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| 06 feb 2019 | 10:40

Goldoni e Brercht in un territorio emotivo

Debutta questa sera, 6 febbraio, al teatro di Pergine  la nuova produzione di Aria Teatro per la regia di Simone Toni che guida un gruppo di attori che raccontano le loro storie in un vortice di ritmo e suggestioni. "La guerra" si svolge in un non luogo che accelera le passioni, la voglia di vivere e la fame di piacere

Goldoni e Brercht in un territorio emotivo
di Redazione

PERGINE- MEANO. Debutta questa sera la nuova produzione di Aria Teatro che continua il suo percorso dentro la prosa civile che si pone l'obiettivo di svelare punti di vista contemporanei anche quando si tratta di affrontare i classici. E' il caso di "La guerra", questo il titolo del lavoro che va in scena per due giorno "a casa" di Aria Teatro, a Pergine dunque, per poi passare sabato a Meano, il contenitore culturale gestito dalla stessa associazione che conduce con successo crescente l'attività del teatro di Pergine.  La regia de "La guerra" è di Simone Toni che detta tempi e modi di recitazione ad un affiatato gruppo di attori: Giuseppe Amatoi, Chiara Benedetti, Gianni Bissaca, Federica  Castellini, Denis Fontanari e Christian Renzicchi,

 

 Goldoni in questo testo dimostra non solo di aver brillantemente avviato la riforma del teatro italiano, ma anche di aver fatto un balzo nel '900 di non poco conto. In questa commedia si respira una suggestiva atmosfera brechtiana in cui agiscono i personaggi goldoniani, quasi sorpresi nel ritrovarsi altrove.

 

 Altrove si, perché “la guerra” è qui intesa come un territorio emotivo, un non/luogo in cui la paura della morte accelera le passioni e paradossalmente la voglia di vivere e la fame di piacere. Questo ci autorizza a immaginare uno spettacolo vivo dal ritmo vorticoso in cui i personaggi devono vivere le loro vicende sulla scena perché non sanno se sopravviveranno dietro le quinte dove imperversa appunto la guerra.

 

Le virtù e le miserie dell’Uomo sono così messe a nudo in modo molto più violento rispetto ad altre commedie più accomodanti, proprio perché c’è una necessità superiore che le guida e solo la pace, che arriva inaspettata, come la quiete dopo una tempesta, porterà respiro a un mondo che sembra destinato a combattere per sempre. 

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