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Trento Film Festival, ecco tutti i premi: dalla determinazione di Tommy Caldwell al rito di raccolta del miele

Si conferma un festival in cui vincono le storie e le pellicole che scavano nell'animo umano. Sabato 5 maggio la serata di chiusura con la consegna dei premi e la proiezione del film "Resina" girato a Luserna. Domenica 6 maggio dal pomeriggio sarà possibile rivedere i film premiati

Vince il 66esimo Trento Film Festival "Señorita Marìa, la falda de la montaña" di Ruben Mendoza
Di Cinzia Patruno - 05 maggio 2018 - 17:19

TRENTO. Coraggio nell'affrontare la salita ma anche la vita, rapporti umani e con la montagna, ma anche senso dell'umorismo, umanità e determinazione sono i temi che hanno conquistato la giuria internazionale del Trento Film Festival. Annunciati sabato 5 maggio i vincitori delle Genziane d'oro e d'argento, che saranno premiati alle 20.30 in un evento speciale al Supercinema Vittoria di via Manci. La giuria internazionale della 66esima edizione ha visto protagonisti lo scrittore italiano e Premio Strega 2017 Paolo Cognetti, l'artista e direttore del Dutch Mountain Film Festival Toon Hezemans, la produttrice cinematografica inglese Katie Moore, il regista cinematografico altoatesino Ronny Trocker e la critica cinematografica, sceneggiatrice e produttrice giapponese Emi Ueyama.

 

La Genziana d'oro Miglior Film Gran Premio "Città di Trento" è andata al boliviano "Señorita Marìa, la falda de la montaña" di Ruben Mendoza, decretato dalla giuria internazionale "vincitore unanime". "Questo film meravigliosamente realizzato - motiva la giuria - mostra come una piccola storia ambientata in un villaggio possa abbracciare i temi più ampi della contemporaneità, risuonando oltre gli angusti confini del paesaggio montano. Forse più forte di qualsiasi protagonista di film di montagna, Marìa ha bisogno di molto coraggio per essere se stessa, ferma nella convinzione di fare la volontà di Dio". Un'ode al coraggio di essere se stessi e di affrontare la discriminazione, un invito a non avere paura.

 

Le altre Genziane d’oro al miglior film di alpinismo a "The Dawn Wall" e al miglior film di esplorazione o avventura a "The Last Honey Hunter". Il Premio del Club Alpino Italiano – Genziana d’oro al miglior film di alpinismo, popolazioni e vita di montagna è stato assegnato al documentario "The Dawn Wall" di Peter Mortimer e Josh Lowell, racconto della straordinaria impresa sulla Dawn Wall con cui, nel gennaio 2015, Tommy Caldwell e Kevin Jorgeson hanno catturato l'attenzione del mondo aprendo una via apparentemente impossibile di 915 metri sulla leggendaria parete di El Capitan, nello Yosemite National Park. Definito dalla giuria "molto più di un film di alpinismo", in "The Dawn Wall" conquista la figura di Tommy Calwell, grande alpinista statunitense alle prese con il superamento dei suoi limiti fisici ma soprattutto emotivi, il culmine di una vita segnata da numerose difficoltà come il rapimento e la fine del suo matrimonio. "La passione e la determinazione di Tommy per il suo progetto e i drammatici eventi che si trova a superare sono certamente d’ispirazione, ma ciò che più commuove è la sua umanità. Tommy utilizza l’arrampicata per riemergere dal fallimento, possiamo osservare le sue debolezze ed essergli accanto mentre procede verso l’obiettivo – con umiltà, senso dell’umorismo e generosità. Quando il sole sorge sulla Dawn Wall ci rimane un senso di realizzazione, ottimismo e una coscienza molto più profonda di cosa significhi l’arrampicata in parete". E se lo avevamo già amato in coppia con Alex Honnold in "A Line Across the Sky" nel 2015, impossibile non apprezzarlo ancora di più.

Genziana d'oro Miglior film di alpinismo a "The Dawn Wall" con Tommy Caldwell

 

Il premio Premio della Città di Bolzano – Genziana d’oro al miglior film di esplorazione o avventura va al documentario "The Last Honey Hunter" di Ben Knight. "Vera e propria avventura in un mondo ben poco conosciuto - motiva la giuria -, "The Last Honey Hunter" indaga una pratica unica e uno stile di vita, in un’esplorazione che porta i registi ben fuori dalle loro comfort zone". L’opera offre uno spaccato su un’antica forma di animismo praticata dai Kulung sulle montagne nebbiose della valle del fiume Hongu, in Nepal. Qui un uomo minuto e senza pretese di nome Mauli Dhan Rai si ritiene sia stato scelto dagli dei per il pericoloso rito della raccolta del miele.

 

Genziana d’argento al miglior contributo tecnico-artistico assegnata a "Braguino" di Clément Cogitore, grazie al quale lo spettatore viene calato nel mezzo della taiga siberiana, nella località di Braguino, a 725 km dal villaggio più vicino. Qui due famiglie autosufficienti vivono seguendo regole e principi propri, ma separate come da una barriera si rifiutano di parlare tra loro. Nell’isola in mezzo al fiume si forma una comunità, quella dei bambini: liberi, imprevedibili, selvaggi.

 

La Genziana d’argento al miglior cortometraggio se la è guadagnata "Imagination" di David Mossop, capace di risvegliare emozioni forti in appena 4 minuti. "La prima nevicata d’inverno - commenta la giuria - porta sempre la gioia con sé, e questo film è quattro minuti di gioia pura. Con una narrazione intelligente, una produzione estremamente complessa e un’attenta considerazione di ogni dettaglio siamo trasportati in un mondo che la maggior parte di noi ha dimenticato. Un luogo dove tutto è possibile e l’unico limite è la nostra immaginazione".

 

Il Premio della Giuria è andato a "Köhlernächte" di Robert Müller per le sue "sequenze splendidamente girate che mostrano un mestiere tramandato per generazioni trasmettono l’importanza di un’usanza viva e del patrimonio culturale che rappresenta". Menzione Speciale a "Lorello e Brunello" di Jacopo Quadri che ci insegna che non serve andare troppo lontano per scoprire la meraviglia. "Il film apre uno spaccato su uno stile di vita che ci passa davanti ogni giorno, e ci invita ad aprire gli occhi. Attraverso l’osservazione sottile e lo studio attento dei personaggi ci viene ricordato che non è necessario andare lontano per sperimentare qualcosa di nuovo. Con un montaggio intelligente e meticoloso esploriamo le vite di gente comune e li osserviamo mentre diventano eroi a pieno titolo". Il film segue per un anno la vita dei gemelli Biondi in Maremma e dei loro vicini, un giorno dopo l’altro, a mungere e vegliare, con la minaccia dei lupi che stanno ripopolando le macchie, le albe, la polvere, i recinti, il fieno, le morti, le nascite, gli animali.

Genziana d'oro a Miglior film di esplorazione o avventura a "The Last Honey Hunter" di Ben Knight

La serata di chiusura, sabato 5 maggio alle 20.20 al Supercinema Vittoria, ospiterà la performance "Il suono della resina", suggestioni musicali e vocali in cimbro a cura di Maria Roveran e Giovanni Schievano intorno a luoghi, persone e ispirazioni del film "Resina" e della sua protagonista. Seguirà la proiezione del film "Resina"di Renzo Carbonera, girato a Luserna.

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