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| 25 set 2018 | 10:18

Villazzano, il teatro si declina al plurale

Secondo anno di attività con la scommessa di migliorare il record di presenze del primo anno. La formula: tante "stagioni" per incontrare e far incontrare pubblici diversi. Il premio "Fantasio" che raddoppia con un cartellone creato con i registi più bravi delle 18 edizioni. La sfida di "Aiutiamoli a casa loro" contro gli stereotipi sullo straniero. E la commedia all'italiana per trattare i problemi con leggerezza e serietà.


TRENTO. “Prima guardare, poi comprare”. E’ un buon consiglio per non inciampare nelle brutte sorprese, anche se a buon mercato e a prezzo iper scontato. E’ anche una buona regola per chi propone e per chi acquista arte rafforzando la propria dispensa di apertura mentale. E’ la regola che Mirko Corradini, famiglia e soci – (un team che investe in amicizia e in affiatamento e ne ricava efficienza) hanno reso plastica nell’atipica presentazione della seconda stagione del Teatro di Villazzano. Stagione? No, stagioni, al plurale

 

. Eh sì’, perché idea vincente non si cambia – semmai si rafforza. L’idea vincente di Villazzano – (10 mila biglietti staccato nel primo anno di attività) è “il plurale”. Traducendo, il teatro di Villazzano offre un cartellone frazionato in diverse stagioni, assicurando all’utenza., (crescente e soprattutto in via di rapida fidelizzazione) la possibilità di scegliere come e dove sedersi in platea senza dover per forza  prendere l’intero pacchetto, (abbonamento). Sembra poco? E’ tanto. La diversificazione ha pagato e pagherà certamente anche quest’anno se è vero che l’interesse è già certificato. Un teatro di Villazzano al plurale, dunque, per una pluralità di esigenze e gusti, senza la puzza al naso dell’eccesso di intellettualismi e sperimentazioni autoreferenziali ma, nel contempo, senza rinunciare al coraggio della ricerca e della contemporaneità.

 

 Paroloni? Basta scorrere il libretto delle stagioni per capire il concettto: teatro comico e teatro impegnato, prosa per bambini e famiglie e musica classica, il premio Fantasio che si consolida,  si fa cartellone in proprio e azzarda ancor di più che in passato con una sorpresa di cui è un peccato non potere ancora rivelare nulla. E ancora eventi. E ancora la linea dell’ospitalità, del sostegno e della disponibilità verso chi –per dirla con il buon mantra di Corradini – ha tanto da dire ma non ha la fortuna di aver uno spazio dove provare a dirlo. E ancora l’amatoriale perché il teatro è importante anche quando è dopolavoristico. E ancora le residenze perché il teatro “in compagnia” è occasione di confronto, scambio e crescita.

 

 Continuità con grandi novità: ecco la sintesi della seconda stagione a Villazzano. E la prima novità è stata e sarà la comunicazione. Si può trasformare in spettacolo una presentazione? Per Corradini e soci si deve. E così è stato alcuni giorni fa con lo spettacolo leggero e inedito del direttore artistico e del fido Mattia Bertolini a stuzzicare l’appetito del pubblico con accenni, video e quant’altro serve a “vendere la merce senza trucco e senza inganno”. Di qui il motto iniziale che sarà il motto di Villazzano: nemmeno l’arte si può comprare a scatola chiusa.

 

Cosa comprare allora? Beh, se ci si può permettere un suggerimento la versione riveduta e corretta del Premio Fantasio. Certo, restarà la gara internazionale tra i registi che dovranno mostrare quanta creatività e quanta differenza è possibile lavorando tutti sullo stesso testo con attori estratti a sorte con soli 15 minuti, (che sono lunghissimi) di palcoscenico. Ma se nelle tante edizione il Fantasio si è conquistato credito e pubblico, perché non omaggiarlo con una dedica più lunga di un applauso orgoglioso?

 

Ecco, il Fantasio quest’anno raddoppia. Il concorso, (a dicembre) e la “stagione”. Alcuni dei registi vincitori delle passate stagioni, alcuni dei personaggi più intensi e innovativi delle 18 edizioni fin qui svolte, avranno il loro cartellone.

 

 Si comincia il 24 novembre con Andrea Saitta e con il debutto del suo spettacolo La Locandiera – Esprit de pomme de terre progetto vincitore di Fantasio 2017 e diventato spettacolo grazie alla co-produzione di TeatroE, ariaTeatro e Compagnia dell’Arpa. Il 21 dicembre andrà in scena Vania, spettacolo della Compagnia Oyes per la regia di Stefano Cordella, vincitore di Fantasio 2015 con il progetto su Cappuccetto Rosso che diventò lo spettacolo Lo soffia il cielo. A gennaio, e più precisamente il 10, sarà la volta di Trainspotting, spettacolo teatrale dal celebre testo di Irvine Welsh e con, tra gli altri, Riccardo Festa, vincitore di Fantasio 2012. A San Valentino si parlerà di amore e si riderà con Love Show di e con Francesco Giorda, vincitore di Fantasio 2006. A marzo infine doppio appuntamento, l’1 con Revolution per la regia del finalista di Fantasio 2016 Rolando Macrini e il 29 e il 30 con Yerma, nuova produzione di TeatroE per la regia di Mirko Corradini che del festival è il direttore artistico.

 

Resta, cresce e cambia anche la stagione comica. Ma occhio, la scelta della commedia all’italiana a Villazzano è piuttosto intrigante. “Ridi che ti passa?”, Macchè, ridi ma non passare sopra i problemi del vivere nazionale che si possono raccontare anche senza annoiare.


  Sette spettacoli, allora,  tutti in doppia replica il venerdì e il sabato sera. Ad aprire questa stagione il 19 e 20 ottobre saranno Antonio Cornacchione e Ippolita Baldini, con il debutto del riallestimento dello spettacolo L’ho fatto per il mio paese, scritto dallo stesso Cornacchione con Francesco Freyrie e Andrea Zalone. Il 9 e 10 novembre andrà in scena Jena Ridens – Una rapina in diretta, testo di Alessandro Betti e Paola Galassi con Ussi Alzati, Ottavio Bordone, Alfredo Colina e Stefano Chiodaroli. A dicembre, e precisamente il 14 e 15, sarà la volta di due graditi ritorni dopo i successi della scorsa stagione: Marco Cavallaro (l’anno scorso in scena con That’s amore e Se ti sposo ti rovino) e Antonio Grosso (in scena con Due preti di troppo), i quali torneranno assieme a Villazzano con Singles. Il 25 e 26 gennaio si tornerà sui banchi di scuola con la commedia La storia d’Itaglia della compagnia A.M.O. A febbraio (22 e 23) una grande novità: spinti dal successo di questa stagione anche TeatroE si cimenterà nella produzione di uno spettacolo comico, con la regia di Roberto Marafante e con un cast tutto trentino: Mirko Corradini, Andrea Deanesi, Giuliano Comin e Maria Giulia Scarcella; Uno di voi è il titolo dello spettacolo. Claustrofobia, produzione della compagnia Laros sarà lo spettacolo in scena il 15 e 16 marzo. A chiudere la stagione, il 12 e 13 aprile, torneranno i Pezzi di Nerd, che l’anno scorso andarono in scena con Ho adottato mio fratello e che quest’anno, rimanendo in tema familiare, porteranno lo spettacolo Genitori in affitto.

 

Saranno sette anche i titoli della stagione Residenze, che persegue l’obiettivo di dare spazio alle compagnie che non hanno uno spazio per il lavoro e i loro debutti. La stagione s’intreccia con il progetto ScenaTrentina, condiviso con la Rete Teatrale Trentina (Teatro di Pergine, Teatro di Meano, Teatro Portland) che ha gli stessi obiettivi e del quale fanno parte due dei sette spettacoli di questa stagione. Si sono già visti la compagnia La Burrasca con Tatami

 Il 7 ottobre sarà in scena il Collettivo AsfaltoeCaigo con lo spettacolo 400 millisecondi, il 9 ottobre invece Veronique Ensemble, compagnia cittadina di arte circense, porterà a Villazzano lo spettacolo Tre quarti. Lo spettacolo successivo sarà il debutto dello spettacolo nato dalla collaborazione tra l’attore trentino Mario Cagol e TeatroE; il 12 ottobre andrà in scena la prima di Ciò che non si può dire, tratto dall’omonimo libro di Pino Loperfido che riaccende i riflettori sulla tragedia della funivia del Cermis a 20 anni dal tragico evento. La stagione andrà poi in stand by fino ad aprile quando, il 17, debutterà Immagino tu sia già andato in buca, con un giovanissimo cast guidato dal regista Nicola Piffer. L’8 maggio tornerà, dopo l’interessante esperimento dello scorso anno, il teatro danza con la nuova produzione della compagnia Controra dal titolo TRieb. A chiudere la stagione sarà Arance e Calicantus di EmitFresti il 15 maggio.

 

 Troverà maggior spazio anche la lirica, con quattro appuntamenti e una stagione creata con la collaborazione dell’associazione Aurona. Ad aprire la stagione sarà la pucciniana Madama Butterfly venerdì 26 ottobre in orario serale e domenica 28 nel pomeriggio. Confermato l’appuntamento di fine anno con il concerto del 29 dicembre dal titolo Confronti, eseguito dall’Orchestra Aurona. L’8 marzo verrà dato rilievo alla figura della donna con il concerto dal titolo La lirica al femminile. Rispetto allo scorso anno le opere raddoppiano: chiuderà infatti la stagione il 25 maggio la seconda opera, la Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni.

 

Una stagione sarà poi dedicata ai bambini e alle famiglie, cinque domeniche pomeriggio e un sabato sera, in prossimità del Natale. Il Gruppo teatrale Gianni Corradini organizza invece la stagione di teatro amatoriale, dando spazio alle filodrammatiche del territorio trentino. Scelte diverse quest’anno che spaziano dal musical Sorelle. Dio vede e provvede della Compagnia di Lizzana che aprirà la stagione il 19 e 20 gennaio alle commedie dialettali e in italiano come Bertoldo della compagnia Filo San Martino di Fornace (2 febbraio), The show must go on della Filodrammatica di Civezzano (16 febbraio), La chitara del zio de La Marianela di Romallo (2 marzo), Le galine del sior Günther della compagnia Aldebaran di Ziano di Fiemme (23 marzo). Chiuderà la stagione, il 6  aprile, Fratelli e sorelle, debutto dello spettacolo del Gruppo teatrale Gianni Corradini con, tra gli altri, Maria Zini e Cristian Corradini. Durante quella serata la premiazione del miglior spettacolo, votato sia dal pubblico sia, novità 2018/19, da una giuria di giovani under20.


 Ultima stagione è quella degli eventi, con la logica di dare spazio a chi ha idee e voglia di creare piccole manifestazioni tematiche. La prima, dal 27 al 29 settembre, sarà Aiutiamoli a casa loro, una tre giorni dedicata all’inclusione per l’abbattimento degli stereotipi legati alla minaccia dello straniero. Il 27 uno spettacolo teatrale, Tempo orfano di ariaTeatro, il 28 un film, Hotel Splendid a cui seguirà l’incontro con il regista, il 29 un incontro dal titolo Un palco per il dialogo, uno speed date tra richiedenti asilo e cittadini. Oltre alla già citata ScenaTrentina che vedrà in tutto quattro spettacoli tra settembre e ottobre, altri tre eventi durante l’anno: Resto o vado, un focus sull’emigrazione giovanile che si compone di uno spettacolo, Invisibili generazioni della compagnia Elementare Teatro (26 febbraio), un tavola rotonda con esperti del tema e un laboratorio intensivo di scrittura tenuto da Carolina De La Calle Casanova.

 

 Dal 26 al 28 aprile approderà a Villazzano il musical con Little MT Festival, direzione artistica di Martina Lazzari, con una serata dedicata alle scuole di formazione di questo linguaggio e due musical: Stralci d’amore della compagnia TTM – Triple Threat Musical il 27 e Petto o Coscia? della compagnia Tom Corradini Teatro il 28. Oltre ai tre eventi, tre seminari, sempre legati al musical si alterneranno sul palco durante i tre giorni. Ultimo evento in stagione, il 19 maggio, La notte dei folli, organizzato in collaborazione con Nicola Sordo; una serata all’insegna della comicità dove chiunque può candidarsi a partecipare.

 

Lunga? Sì, e per fortuna. Più arte si mette in campo in quest’epoca di sentimenti grami, di linguaggi beceri, di egoismi dilaganti, più si fa “resistenza”. Un teatro non è un  fronte ma chi il teatro lo fa, chi lo propone, oggi è un partigiano. Il partigiano che armato di parole, musiche, movimenti e gesti combatte per la libertà di pensiero, per l’incontro di culture, per una contaminazione che non è solo artistica. Forse non è l’unica battaglia possibile ma è certamente una battaglia irrinunciabile. E vincente.

 

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