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Coronavirus e musica, il direttore della Filarmonica di Rovereto: "Nessun surrogato digitale può sostituire l'esperienza di un concerto dal vivo"

In una lettera amara, il direttore della Filarmonica di Rovereto Klaus Manfrini riflette sulle privazioni imposte dall'emergenza sanitaria: "Il concerto è un sistema circolare tra il compositore che scrive la musica, l’esecutore che la interpreta e il pubblico che la ascolta, e ognuna di queste tre componenti esercita un’influenza diretta sulle altre. Il digitale non è dunque che un surrogato che non può sostituire l'esperienza dal vivo"

Pubblicato il - 23 aprile 2020 - 15:56

ROVERETO. “Fare esperienza di qualcosa non potrà mai, mai essere sostituito da un surrogato, per quanto sofisticato e ricercato esso sia. Qui sta tutta la fondamentale importanza dello spettacolo dal vivo”. È una conclusione amara quella del direttore artistico dell'Associazione Filarmonica di Rovereto Klaus Manfrini. La chiusura imposta dall'emergenza ha infatti colpito duramente il mondo della musica – e della cultura in generale – obbligando le persone, già tendenzialmente poco abituate all'ascolto della musica classica, a rinunciare al piacere dell'esperienza dei concerti.

 

Il mondo dei musicisti, dei professionisti in primis, ma anche di chi ci si dedica per passione, è stato travolto dal Coronavirus. Mentre la preoccupazione maggiore va intanto a chi con la musica ci vive, non mancano le riflessioni sulle conseguenze sociali e culturali che la privazione dell'esperienza musicale dal vivo può avere sulla popolazione.

 

È questo il cuore della lettera redatta da Manfrini. “L'elemento che sta alla base della musica (non solo di quella classica) – esordisce – è l'ascolto. Nella società di oggi, la maggioranza della popolazione non ha grande familiarità con questo concetto: non per inettitudine o incapacità, semplicemente per mancanza di allenamento e di educazione, appunto nell'ascolto. […] La musica classica eseguita dal vivo nella forma del concerto richiede al pubblico innanzitutto la capacità d'ascolto, stimolandone così lo sviluppo. Assistere di persone a un concerto è quindi un'esperienza preziosa e (purtroppo e per fortuna) non sostituibile”.

 

I mezzi digitali, continua, sono quelli che in questo momento permettono di affacciarci al mondo, anche della cultura, senza però riuscire a restituire la pienezza dell'esperienza. “Su una cosa mi sento tuttavia di richiamare fortemente l’attenzione: non dobbiamo dimenticarci che il ricorso ai mezzi digitali, con tutti i lati positivi di cui sopra, è e rimane un surrogato, un compromesso fortemente penalizzante – scrive Manfrini - non dobbiamo lasciarci ingannare e cominciare a confondere la realtà con questa che è a tutti gli effetti una soluzione di ripiego, che appiattisce l’atteggiamento dell’ascolto togliendo tutte le sfumature e soprattutto che toglie la dimensione dell’esperienza diretta. Nella fruizione digitale manca uno degli elementi fondamentali che caratterizza un concerto: non c’è vicinanza tra interpreti e pubblico, e come ben sa chi almeno qualche volta ha frequentato una sala da concerto, la presenza del pubblico e il suo atteggiamento influenzano direttamente il modo in cui un artista suona”.

 

“Il concerto è un sistema circolare tra il compositore che scrive la musica, l’esecutore che la interpreta e il pubblico che la ascolta, e ognuna di queste tre componenti esercita un’influenza diretta sulle altre. Concludo con una citazione dal film Will Hunting – Genio Ribelle, sul valore dell’esperienza diretta: 'Se ti chiedessi sull’arte probabilmente mi citeresti tutti i libri di arte mai scritti… Michelangelo. Sai tante cose su di lui: le sue opere, le aspirazioni politiche, lui e il Papa, le sue tendenze sessuali, tutto quanto vero? Ma scommetto che non sai dirmi che odore c’è nella Cappella Sistina. Non sei mai stato lì con la testa rivolta verso quel bellissimo soffitto… Mai visto'. Ricordiamocelo, anche 'dopo'. Fare esperienza di qualcosa non potrà mai, mai essere sostituito da un surrogato, per quanto sofisticato e ricercato esso sia. Qui sta tutta la fondamentale importanza dello spettacolo dal vivo”.

 

Non ci resta che attendere, dunque, sperando che il momento in cui l'esperienza di ascoltare possa arrivare il prima possibile.

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