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Il collettivo di scrittura Tersite Rossi presenta il suo nuovo romanzo “Gleba”. Un noir sulla tematica del lavoro sfruttato

Questo giovedì uscirà in libreria il quarto lavoro del collettivo trentino con l’ambizione di raccontare la società 4.0, dove, “il lavoro più difficile resta quello di sempre: provare a vivere”. Il 17 ottobre Tersite Rossi sarà quindi a Trento per un doppio appuntamento: alle 18.30 alla libreria Due Punti e alle 21 al caffè letterario Bookique

Pubblicato il - 15 ottobre 2019 - 18:09

TRENTO. Cinque protagonisti con storie apparentemente lontanissime che si incroceranno proprio mentre un duplice, pazzesco attentato terroristico si avvia a travolgere tutto e tutti, sono questi gli ingredienti dell’ultima fatica del collettivo di scrittura trentino Tersite Rossi, che questa settimana sarà nel capoluogo per presentare il nuovo romanzo “Gleba”.

 

Questa è la quarta pubblicazione di Mattia Maistri, insegnante, e Marco Niro, giornalista, i due volti che si nascondono dietro Tersite Rossi che a sua volta torna sulla scena letteraria a nove anni dal felice esordio con il romanzo-inchiesta sulle bombe del ’92-’93 “E’ già sera, tutto è finito” (Pendragon 2010), cui erano seguiti il noir distopico “Sinistri” (edizioni e/o 2012) e il thriller economico-finanziario “I Signori della Cenere” (Pendragon 2016).

 

Il nuovo lavoro, pubblicato dalla casa editrice Pendragon, è stato accolto positivamente da critica e pubblico e lo si potrà trovare in libreria dal prossimo 17 ottobre. Il maestro del noir Massimo Carlotto, chiamato a presentare l’opera durante alla Fiera delle Parole di Padova, ha affermato: “Gleba indaga la complessità del reale con un lavoro di ricerca impressionante”.

 

 

Come i precedenti romanzi è composto da più storie intrecciate fra loro, oramai un marchio di fabbrica della coppia di scrittori trentini. E così fra le pagine del libro facciamo la conoscenza di Paolo, un ragazzo insicuro che frequenta una scuola elitaria, Adriana un’impiegata che sogna la vendetta sui padroni, Amina una diciassettenne che ha perso il padre ed è finita nel tunnel del jihadismo, Enrico e Valeria una coppia di quarantenni che lottano col precariato lavorativo ed esistenziale.

 

“Gleba” parte da qui, dai suoi protagonisti, per raccontare la società 4.0, “più liquida che mai – fanno sapere gli autori – muovendosi rapidamente tra chi è alla ricerca di un punto solido su cui poggiare i piedi e trovare un briciolo di identità”.

 

Sta volta, a fare da sfondo alla narrazione, è la tematica del lavoro, visto in una duplice veste: da un lato come forza sfruttata, sottopagata, svilita (“gleba” come zolla da servire), dall’altro come mestiere di vivere (“gleba” come terra da cui la vita origina).

 

“Si tratta – spiegano Niro e Maistri – di una storia che s’inscrive a pieno titolo nell’eterna vicenda umana della prevaricazione e dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, e del tentativo, sempre vano, ma sempre necessario, di opporvisi. Tutti i personaggi si sforzano di trovare la propria identità in uno specifico lavoro, più o meno insoddisfacente, più o meno velleitario, più o meno prevaricato, ma solo in pochi riescono, al termine della vicenda, a capire che il lavoro più importante è quello più difficile: vivere”.

 

La tematica del lavoro è strettamente legata ad altre questioni come l’aziendalismo psicotico, le nuove tecnologie “che asservono anziché liberare”, il terrorismo come risposta fallace a un disagio che è interiore prima ancora che sociale. Nel romanzo le trame occulte degli onnipresenti strateghi della tensione si mescolano con la scuola come luogo in cui, “ribaltandone completamente i fini”, ci si limita a produrre gli sfruttatori, o sfruttati, di domani.

 

A un contenuto tanto ricco corrisponde, in linea con i precedenti lavori del collettivo, una forma caleidoscopica, pluri-genere, con prevalenza dei toni noir, ma anche tracce di spy story, commedia, Blidungsroman, distopia.

 

“Gleba – concludono gli autori – è un oggetto narrativo non identificato, nel segno della new italian epic, dove la complessità di una trama ricca di linee, personaggi e contenuti si combina a una chiara attitudine pop che la rende pienamente fruibile. Il valore socio-politico e militante della narrazione si sostanzia nell’utilizzo della stessa come strumento d’inchiesta sul reale e sulle sue dinamiche meno conosciute e comprese”.

 

Appuntamento dunque giovedì 17 ottobre sarà presentato a Trento il nuovo romanzo “Gleba” con un doppio evento: alle 18.30 alla libreria Due Punti, dove l’autore dialogherà con Federico Zappini e Carlo Martinelli, e alle 21 al caffè letterario Bookique, dove a dialogare con l’autore saranno Stefania Ravagni e Nicola Spagnolli, e a leggere brani dal romanzo Maura Pettorruso.

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