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Arriva a Trento "l'ingegnere scalzo" per parlare di sostenibilità e ambiente: "Non si può vivere senza stare all'aperto"

Mercoledì 24 giugno Andrea Bianchi, sostenitore del barefoot hiking (ovvero la camminata a  piedi nudi come una pratica di benessere psicofisico accessibile a tutti), interverrà all'evento organizzato dall'associazione Nadir. "Dobbiamo passare da 'copriti che prendi freddo' a 'scopriti per non ammalarti'"

Foto di Matteo Gasparin
Pubblicato il - 19 giugno 2020 - 17:59

TRENTO.  Una cosa di cui tutti ci siamo accorti è che, durante le settimane del lockdown, con persone e attività ferme per arginare la diffusione del virus, le emissioni di gas serra sono notevolmente diminuite e le nostre città hanno ripreso a respirare. Eppure quello del cambiamento climatico è un problema reale e tangibile, che abbiamo sotto gli occhi quotidianamente. C'è voluto un virus, però, per fermarci. 

 

Andrea Bianchi, il famoso "ingegnere scalzo", partirà proprio da qui per l'intervento che terrà, mercoledì 24 giugno a partire dalle 17 all'evento in streaming "World Citizen Lab, prospettive di cittadinanza globale", organizzato dall'associazione Nadir (QUI PAGINA), per promuovere il concetto di educazione alla cittadinanza globale con riferimento agli obiettivi previsti dall'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. All'evento parteciperanno anche Enrico Giovannini, Johnny Dotti, Eleonora Vlach.  

 

 

Secondo Bianchi, il punto sta tutto qui: "L’uomo reagisce al pericolo solo se imminente", come quello del Coronavirus appunto. Andrea Bianchi torna dunque a parlare di Terra e natura, salute e benessere, cambiamenti climatici e vita sulla terra. L’ "ingegnere scalzo", autore tra l'altro de Il Silenzio dei Passi e fervido sostenitore del suo barefoot hiking (ovvero la camminata a  piedi nudi come una pratica di benessere psicofisico accessibile a tutti), durante l'evento di mercoledì prossimo metterà al centro del dibattito, delle discussioni e delle riflessioni lo sviluppo sostenibile.  “La causa alla base di queste due emergenze – spiega Bianchi  - è  comune ed è rintracciabile nell’allontanamento dell’uomo dalla natura”.

 

Per Andrea Bianchi bisogna quindi ritornare ad un rapporto empatico e diretto con la Terra.Non si può vivere senza stare all’aperto e ce ne siamo accorti proprio ora, in lockdown, chiusi nelle nostre case. Abbiamo ricominciato a fare attenzione agli spazi, ai luoghi”.

 

 

A gennaio, Bianchi ha pubblicato il suo ultimo libro La via del freddo alla felicità, un manuale con qualche regola e accorgimenti per uscire da una zona di comfort che spesso ci fa ammalare. "E’ un libro che non parla del freddo, ma del calore interiore, dell’energia e di come siamo energicamente isolati e di come questo scollamento ha indebolito il nostro fisico – racconta Bianchi -. Per tornare a stare bene dobbiamo stare all’aperto e cambiare paradigma. Dobbiamo passare da 'copriti che prendi freddo' a 'scopriti per non ammalarti'. Lo sviluppo sostenibile che crea benessere e felicità parte anche da qui".

 

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