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Il Garda tra James Bond, pirati e premi Oscar: il lago raccontato con le locandine dei film che lo hanno celebrato

Franco Delli Guanti e Ludovico Maillet presentano a Riva del Garda una mostra dedicata alle pellicole che hanno visto il lago protagonista. Dagli anni in cui veniva usato come set per avventure in stile cappa e spada a Chiamami con il Tuo Nome di Guadagnino

L'inseguimento della mitica Aston Martin di Daniel Craig sulla Gardesana
Di Alessandro Betti e Martina Nardo (Liceo Prati) - 30 giugno 2018 - 12:38

RIVA DEL GARDA. Vi ricordate ''quando il Garda era un mare"? Quando veniva usato come scenario per film ''caraibici'', set ''oceanici'' o da ''Costa Azzurra''? Ebbene ci pensano Franco Delli Guanti e Ludovico Maillet a rinfrescare a tutti le idee con una mostra imperdibile che sarà alla Galleria Civica Craffonara di Riva del Garda dal 7 luglio. Da sempre il lago affascina e suscita emozioni, diventando così sfondo perfetto per romanzi e film.

 

Il lago di Garda, in particolare, con il suo orizzonte in alcuni punti infinito, tanto da sembrare un mare, è diventato una delle location preferite per l’industria cinematografica, non solo italiana. Questo il tema centrale su cui è improntata la mostra “Non solo 007”.  Il punto di partenza è stata proprio la storica scena che vede la mitica Aston Martin dell’agente segreto più famoso del cinema che dopo un lungo inseguimento tra curve mozzafiato e gallerie finisce per infrangersi nelle acque del Garda (Qui sotto il video).

 

 

 

 

 

Da qui è nata l’idea di una mostra che raccontasse attraverso i manifesti e le locandine i film che hanno visto il lago cornice e scenografia perfetta e grandiosa. Gli organizzatori Franco Delli Guanti e Ludovico Maillet, da tempo si occupano di progetti che valorizzano il nostro territorio: già in passato hanno collaborato entrambi a vari film con tema il lago, dando vita alla mostra e documentario “Quando il Garda era un mare”, per raccontare quei film in cui il lago veniva adoperato come se fosse un mare caraibico per fare da scenografia a film pirateschi. “La decisione di proseguire su quella strada è stata spontanea e indagare su tutto quello che è stato fatto sul lago di Garda negli ultimi 50-60 anni è stato il punto di partenza della mostra” racconta a il Dolomiti Franco Delli Guanti.

 

Privilegiato innanzitutto per il suo aspetto paesaggistico, il lago di Garda è diventato protagonista di diverse pellicole, anche grazie al ruolo fondamentale esercitato dalle film commission, in primis quella trentina, ma anche quella veneta e lombarda, in particolare per l’industria cinematografica hollywoodiana.

 

Ma l’amore per il lago può nascere anche per caso: fu così che tra gli anni '50 e '60 lo scenografo Walter Bertolazzi incontrò vari produttori, convincendoli ad utilizzare la sua flotta di navi d’epoca sulle acque del lago di Garda e a trasformare Pescheria in un set hollywoodiano per film di pirati (come "La scimitarra del saraceno", "I pirati della costa", "Il terrore dei mari", "Il segreto dello Sparviero Nero", "Le avventure di Mary Read", "Sansone contro i pirati", "Sansone contro il corsaro nero"). 

 

 

Ma se questo fu solo l’inizio della stagione cinematografica gardesana, da allora i temi sono stati i più svariati: dai film d’azione come l’americano “James Bond: Quantum of Solace”, per passare attraverso gli sceneggiati storici legati alla Repubblica di Salò (“Claretta” ne è un esempio), fino all’ultimo capolavoro di Luca Guadagnino “Chiamami col tuo nome”, candidato all’Oscar.

 

La mostra si propone di ripercorrere queste tappe attraverso una vasta raccolta di manifesti cinematografici e locandine, reperite attraverso mercatini e soprattutto in rete, ma anche grazie ai contatti della galleria, come collezionisti.

 

Sorprendente è stato scoprire da Franco Delli Guanti che la maggior parte di questi collezionisti sono stranieri: “All’estero - racconta - valorizzano di più le nostre opere cinematografiche”. Ci si augura che questa mostra abbia un impatto positivo sul turismo, in particolare estero, “tuttavia non ci aspettiamo che vengano visitatori da lontano apposta per vedere la mostra, ma forse passando davanti alla galleria, anche i turisti stranieri, riconoscendo il volto di qualche attore famoso, siano invogliati ad entrare” dice Delli Guanti puntualizzando però che lo scopo di questa iniziativa non è quello di lucro o quello di fare numeri di visite, ma quello di mantenere la memoria storica locale.

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