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| 25 nov 2019 | 09:58

Invisibili generazioni, ultima chiamata

Domani sera, 26 novembre, il Fuori Stagione del Teatro Portland ospita l'ultima rappresentazione del lavoro scritto per Elementare Teatro che parla delle migrazioni giovanili alla ricerca di lavoro e futuro con la domanda "Resto o vado?". Un linguaggio di forte carica empatica che pone interrogativi importanti al pubblico

Invisibili generazioni, ultima chiamata
di Redazione

TRENTO. Domani, martedì 26 novembre alle ore 21.00 andrà in scena al Portland un appuntamento speciale, uno spettacolo “Fuori Stagione” che vedrà protagonista la compagnia roveretana Elementare Teatro che presenterà lo spettacolo “Invisibili Generazioni”. La fortunata produzione teatrale che ha quale argomento principale il tema della mobilità giovanile chiuderà proprio sul palco di Piedicastello una lunga tournée che ha toccato ben quindici comuni trentini.

 Lo spettacolo è stato scritto e diretto da Carolina Calle Casanova tratta il tema dell’emigrazione giovanile raccontando in modo diretto quelli che sono i dubbi dei giovani d’oggi che, in un contesto sociale professionale e politico incerto e ricco di criticità, vedono minata la possibilità di vedere concretizzati i propri sogni professionali e personali nella terra d’origine. Attraverso una drammaturgia definita punk per la schiettezza e l’immediatezza di toni, la velocità delle battute ed un contesto spesso caotico, viene messa in scena la storia una famiglia come tante dove, due giovani fratelli, aiutati nella quotidianità dal provvidenziale supporto di un’anziana nonna, si troveranno di fronte ad un bivio: "resto o vado?"

 Contemporaneamente la classe dirigente si trova a dover affrontare un fenomeno di portata epocale: "come fermare, o gestire, l'emigrazione giovanile?"
Proprio la necessità di affrontare e portare alla luce una tematica così importante, che tocca personalmente in modo diretto o indiretto, ogni individuo, ha convinto l’ufficio emigrazione della Provincia Autonoma d Trento a voler commissionare il lavoro. E’ stato scelto il linguaggio teatrale per la forte carica empatica che vorrebbe innescare un processo di immedesimazione e comprensione del fenomeno. Interpreti dello spettacolo gli attori Corinna Grandi, Marco Ottolini, Paola Tintinelli e Federico Vivaldi.

Dalle note di regia scritta dalla drammaturga e regista Carolina De La Calle Casanova: “Questo paese sta invecchiando; i giovani se ne vanno, anno dopo anno. Nemmeno la Brexit, l’Isis, gli estremismi in aumento, la nascita di nuovi mestieri at home arrestano le ben tre generazioni invisibili che prendono residenza all’estero. E tutto ciò non lo diciamo noi, lo dicono i dati (incompleti per difetto) dell’Aire, il rapporto annuale dell’Istat, gli studi. Nell’Era del Virtuale l’emigrazione giovanile sembra solo essere la punta di un iceberg inesplorato; sotto acqua, in disgelo, c’è un cambiamento in essere di cui i nostri figli saranno comunque protagonisti.

 Invisibili Generazioni è la commedia grottesca e punk che canta di questo cambiamento collocando nel coro delle retrovie la classe dirigente; nel ritornello che si ripete la nonna; nelle strofe in prima linea chi parte e chi resta, due fratelli orfani. Come ogni buon cambiamento che si rispetti, questo canto non può che iniziare dal caos.”

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