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L'italiana, la siriana e il messaggio di universalità dei sentimenti umani

Giovedì 7 marzo debutta  a Villazzano "Medea vs Medea" di Aporia Teatro su un'idea di Gelsomina Bassetti che è anche una delle interpreti per la regia di Roberto Marafante, da poco applaudito per la direzione di "Uno di voi", la prima commedia all'italiana prodotta in Trentino. La storia si svolge in un centro di accoglienza per profughi tra ricordi di orrore, sogni di riscatto e confronto tra culture in un presente sempre più degenerato

Di Carmine Ragozzino - 04 marzo 2019 - 10:26

TRENTO. A Villazzano, al teatro, hanno da poco applaudito, (e tanto), regia ed interpretazione della prima produzione di commedia all'italiana targata TeatroE, vale a dire il fertile sodalizio artistico che gestisce la struttura di spettacolo e aggregazione che in soli due anni di vita si è imposta come punto di riferimento all'intera città. "Uno di voi", questo il titolo dello spettacolo, è stato, (ed è) un esempio di prosa fresca, divertente, ben affiatata tra i quattro protagonisti ma allo stesso tempo seria per gli argomenti affrontati e per i toni leggeri ma per nulla banali e scontati con i quali la metaria è stata trattata.

 

 "Uno di voi" parla infatti di maturità/immaturità di una generazione né giovane né adulta, alle prese con incroci amorosi trascinatisi dall'università in poi e con una maternità che impone uno scatto di realtà e di crescita ai tre padri potenziali. Regista di "Uno di voi" - proposta dal Trentino si sposterà in un futuro prossimo sui palchi nazionali, (e con merito), è Roberto Marafante. Un regista attento a trasmettere ai suoi attori  la "misura" nell'affrontare questioni rischiose - ad esempio l'omosessualità - senza cadere né nel luogo comune né, dall'altra parte, nell'intellettualismo.

 

 A pochi giorni dal fortunato debutto, Marafante torna da regista a Villazzano con tutt'altra storia, tutt'altro impianto, tutt'altra filosofia teatrale. Giovedì 7 marzo Marafante dirigerà infatti un nuovo debutto. Quello della compagnia Aporia Teatro con "Medea vs Medea".

 

  Basta il titolo per intuire il passaggio  di stile e di impostazione che si inserisce nella linea virtuosa di quelle "rivisitazioni" che attualizzano e danno contemporaneità ai testi. Anima del progetto è Gelsomina Bassetti che dello spettacolo è drammaturga, scenografa ed pure interprete. 

 

  “Medea vs Medea” racconta di un incontro di due donne dalle biografie molto differenti, provenienti da contesti sociali ed economici agli antipodi ma riunite in un centro di prima accoglienza profughi. Una storia di oggi, un oggi sempre più drammatico, che ci mostra come rapporti umani profondi possano nascere e crescere in contesti  complicati e difficili. 

 

 Il raccontarsi, la comprensione e l’empatia che unisce le due donne, un’attrice italiana volontaria del centro di accoglienza ed una donna siriana, porterà ad uno scambio dei ruoli dando forma ad un reale messaggio sull’universalità dei sentimenti umani.

 

A cimentarsi in tutte le pieghe di personalità così diverse, (ma certo non agli antipodi) saranno Gelsomina Bassetti, Yolina Kuleva e Martina Lazzari. Dalla presentazione dello spettacolo: “Un centro di prima accoglienza per profughi. Ci lavora un’attrice ormai avanti negli anni che rincorre il sogno di interpretare Medea. Una donna siriana, madre di due bambini, fuggita dalla guerra e da un marito – padrone. Durante il viaggio in mare i suoi figli sono spariti nel nulla.

 

 Due donne molto forti che si studiano a vicenda, si provocano, si scontrano sui principi della famiglia, dei figli, della violenza sulle donne. L’una (attrice) vive in un mondo tutto suo, immaginario, a volte quasi delirante, ma c’è un motivo ben preciso che si nasconde in questa sua ossessione per Medea. L’altra, Aedem, alla quale non è mai stato permesso di sognare, ha visto cose inenarrabili.

 

 È una donna silenziosa, apparentemente dimessa, ma alla fine dimostra una grande determinazione.La fragilità diventa forza, e la forza diventa fragilità. I ruoli si invertono, ed è proprio allora che il rapporto tra le due donne si trasforma in un vero e profondo incontro tra anime che, anche se in modo  diverso, sono passate attraverso il dolore.” Siamo dunque in pieno tuffo in un presente che Marafante e Bassetti promettono di affrontare senza retorica ma con pieno coinvolgimento di sè stessi e del pubblico.

 

 E' il teatro di impegno civile che in parecchie occasioni Roberto Marafante - (una lunga carriera dietro le quinte) -ha scelto di praticare negli spettacoli e nei laboratori per mettere l'arte del teatro al servizio  della difesa dei diritti, lavorando tanto con italiani quanto con stranieri immigrati.

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