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| 08 nov 2018 | 09:24

Knower, quando il jazz sorprende e spiazza

Sabato 10 al Melotti di Rovereto un nuovo appuntamento di grande rilievo della rassegna JazzAbout del Centro Santa Chiara. Protagonisti Genevieve Artadi e Louis Cole, cantante e polistrumentista che hanno saputo stupire e appassionare per la varietà di una proposta che passa dal funk, all'elettro più spigolosa fino al soul modernista senza smarrire la tradizione

di Redazione

ROVERETO. L’appuntamento di sabato 10 ottobre a Rovereto, all’Auditorium “Melotti” (inizio ore 21.00), è davvero di quelli da non perdere. Nella sua esplorazione del jazz non solo come suoni e canoni ma anche e soprattutto come attitudine, la rassegna del Centro Servizi Culturali S. Chiara - JAZZ’ABOUT –, dopo il trionfale sold out con Bonobo e la band di Yussef Dayes, assesta uno dei colpi più interessanti che si possano immaginare oggi.

 

 KNOWER infatti è il progetto a due della cantante Genevieve Artadi e del batterista / polistrumentista Louis Cole: soprattutto quest’ultimo è uno dei personaggi più incredibili, particolari e talentuosi che sia possibile trovare nella scena musicale contemporanea.

 

  Non è solo questione di essere ottimo strumentista (Cole indubbiamente lo è) o di saper scrivere molto bene, muovendosi in un territorio che va dal funk all’electro più spigolosa passando per il soul più modernista, tenendo però sempre come compagno di viaggio lo spirito jazz, tra la propensione ai soli e certe soluzioni che ricordano dinamiche da big band “storiche”.

  Basterebbe questo, ma Cole è uno di quei rari personaggi che riesce ad inserire una componente oggi sempre più rara: saper sorprendere, saper spiazzare. Sulla forza di un talento personale davvero sfavillante, il musicista americano non si accontenta di “fare le cose bene” ma compie decisamente un passo in più: per la sua musica dà vita a microcosmi fatti di soluzioni strane, di mimiche facciali stralunate, di combinazioni inaspettate, di sense of humour lunare e, al tempo stesso, altamente corrosivo.

 

 Se ne sta accorgendo anche il mondo del web: alcuni suoi video, apparentemente “casalinghi” ed amatoriali ma in realtà studiatissimi ed assolutamente geniali, hanno già raggiunto svariati milioni di visualizzazioni. Tutto questo senza ammiccamenti, senza soluzioni facili, senza ricorsi al pop, ma portando avanti la propria personalissima – e talora surreale – visione. Segno di una personalità davvero forte.

 

 D’altro canto, il contesto in cui Cole è cresciuto musicalmente è quello della nuova scena jazz californiana: quella capace di essere comunicativa, di flirtare con l’elettronica e l’hip hop, ma al tempo stesso molto rigorosa, molto coesa, poco propensa a “svendersi” ad un immaginario che spesso, troppo spesso si riduce a una serie di cartoline collaudate e di luoghi comuni anche belli, anche notevoli, ma infelicemente ormai troppo prevedibili e troppo collaudati.

 

 Un progetto come Knower spariglia le carte: sa parlare a più pubblici, porta verso esiti sorprendenti ed ignoti, pur avendo un profondo rispetto e una grande (ri)conoscenza verso la lezione più autentica e storica del jazz. 

 

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