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Copernico, Leonardo e Cavendish: quando la scienza si mette in bella prosa

Tre giorni di suggestione e didattica con il Teatro della Meraviglia da domani fino a sabato a Sanbapolis per il festival promosso da Portland, Arditodesio, Università e Opera. Gli spettacoli fanno scoprire protagonisti della ricerca e teorie con una coinvolgente forma comunicativa grazie a compagnie che percorrono da tempo la strada della divulgazione in scena.

Pubblicato il - 20 febbraio 2019 - 10:33

TRENTO. Il teatro a tema scientifico è protagonista dei prossimi appuntamenti organizzati nell’ambito del Festival “Teatro della Meraviglia” che si sta svolgendo presso il teatro Sanbapolis di Trento e organizzato da Teatro Portland, compagnia Arditodesìo, Università degli Studi di Trento ed Opera Universitaria di Trento.
Saranno tre gli spettacoli teatrali che verranno messi inscena tra giovedì 21 e sabato 23 febbraio.

 DOMANI, 21 febbraio. Alle 20.45 protagonista della serata sarà l’astronomo e matematico Copernico, la cui storia verrà portata in scena da Andrea Delfino, nello spettacolo di Rocco Gaudenzi e Pablo Solari del Centro Teatrale MaMiMò, dal titolo “Copernico non ci credeva”. Dalla presentazione dello spettacolo: “Nella prefazione alla sua opera più famosa, il “De revolutionibus orbium coelestium”, emerge come il famoso astronomo dubitasse delle sue stesse intuizioni, quasi incriminandosi e scusandosi per essersi ritrovato a dimostrare una tanto assurda tesi: la terra non è il centro dell’universo.

 In un percorso che mette lo spettatore nei panni di un scienziato, lo avvicineremo a teorie e retroscena del mondo scientifico. Durante il percorso, attraverseremo il pensiero di grandi rivoluzionari prima che il mito li trasformasse in personaggi: Cusano, Galilei e soprattutto Copernico, del quale analizzeremo, con occhio attento ed ironico, la prefazione all’opera. Attraverso i concetti assimilati daremo una lettura critica del mondo contemporaneo, l’era della rivoluzione digitale, ponendo particolare attenzione alla diffusione libera di dati e informazioni, cosiddetti open data; e scopriremo come non naufragare in questo mare di informazioni.”

 VENERDI' 22. Sempre alle ore 20.45, andrà in scena la nuova produzione della compagnia PACTA . dei Teatri “Leonardesco e sfumato. Sperienze e artifizi” In occasione dei 500 anni della morte del grande maestro Leonardo Da Vinci, uno spettacolo/performance, in cui, intorno alle visioni del grande genio si intersecano lighting design, musica, colore, scienza e teatro.

 Creazione del Collettivo "Mettere per ordine alli lochi loro" con Riccardo Magherini e Maria Eugenia d’Aquino. Dalla presentazione dello spettacolo: “Che cosa succede se un attore, un’attrice, un lighting designer, un musicista si mettono insieme e decidono di gettarsi nell’universo di Leonardo, senza paracadute, e ciascuno maneggiando la propria materia, e fondendola con le altre, lascia affiorare frammenti della storia di un genio, scomparso 500 anni fa?

 

 Voci, luci, suoni inseguono la poliedricità della mente e delle azioni di Leonardo da Vinci , le sue influenze in tutte le declinazioni delle scienze umane e dell’arte. Un caos apparente, dove, cercando di ‘mettere ordine’ affiorano i fili di una trama che si svolge con un ritmo persistente e serrato, un centro da cui partono infiniti raggi. Una performance che vuole catturare l’attimo in cui il genio leonardesco cerca di afferrare le leggi universali, oscillando dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande, e trasformarle in visioni.”

 SABATO 23.  Appuntamento alle 20.45 per l’ultimo spettacolo della terza edizione del festival. A chiudere la programmazione sarà la compagnia Nuove Cosmogonie Teatro con “L’uomo che pesò il mondo” da un’idea di Massimo Arattano e Albertina Gatti di Joseph Scicluna e Katia Capato che della pièce è anche protagonista e regista.
Dalla presentazione dello spettacolo: “Sarà il maggiordomo Fred, con il suo forte accento inglese, ad introdurci furtivamente nel laboratorio di Henry Cavendish, scienziato eclettico che, sul finire del ‘700, determinò sperimentalmente il peso del nostro pianeta. Vedremo Cavendish applicarsi affannosamente ai suoi esperimenti con quel suo strano modo di fare che studiosi contemporanei hanno riconosciuto essere imputabile ad una forma di autismo: la sindrome di Asperger.

 Conosceremo personalmente anche altri scienziati: Newton, Keplero e Tycho Brahe. Giganti della cultura scientifica che racconteranno aspetti della loro vita facendoci così osservare la Scienza in modo divertente, comprensibile ed umano. Usciremo alla fine dal laboratorio di Cavendish divertiti ed incuriositi, sorpresi del nostro desiderio di approfondire quei temi che, incontrati sui banchi di scuola, erano parsi in molti casi noiosi e senza alcuna attrattiva. Scopriremo invece che la Scienza è fatta anche di debolezze umane, talora di meschinità, di situazioni al limite del grottesco, ed anche di divertimento, passione, genio, perseveranza, poesia e bellezza.”

 L’inizio di tutti gli spettacoli sarà anticipato da un Aprispettacolo Scientifico curato dalla Compagnia Progetto Apollo che ha sede presso il Laboratorio di Comunicazione delle Scienze Fisiche dell’Università degli Studi di Trento. L’esperienza presentata è una sintesi del corso di Storytelling applicato alla Scienza, dal titolo “Emozionare con la scienza” che Andrea Brunello conduce da diversi anni presso i Dipartimenti di Fisica e di Matematica dell’Università di Trento. I giovani studiosi tratteranno un tema scientifico in maniera “emozionale”, in pillole narrative di pochi minuti. Il risultato sarà una carrellata di argomenti scientifici di grande interesse raccontati in modo coinvolgente da giovani studenti e ricercatori. Vedremo impegnati: Marco Peretti, Guglielmo Grillo, Debora Lamcja, Selene Salandini, Matteo Di Domenico, Eleonora Rigoni, Stefano Piccin, Laura Beghini, Massimo Fellin, Michele Salvagni, Roberto Ciccarelli e Chiara Toldo.

 

ANDREA DELFINO SPIEGA LO SPETTACOLO SU COPERNICO


 

 

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