sillaba della parola “mamma”, il regista campano Antonio Latella – dal 2016 direttore della Biennale del Teatro di Venezia - guida il pubblico in un percorso all’interno dell’opera di uno dei massimi intellettuali del ‘900, seguendo un filo conduttore che ha al suo centro quella forza generatrice, procreatrice di parole come di uomini, di pensiero come di gesti artistici.

 

 «In tutte le sue vittorie e sconfitte, accanto all’uomo Pier Paolo Pasolini, c’è sempre la madre – precisa Antonio Latella nelle note di regia – nel suo cinema la madre diventa uno dei perni attorno a cui tutto ruota. Attraverso le parole, le immagini, il nostro tentativo è quello di tracciare una possibile unica madre, con quel MA necessario a mettere un dubbio: madre sì, ma…».

 

  “MA” è un suono primordiale, è la prima sillaba che il bambino è invitato a pronunciare per richiamare l’attenzione della mamma, figura che diventa il centro anche di questo ultimo lavoro teatrale firmato dalla drammaturga napoletana Linda Dalisi. «Ma è una sillaba ripetuta tra le labbra che diventa culla e supplica – spiega l’autrice – il “Ma” del discorso adulto contrappone, aumenta, sminuisce, rinnega, esalta ma (eccolo) è “particella disgiuntiva” che è sempre legame. Cordone ombelicale tra due frasi-pensieri».
       Per questo testo, Linda Dalisi è partita da Pasolini per ricercare una lingua, proseguendo poi la ricerca nella parola dopo il suono labiale del “ma”. Una Parola con la P maiuscola, quella in cui anche il segno grafico significa e dichiara che siamo in presenza di qualcosa di superiore, una forza generatrice, ovvero la Poesia, la «Madre Poesia» come viene definita da lei stessa.

 

 «Da quella Parola arrivo all’immagine e poi al senso – prosegue – osservo a lungo e accuratamente le immagini che ritraggono la madre del poeta e ne resto incantata. Quella Parola è scritta lì da qualche parte: in quegli occhi che hanno pianto o in quel sorriso che non ha mai smesso di accompagnare il figlio. Quella Madre che le parole le conservava in un cassetto mentre il Figlio ne faceva arma di battaglia. Che madre può essere la madre di un Profeta?».

        Sul palco, seduta con i piedi infilati in due enormi scarpe nere, l’attrice di Cecina Candida Nieri, vincitrice del Premio Ubu nel 2013 come Miglior Attrice per lo spettacolo “Francamente me ne infischio”.        “MA”, prodotto da stabilemobile Compagnia Antonio Latella in coproduzione con Festival delle Coline Torinesi e in collaborazione con Centrale Fies, NEST, ha debuttato nel giugno del 2015 al Teatro “Astra” di Torino, ricevendo positivi riscontri di critica e di pubblico. 

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