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Il loro pubblico inventa la coreografia. Il "Così non fan tutti" degli Indigo Devils

Il video di "The girl of the next door" del travolgente gruppo blues e "rockaballo" trentino è stato realizzato invitando tutti quelli che li seguono da sette anni ad inventarsi protagonisti. In tanti hanno inviato le loro strambe performances montate poi in un collage di simpatia e affetto. Chi suona l'aspirapolvere, chi l'annaffiatoio. Tutti danzano scatenati in casa e all'aperto. L'hanno fatto uscire il 25 aprile: "Liberazione dalla reclusione con il divertimento"

Di Carmine Ragozzino - 26 aprile 2020 - 18:23

TRENTO. Reclusi sì. Abbattuti mai. Non se ti porti dentro, addosso, di sotto e di sopra una febbre rockettara che più aumenta di grado più ti fa star bene. È la febbre, la più sana delle malattie, degli Indigo Devils. Sono cinque giovinotti dell'area Valsugana che da sette anni “tarantolano” sé stessi e il pubblico rivisitando l’epopea sonora che da Elvis in poi ha cambiato il mondo. In meglio.

 

  Gli Indigo sono una local-band che non stona né in casa né quando varca i confini trentini con il piglio di chi ha la verve per farsi notare. Gli Indigo sono indubitabilmente “animali da palco” per grinta e movimento. Saltabaccano tra gli standard rock e blues dagli anni Cinquanta in poi per arrivare alle divagazioni pop del presente. Lo fanno con un unico credo, una sola pretesa: divertirsi e far divertire.  Quando fanno spettacolo dal vivo, (la loro dimensione naturale) è uno spettacolo di affiatamento. Allegro. Contagioso. Inequivocabilmente ballabile anche per un Lazzaro che si trovasse a passare sotto il palco e non avesse un padreterno pronto a miracolarlo.

 

 Ma come la sfangano la reclusione questi cinque bravi ragazzi, cinque bravi musicisti che hanno tra i tanti pregi quello principale del “non tirarsela” pur affrontando con serietà maniacale e meritato successo il loro sempre più ricco repertorio? Semplice. Lavorano di strumenti e fantasia. Semplice: mettono a frutto idee che all’inizio possono sembrare eccessivamente ambiziose, perfino un po’ rischiose, ma che alla resa dei conti si rivelano vincenti. E sorprendenti.

 

 Ecco dunque la trovata degli Indigo Devils. Ecco la clip che hanno messo in rete il 25 aprile, festa della “Liberazione”. Una data per nulla casuale. Nelle teste sinergiche degli Indigo frullava il dichiarato bisogno di liberare quanta più energia possibile per debellare le noia e la tristezza di una quarantena che chiamarla così è ormai una scemenza. Perché? sappiamo quando è incominciata ma non sappiamo ancora quando e come finirà.

 

 Il brano da ieri “Youtubato” si chiama “The girl of the next door”, (la ragazza della porta accanto). Il ritmo è quello tipico del gruppo: rockaballo. Un rockaballo ben suonato e ben cantato a distanza, come succede ormai un giorno sì e un giorno anche per mille e mille gruppi cui il Covid ha negato strade, piazze e palchi senza per fortuna riuscire a vietare loro l’esistenza.

 

 Ma questa volta a rendere più curioso e ancor più meritevole di segnalazione il brano degli Indigo c’è un “di più”.  Quello appena pubblicato, (estratto di un loro Ep del 2019) è un fan club piuttosto affollato che si materializza. Per farla breve: i fan sono assoluti protagonisti di nome e di fatto. L’idea degli Indigo, partorita e realizzata in dieci giorni da record, era questa: hanno creato una cartella di Google dalla quale si poteva scaricare il singolo e hanno chiesto ai chi li segue da anni di “fare la loro parte”.

 

 Come? Interpretando ognuno come voleva il ritmo di “The girl of the next door”. Ebbene, se dai il là alla fantasia, la fantasia ti ripaga. Balla chi cucina, chi innaffia, chi passa l’aspirapolvere. Balla chi per l’occasione si è vestito curioso. Balla chi se ne frega della forma ma tiene alla sostanza dell’originalità. Ballano mamme, fratelli, amici, forse parenti, bambini e bambine. Ballano tutti, insomma, e tutti “fan” del loro meglio per rendere alquanto divertente e alquanto vincente la scommessa social degli Indigo

 

 Una scommessa che a sentir loro è più sociale che social. “Il rock ‘n roll” – dicono Ray, String, Bobo, Roco e Rigon – può e deve rallegrare questi duri giorni di distanziamento sociale”. Messaggio semplice. Messaggio chiaro e, soprattutto, messaggio recepito se è vero che nei titoli di coda del video elaborato da Riccardo Tosin, (“schitarrista” ) l’elenco dei partecipanti scorre un bel po’ fra nomi, cognomi e sicura soddisfazione di aver preso parte al gioco. Un gioco coreografico di poche regole: posizionare il telefono in orizzontale e lasciarsi trasportare dal sax di Luca Boninsegna, dalle voci con chitarra di Edwin Degasperi  e Riccardo Tosin, dalla vocione tastierante di Andrea Arighi, dal rullante di Simone Rigon.

 

 Rock n’roll da Liberazione (ma anche da anniversario, il loro) quello degli Indigo Devils. Musica ad alto tasso emotivo anche quando – e per loro succede sempre più spesso – abbandona la fascia protetta delle cover per percorrere le strade più difficili della produzione autonoma. Brani, quelli  dei diavoli, che frequentemente pescano il ritmo negli Usa e in Inghilterra per tradurlo dentro testi in italiano.

 

 Fossero stati ancora più burloni di quanto sono sul palco, gli Indigo avrebbero potuto battezzare questa loro trovata “Così non fan tutti”. Ma i Devils si accontentano e, sentitamente, ringraziano: “Sette anni fa, un 25 aprile, il nostro primo concerto. Un gioco per cinque ragazzi che volevano solo suonare il blues. Ora ci sentiamo onorati e fortunati da avere così tante persone che ci seguono anche in questo momento difficile per tutti. Abbiamo chiamato e loro ci hanno risposto. Facendoci commuovere”. Il gioco degli Indigo, in sette anni, si è fatto serio. Ma resta un gioco bello. E non sembra destinato a durare poco.

 

 

 

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