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"Vicino. Non qui": percorsi di creatività trentina

Un'esposizione in Galleria Civica racconta gli artisti della diaspora trentina. Protagoniste le arti visive, la letteratura, il cinema, la musica, la fotografia e l'architettura: un viaggio attraverso i diversi linguaggi della cultura contemporanea. 

Di Linda De Carli - 03 agosto 2018 - 17:39

TRENTO. Sembra dialogare con la poesia montaliana “Piccolo testamento” la tela di Veronica de Giovanelli. L’acqua limpida del dipinto potrebbe sfiorare infatti l’incarnazione figurativa dei versi, in particolare di quei traccia madreperlacea di lumaca/ o smeriglio di vetro calpestato che il poeta genovese scrisse nel 1956. Posidonia: un grande mare, all’orizzonte gradazioni cromatiche e luce tenue, una bava lucida come la madreperla che guarda dall’alto l’alga al centro, dalla quale prende probabilmente il nome l’opera. Si avverte un senso di estraniamento. L’alga scura è soggetto del mondo che la circonda, si fa portavoce del messaggio dell’esposizione in cui è inserita, “Vicino. Non qui”, quello cioè del rapporto tra uomo e territorio, attraverso medium e ricerche differenti.

 

È proprio Posidonia che apre il percorso della mostra estiva inaugurata il 14 luglio dal Mart nella sua sede a Trento, la Galleria Civica. La mostra si occupa di indagare i fenomeni artistici di autori trentini che hanno legami col territorio e ambizioni internazionali: in altre parole è uno studio che raccoglie gli artisti della cosiddetta diaspora trentina

La Galleria Civica sarà un insolito deposito fino al 14 ottobre, un luogo dinamico che ricorda le banchine dei porti delle grandi città industriali, quelle che negli ultimi anni hanno accolto sempre più professionisti della cultura e knowledge workers. Artisti e creativi rappresentano infatti una comunità in continuo movimento, alla strenua ricerca di una verità che si nutre di esperienze, luoghi e confronti generativi.

 

“Vicino. Non qui” risulta così un progetto coraggioso, originale, che accorcia le distanze proponendo un viaggio alla scoperta dei diversi linguaggi della cultura contemporanea, dalle arti visive alla musica, dalla letteratura al cinema passando per l’architettura e la fotografia.

 

Si tratta di un percorso in cui sono riuniti una serie di “creativi”, trentini di nascita o origine, che hanno cercato altri orizzonti territoriali, l’Italia o spesso l’estero, per realizzare le loro carriere internazionali. I protagonisti non sono solo i dodici artisti visivi, ma anche coloro che hanno saputo dialogare con la ricerca e con la creatività artistica nel proprio lavoro: tre registi, un architetto, uno stilista, un fotografo, un compositore, una cartoonist, uno scrittore. Le loro biografie sono intrecciate col nostro territorio, ma ora vivono in Belgio, Spagna, Stati Uniti, Canada, Brasile, Svezia, Regno Unito, Italia e Francia e sono nati tra il 1943 e il 1989.

"Vicino. Non qui": percorsi di creatività trentina
La valle
Visione autostradale
Love me (trittico)

 

Il progetto è stato ideato dall’artista trentino Luca Coser, docente all’Accademia di Belle Arti di Brera, con i curatori della Galleria Civica Margherita de Pilati e Gabriele Lorenzoni. L’allestimento e l’immagine sono stati coordinati dal collettivo di architettura Campomarzio. Come racconta Lorenzoni “abbiamo cercato di restituire l’idea di uno spostamento continuo, di dinamismo e di movimento. Il percorso è molto libero. Pensiamo che il tema dell’esposizione possa essere una risposta innovativa alle esigenze del piano artistico trentino”.

 

 

Luca Coser scrive nel testo in catalogo di prossima pubblicazione: “Ci siamo imposti di trascurare la distanza, il distacco, immergendoci nei dettagli, nelle storie, nelle biografie, così che l’immagine di insieme è risultata il farsi di un racconto, o meglio di molti racconti tra loro diversi accostati uno all’altro”.

 

Le sale si suddividono per temi: Veronica de Giovanelli e Piermario Dorigatti scelgono la pittura di paesaggio, Micol Grazioli e Flavio Marzadro si misurano con la scultura contemporanea a sfondo ambientalista e sociale. Matteo Peterlini e Matteo Rosa rielaborano il genere della fotografia attraverso l’uso della tecnologia. Rafael Pareja, Mariella Poli e Gino Tavernini propongono light box che sottolineano gli snodi cruciali del loro percorso espositivo. Si tratta poi di grandi nomi della cultura internazionale: dal regista Andrea Pallaoro con i suoi Estratti da Medeas del 2013 alla documentarista Loredana Dordi, di cui sono noti Processo per stupro e Lavorare stanca. Le artiste Mariella Poli con Montecatini - oggetti ritrovati e Valentina Morandi con Last. E poi ancora l’animatrice cinematografica Cinzia Angelini, che ha lavorato nelle produzioni di film come i Minions e Balto. L’artista Carmelo Arnoldin, l’artista Marco Dalbosco, il fotografo Antonello Veneri, l’architetto classe 1976 Fabrizio Barozzi, la regista e video artista Anna de Manincor, lo scrittore Giovanni Sartori, lo stilista Giancarlo Ferrari e il compositore Matteo Franceschini.

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