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Gesto, corpi, maschere e parole suono: a Pergine le "Visite" sullo scorrere del tempo

Domani, mercoledì 5 febbraio, approda nella stagione curata da Aria Teatro lo spettacolo della giovane compagnia Teatro dei Gordi che con una forma espressiva inedita affronta il complesso tema della metamorfosi. Una narrazione senza parole di grande impatto emotivo per esaltare la potenza dei volti e dei gesti

Pubblicato il - 04 febbraio 2020 - 09:35

PERGINE. Dopo il grande successo di pubblico e critica in tutta Italia, arriva anche al Teatro di Pergine "Visite" lo spettacolo della giovane compagnia Teatro dei Gordi vincitrice del Premio Hystrio-Iceberg 2019: Visite sarà in scena domani, mercoledì 5 febbraio 2020

 

 Lo spettacolo  è ispirato al mito di Filemone e Bauci di Ovidio e indaga la metamorfosi come segno del tempo, sguardo sul mondo, vitale necessità e dinamica scenica e lo fa raccontando con un linguaggio originale una storia semplice e comune, per cogliere, se possibile, il fondo mitico di una quotidianità a noi vicina.

 

 Tutto accade in una camera da letto, luogo intimo, aperto e appartato che contiene il tempo che passa, le stagioni della vita, le visite degli amici, dei ricordi, dei sogni e la visita come ultimo, possibile atto di resistenza. È un andare e venire senza sosta, fatto di abbracci, sorrisi, baci, addii e gesti che la vita rende rituali.
La stanza rimane uguale, sono i corpi a mutare con l’avanzare inesorabile del tempo, che le maschere esemplificano inesorabilmente; così sono anche i vestiti che cambiano con le età e le mode, in un turbinio di immagini avvolgenti che investono il piccolo spazio che riempie tutta la scena.


 Dopo "Sulla morte senza esagerare", la compagnia milanese Teatro dei Gordi, diretta dal regista Riccardo Pippa, ha ideato questo nuovo spettacolo, Visite, complici ancora le significanti maschere di cartapesta di Ilaria Ariemme. La compagnia si avventura così in una nuova creazione senza parole per narrare il passaggio del tempo e il suo depositarsi sulle cose e sugli esseri umani.

 

 

 La giovane compagnia Teatro dei Gordi, continua quindi l’indagine su una forma teatrale che si affida al gesto, ai corpi con e senza maschere, a una parola-suono scarna e essenziale che supera le barriere linguistiche, che mira ad una sintesi per esaltare la potenza e l’espressività dei loro volti di cartapesta: in assenza di parole sono i dettagli a rivelare allo spettatore ciò che accade.

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