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Settimana dell'accoglienza si parte il 28 settembre: 140 eventi e tanti ospiti fra cui Marco Damilano, direttore de L’Espresso

Il tema che farà da filo conduttore sarà quello della solitudine “In Trentino il 18% delle persone è sola – spiega Bassetti – ma nelle società che soffrono di questo male anche la democrazia diventa più fragile”

Di Tiziano Grottolo - 16 settembre 2019 - 20:33

TRENTO. Secondo il rapporto Istat del 2018 otto milioni e mezzo di italiani vivono da soli e tre milioni di persone nel nostro paese dichiarano di non avere familiari o amici, né una rete di sostegno di alcun tipo. In trentino le persone sole sono il 18% della popolazione.

 

Proprio la solitudine sarà il principale tema che farà da filo conduttore della quinta edizione della Settimana dell'accoglienza: 140 eventi distribuiti su tutto il territorio regionale, da Vipiteno a Riva del Garda, passando per Trento, Bolzano e altre 34 località.

 

Un calendario impegnativo che prenderà il via il prossimo sabato 28 settembre per concludersi domenica 6 ottobre, a fare gli onori di casa durante la conferenza stampa è stato il giornalista, nonché presidente dell’associazione Atas Danilo Fenner.

 

“Tutti gli eventi sono importanti – ha voluto sottolineare Claudio Bassetti, presidente di Cnca – quello che tratteremo è un argomento di grandissimo interesse perché tocca tutti, compresi i volontari e gli operatori del Terzo settore”.

 

 

Quello della solitudine è un tema centrale del nostro secolo che diventa sostanza del nostro vivere quotidiano tanto che secondo Bassetti è più corretto parlare di solitudini, che attraversano in maniera trasversale la società.

 

Anche se ci sono categorie più esposte di altre e spesso coinvolgono chi già si trova ai margini delle nostre comunità: “Le forme comunitarie, familiari, solidali vengono messe da parte – continua Bassetti – vivere individualmente è parte dello spirito del nostro tempo, in questo senso la solitudine grava maggiormente su chi è povero più indifeso.

 

Le ragioni che stanno alla base di questo fenomeno sono tante e tutte collegate fra loro: innanzitutto un aspetto è legato alle politiche neoliberiste che hanno determinato le condizioni per lo sgretolamento sociale. L'iperliberismo economico ha esasperato l'individualismo.

 

Un secondo aspetto riguarda il nostro essere diventati soggetti planetari che ha determinato un aumento di indifferenza. Siamo diventati tutti abitanti del mondo, ma portiamo addosso un senso di distanza dai fenomeni che accadono.

 

Il livello di empatia, cioè la capacità di "mettersi nei panni dell’altro", è sceso del 48% tra il 1979 e il 2009. E possiamo affermare e verificare come sia ulteriormente diminuito negli ultimi anni.

 

Il terzo fattore è il declino dei legami sociali quali le forme di vicinato, di convivenza, di socialità urbana ma anche la coscienza sindacale e sociale. Tutto questo ha comportato un forte ritiro nel privato e di conseguenza un effetto di solitudine molto potente.

 

Ma quindi che fare? Si deve accettare questo fenomeno come ineluttabile? Ovviamente no e questo lo si capisce anche dallo stesso sottotitolo della kermesse “Solitudini: Creare legami, costruire comunità”. Fra gli obiettivi infatti vi è sicuramente quello di indagare il tema in tutte le sue forme per provare a dare delle risposte ed elaborare possibili soluzioni. Tutto questo passa inevitabilmente dal rilancio delle attività di volontariato.

 

Il presidente Cnca, prima di concludere, lancia un monito: “Nelle società che soffrono di solitudine anche la democrazia diventa più fragile”.

 

Sandra Venturelli, coordinatrice di Ama, ha messo in evidenza la grande sinergia che esiste fra tutte le realtà di volontariato che coesistono all’interno del progetto, “Il 2019 è stato un anno difficile per il sociale ma siamo comunque riusciti a mette in piedi un grande calendario e questo possiamo affermarlo con soddisfazione e una punta d’orgoglio”.

 

Il lavoro è sempre molto, in più tutti gli appuntamenti sono autogestiti e autosostenuti dalle realtà che li propongono, ovvero il pubblico non mette nemmeno un euro per questa iniziativa, in questo senso spiace che da parte della Giunta non ci sia stata nessun segnale: “Da parte nostra abbiamo invitato i rappresentati della Giunta a presenziare, anche a questa conferenza stampa, ma da loro non è arrivata nessuna risposta”.

 

Per il comune di Trento invece c’era Mariachiara Franzoia, vicesindaca e assessora alle politiche sociali, che ha portato il saluto delle autorità cittadine.

 

Michelangelo Marchesi della cooperativa Progetto 92, qui anche in veste di rappresentante del Cnca nazionale, ha snocciolato alcuni dei tantissimi appuntamenti della kermesse: “Un programma ricco e denso, con tante iniziative volutamente diverse, per accontentare tutti e cercare di intercettare persone e sensibilità diverse".

 

Fra i molti ospiti ci sarà anche il direttore de L’Espresso Marco Damilano che sarà a Trento il 3 ottobre, alle 20e45 alla Federazione Trentina della Cooperazione, per partecipare ad un incontro dal titolo: “Salvare i naufraghi, salvare l’Italia”.

 

La settimana dell’accoglienza dunque, rappresenterà un importante momento di confronto ed elaborazione di idee, progetti e iniziative comuni fra le innumerevoli realtà che hanno aderito con un obiettivo in comune: “Difendere chi è più vulnerabile”.

 

Appuntamento quindi alle 9 di sabato 28 settembre per il primo evento che si terrà al “Civico 13” spazio esterno di Via Belenzani: “Repair Cafè Trento” una risposta alla logica che vede gli oggetti solamente come beni da acquistare e poi buttare. Le persone che prenderanno parte a questo evento potranno portare i loro oggetti guasti che saranno riparati dai volontari.

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