Tersite Rossi torna in libreria con cinque storie “degeneri”: “Radicalmente militanti nel loro tentativo di mettere in discussione l’esistente”
L’opera quinta del collettivo di scrittura trentino s’intitola “Chroma” ed è una raccolta di racconti lunghi che sovvertono i generi letterari e parlano di post-eroi. Presentazioni il 12 maggio a Trento e il 13 a Rovereto

TRENTO. A tre anni di distanza dall’uscita del suo ultimo romanzo, Tersite Rossi, collettivo di scrittura con base in Trentino, torna in libreria con la sua opera quinta, che a sua volta è una raccolta di cinque racconti lunghi: “Chroma - Storie degeneri” (Les Flâneurs Edizioni). Il libro verrà presentato dall’autore giovedì 12 maggio alle 18e30 a Trento nella libreria Due Punti (via San Martino 78) e venerdì 13 maggio alle 19 a Rovereto alla libreria Arcadia (via Fontana 16).
“Si tratta – spiegano i due membri del collettivo, Mattia Maistri e Marco Niro – di cinque racconti che potevano essere i soggetti di altrettanti romanzi. Affini ai nostri precedenti lavori per forma e sostanza: aspramente refrattari alle ordinarie categorie editoriali e radicalmente militanti nel loro tentativo di mettere in discussione l’esistente. Ma abbiamo deciso, stavolta, di abbandonare la consueta strada della narrativa lunga, preferendo le forme agili e immediate di quella breve, per consentire al lettore di precipitare dentro queste storie in rapida successione, una dopo l’altra, e di portare a termine, così, un percorso assai variopinto, in senso letterale (oltre che letterario). Un avventuroso, salutare, tonificante percorso di degenerazione”.
Come titolo è stato scelto “Chroma” perché ciascun racconto è contrassegnato da un colore, e ogni colore richiama un determinato genere narrativo: nero è l’horror, blu il distopico, giallo il mistery, rosa l’erotico e rosso il politico. Nessuno di questi racconti però aderisce del tutto al genere che il proprio colore simboleggia, e ciascuno ne sovverte regole e stilemi. Ne escono storie “degeneri”, che graffiano come le spine di una rosa o gli artigli di un mostro.
Il filo rosso che unisce i cinque racconti della raccolta, infatti, è proprio questo: la degenerazione. Non solo della forma, ma anche dei contenuti, cioè dei personaggi e delle vicende narrate, che a volte partono su binari sicuri per poi deragliare clamorosamente; altre, invece, da condizioni compromesse per poi portare a un apparente riscatto. Ma tutte, sempre, popolate da antieroi, o post-eroi, che perdono anche quando vincono, risultando degeneri al massimo grado in un mondo dove se perdi non sei nessuno.
Come già anticipato il collettivo ha già all’attivo diverse opere, la prima è stata un romanzo d’inchiesta sulla trattativa tra Stato e Mafia È già sera, tutto è finito (Pendragon 2010), poi sono arrivati: il noir distopico Sinistri (Edizioni E/O 2012, nella Collezione SabotAge curata da Massimo Carlotto), il thriller economico-antropologico I Signori della Cenere (Pendragon 2016) e Gleba (Pendragon 2019), il romanzo d’inchiesta sul lavoro sfruttato.


















