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La torre pop delle derive vacanziere

Si conclude oggi, venerdì 6, al Melotti di Rovereto la rassegna Cinema Presente del Centro Santa Chiara.  Il dicente e studioso Marco Bertocchi presenta in anteprima il suo documentario "Cinema Grattacielo" sulla mitica ed estemporanea costruzione di 100 metri che dal 1959 simboleggia la Rimini della dolce vita

Pubblicato il - 06 aprile 2018 - 08:34

ROVERETO. Oggi, venerdì 6 aprile, ultimo appuntamento della stagione per la rassegna di anteprime e incontri Cinema  Presente del Centro Santa Chiara all’Auditorium Fausto Melotti di Rovereto. In programma l’incontro con il regista, docente e studioso Marco Bertozzi e l’anteprima regionale del suo ultimo documentario “CINEMA GRATTACIELO”, saggio personale su cinema, architettura e contemporaneità incentrato su uno degli edifici più bizzarri e iconici dell’Italia moderna: il grattacielo che svetta solitario sulla città di Rimini, dove il documentarista romagnolo vive da anni, e che nei trentini non può che evocare un parallelo con le “torri” del quartiere Madonna Bianca, alla periferia del capoluogo.

 L’evento si aprirà come abitudine alle 18.30 con una conversazione con l’autore alla scoperta del suo percorso e del suo lavoro - moderata dal curatore della rassegna Sergio Fant - e proseguirà alle 21.00 con la proiezione di “Cinema grattacielo”, presentato in anteprima all’ultimo Biografilm Festival e successivamente in tanti altri festival italiani. Il grattacielo di Rimini, con i suoi interni pop, le derive psichiche che ispira, i miti della vacanza di massa da cui è stato circondato, è uno degli edifici simbolo della città. Alto 100 metri, inaugurato nel 1959 quale icona di una cittadina che si stava trasformando in metropoli balneare, considerato da alcuni un ecomostro e da altri un paradiso tecnologico, oggi è un quartierone verticale abitato da una ventina di nazionalità differenti. La sua umanità e i suoi paesaggi vengono scrutati in prima persona da uno dei suoi abitanti, Bertozzi stesso, in dialogo aperto con il grattacielo. Una riflessione autobiografica che si interroga anche sulle forme del documentario contemporaneo.

 Marco Bertozzi insegna Cinema all’Università Iuav di Venezia e fa parte di quel gruppo di autori che ha contribuito alla rinascita del documentario italiano, con un forte impegno teorico e culturale. Ha insegnato al Centro Sperimentale di Cinematografia e in altre scuole di cinema, e tenuto conferenze in numerose università tra Italia, Europa e Stati Uniti. Fra i suoi film recenti Unfinished Fellini e Una giornata moderna (2013), Profughi a Cinecittà (2012) e Predappio in luce (2008). I suoi libri Recycled cinema. Immagini perdute, visioni ritrovate (2012) e Storia del documentario italiano (2008) sono pubblicati da Marsilio. Nel 2013 ha condotto “Corto Reale. Gli anni del documentario italiano”, programma tv alla riscoperta della non-fiction italiana. L’ingresso all’incontro delle 18.30 è gratuito, il biglietto intero per la proiezione delle 21.00 è di 5 euro. Prevendita online sul sito www.primiallaprima.it.

 

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