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Se i Piccoli Indiani sono grandi attori

Da giovedì 21 fino a domenica la stagione della Grande Prosa del Centro Santa Chiara porta in scena uno dei capolavori di Agatha Christie diretto dal francese Reguant con un cast di artisti esemplari per curriculum e capacità comunicativa a partire da Ivana Monti e Carlo Somoni. Un giallo, rebus, che invita il pubblico ad indagare sul quesito vittime/assassini

Pubblicato il - 19 febbraio 2019 - 07:31

TRENTO. Dieci sconosciuti, un’isola deserta, una filastrocca e tanta suspense. Sono questi gli ingredienti del settimo appuntamento proposto all’interno della rassegna Grande Prosa del Centro Servizi Culturali S. Chiara. Da giovedì 21 a domenica 24 febbraio, con inizio alle ore 20.30 (ad eccezione dello spettacolo domenicale che avrà inizio alle ore 16.00), il palco del Teatro Sociale di Trento sarà animato da «DIECI PICCOLI INDIANI…E NON RIMASE NESSUNO!», spettacolo tratto dal capolavoro del giallo di Agatha Christie, diretto da Ricard Reguant, prodotto da Ginevra Media Production, ed interpretato da un cast di dieci attori di prim’ordine (Giulia Morgani, Tommaso Minniti, Caterina Misasi, Pietro Bontempo, Leonardo Sbragia, Silvano Piccardi, Ivana Monti, Luciano Virgilio, Alarico Salaroli, Carlo Simoni).

   Approda sul palco del Teatro Sociale quello che, ancora oggi, è considerato il capolavoro letterario di Agatha Christie. Scritto nel 1936 e pubblicato nel 1939, «Dieci piccoli indiani…e non rimase nessuno!» è una perfetta struttura letteraria capace di tenere il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina. Basti pensare che, recentemente, un sondaggio americano lo ha universalmente eletto come il romanzo migliore in assoluto.

 

 E’ forse anche il romanzo più cupo della scrittrice britannica, probabilmente proprio a causa degli echi della guerra che di lì a poco si sarebbero fatti sentire, ma è soprattutto grazie a questa cupezza che il racconto si riempie di intrigo e suspense, trovando il suo apice in un finale tra i più elettrizzanti e spiazzanti mai scritti prima. La vicenda è infatti ambientata nell’Europa del 1939, alle soglie della guerra.

 

 Dieci sconosciuti, per diversi motivi, sono stati invitati su una splendida isola deserta. Arrivati nelle camere, gli ospiti trovano affissa agli specchi una poesia “Dieci piccoli indiani”: una filastrocca che parla di come muoiono, uno dopo l’altro, tutti i dieci indiani. Come ogni buon “giallo” che si rispetti, da lì in poi ha inizio una serie di misteriose morti che portano gli ospiti, terrorizzati, ad accusarsi a vicenda, fino ad arrivare ad una scioccante conclusione: l’assassino si nasconde tra di loro.
        Adattato al teatro nel 1943 dalla stessa Agatha Christie, lo spettacolo viene ora riproposto dal regista spagnolo Ricard Reguant, che ha però voluto metterlo in scena con il finale originale, come nel romanzo del ’39. Nel 1943, infatti, quando la Christie decise di adattare il romanzo per il palcoscenico, cambiò il finale (ritenendolo eccessivamente drammatico per quegli anni), sostituendolo con un lieto fine.

 

 Per questa ragione, per la prima volta nella storia della commedia (in accordo con la Agatha Christie limited), il regista spagnolo ha voluto riprendere quel finale, nel tentativo di rendere giustizia all’opera della Christie.

   «Questa nuova versione teatrale si adatta ai tempi e all’estetica del momento, facendo godere il pubblico nella ricerca dell’enigma preparato dalla Signora Aghata – spiega lo stesso Ricard Reguant nelle note di regia -  questi dieci “piccoli indiani” bloccati nell’isola sono vittime o assassini? Questa è la stessa domanda che la scrittrice pone a se stessa mostrando al pubblico il lato nascosto di una classe borghese e aristocratica mischiati insieme in un’unica arena, rivelando le proprie carenze, facendoli confrontare e sbranarsi per la sopravvivenza fino a diventare esseri volgari e ordinari.

 

 Sembra quasi una vendetta della stessa Christie verso una classe dirigente nella società inglese in cui la stessa scrittrice vive agiatamente e dalla quale vuole evadere costringendo lei stessa a diventare la carnefice verso i suoi personaggi».
        Questa nuova versione diretta dal regista spagnolo ha fin qui riscosso grande attenzione da parte della critica e del pubblico, sia in Italia che all’estero, come dimostra l’enorme successo riscontrato la scorsa stagione sia a Madrid che a Barcellona.
        

 «INTERMEZZI LETTERARI»., Durante la pausa dello spettacolo, sempre all’interno del Teatro Sociale, sarà possibile assistere alla novità di questa Stagione: gli «INTERMEZZI LETTERARI», ossia una piccola recita della durata di 8 minuti circa, che avrà come protagonisti gli attori di Emit Flesti - Alessio Dalla Costa e Annalisa Morsella - e il prof. Massimo Rizzante, docente di Letterature comparate all’Università di Trento. La drammaturgia è di Giulio Federico Janni.

 

«FOYER DELLA PROSA». Si rinnova la collaborazione tra il Centro Servizi Culturali S. Chiara e il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell'Università di Trento per i «FOYER DELLA PROSA», dieci incontri di approfondimento sulla rassegna, curati dai professori Claudia Demattè e Giorgio Ieranò. Per il settimo appuntamento della Stagione, venerdì 22 febbraio, la sala “Anna Proclemer” del Teatro Sociale di Trento ospiterà l'incontro dedicato allo spettacolo. Il dibattito sarà coordinato da Michele Flaim, con la partecipazione degli attori della compagnia. L'incontro è aperto al pubblico – ingresso libero -  e avrà inizio alle ore 17.30.

 

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