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Trento
16 aprile | 10:25

Un appello per salvare l'organo del Duomo di Trento, "un problema rimasto sulla scrivania di 4 vescovi, da 70 anni a oggi". La lettera dal mondo della cultura trentina

Il documento è stato sottoscritto da oltre 45 persone, tra cittadini e rappresentanti di enti pubblici e privati, per chiedere cosa ne sarà del futuro di questo storico strumento: "L'organo non riguarda solo la vita cultuale della Cattedrale ma diviene, al pari di quanto in essa è stato mirabilmente restaurato, un segno nel quale il mondo artistico e musicale raccoglie la sensibilità di ogni cittadino che abbia a cuore la bellezza e l'arte"

Un appello per salvare l'organo del Duomo di Trento, "un problema rimasto sulla scrivania di 4 vescovi, da 70 anni a oggi"
di F.C.

TRENTO. Dopo l'annuncio dello storico organista della Duomo di Trento, il maestro Stefano Rattini, parte l'appello per salvare l'organo. La lettera è stata firmata da diverse personalità provenienti del mondo della cultura trentina, ma anche del panorama politico.

 

"Restiamo rammaricati nel vedere un anello importante nella vita artistica della nostra comunità trentina che si è spezzato", si legge nell'appello. Dal giornalista Paolo Ghezzi al direttore del Muse, Michele Lanzingher, sono in oltre 45 persone ad aver sottoscritto il documento. 

 

"Un problema che è rimasto sulla scrivania di quattro vescovi, da settant’anni a questa parte (sin dai tempi di Monsignor Iginio Rogger e Don Alberto Carotta), nonostante la stesura di progetti tecnici di fattibilità per la sua ricostruzione, sollecitati dagli appelli del mondo musicale e culturale, da organisti come Giancarlo Parodi, storici e musicologi come Antonio Carlini o Marco Tiella, solo per citare alcuni nomi".

 

Un problema quindi, "che non si può risolvere solo consigliando all’ormai ex-organista della cattedrale, di cospargersi il capo di cenere, perché è ben vero che bisogna servire il Signore Iddio in tutta umiltà, ma il sentiero della virtù, in questo caso, potrebbe abbassare ulteriormente l'asticella che anche nella Chiesa (e nella chiesa cattedrale) ci dà indicazione dello stato di bellezza e di dignità espressiva".

 

"Anche considerando una funzione dello strumento esclusivamente di accompagnamento alla liturgia per il canto del popolo, un rito in cattedrale abbisogna, a nostro avviso, di cure e attenzioni (visive e sonore) compatibili con la rappresentatività e la centralità del luogo e non è possibile certo spostare l’organo di Santa Maria Maggiore (in sé e per sé un ottimo Mascioni ma che di antico non ha più nulla se non la superba cantoria), richiamato come responsabile della mancata realizzazione dei precedenti progetti".

 

L'organo quindi non riguarda solo "la vita cultuale della Cattedrale ma diviene, al pari di quanto in essa è stato mirabilmente restaurato, un segno nel quale il mondo artistico e musicale raccoglie la sensibilità e la passione di ogni cittadino che abbia a cuore la bellezza e l'arte".

 

I firmatari definiscono l'organo "un patrimonio collettivo per il quale, come dimostrato dalla storia europea e dalle cronache anche recentissime in area sudtirolese e italiana, anche il mondo laico è disposto a concretamente mobilitarsi per sovvenzionare costruzioni, ricostruzioni e restauri del re degli strumenti".

 

Chiaro l'appello, rivolto in particolar modo al vescovo Lauro Tisi: "Riteniamo che la promozione della bellezza e della memoria, anche con i lavori per rendere adeguato e pienamente fruibile uno strumento come l’organo della cattedrale, non sia in contraddizione con la attenzione verso gli ultimi, ma possa anzi promuovere motivazioni a farsi operatori di una bellezza sociale che faccia trasparire, come volevano i musicisti di un tempo, le armonie celesti nella società terrena". 

 

La lettera è stata firmata da: Carlo Alessandrini,  Tarcisio Andreolli, Lorenzo Arnoldi (Filarmonica, Trento), Alessandro Arnoldo (Ass. Ad Maiora), Gios Bernardi, Gianmario Baldi (SAT, Rovereto), Corrado Bungaro (CDM, Rovereto), Simonetta Bungaro (Conservatorio Trento), Lorenzo Cadrobbi (geologo), Toni Cembran (giornalista), Stefano Chicco (Scuola Minipolifonici), Giacomo Corrà (Accademia Int. Smarano), Danilo Curti (Centro eccellenza L. Feininger), Giacinta Dapreda (musicista), Franco de Battaglia (giornalista), Alberto Delama (Festival Musica Sacra), Cecilia Delama (Conservatorio Benevento), Hanns Egger (Festival Musica Sacra), Andrea Ferroni (Labirinti Armonici), Armando Franceschini (musicista), Giulia Gabrielli (Università Bolzano), Paolo Ghezzi (giornalista), Francesco Ghia (Università di Trento), Josef Lanz (Musik und Kirche, Bressanone), Michele Lanzinger (Muse), Rolando Lucchi (Scuola Musicale Il Diapason), Raffaella Lunelli, Renato Morelli (etnomusicologo), Luca Moser (Ass. organistica R. Lunelli), Franz Oberkofler (Dommusik, Bolzano), Luciano Paris, Giancarlo Parodi (Ass. organistica R. Lunelli), Mauro Pedrotti (Coro Sat), Alessandro Pezzè (Scuola Musicale Il Diapason), Gianfranco Postal, Enzo Restagno (musicologo), Guido Raschieri (Università di Trento), Massimiliano Rizzoli (Conservatorio Bonporti), Marcello Russolo, Sandra Tafner (giornalista), Rodolfo Taiani (bibliotecario), Corrado Tononi (Euregio Media group), Chiara Turrini (attrice), Paola Saiani (avvocata), Marco Uvietta (Università di Trento), Romano Vettori (Accademia Filarmonica Bologna) e Annely Zeni (Itinerari organistici tridentini).

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