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In mostra al Mart la contemporaneità di Caravaggio fra Burri e Pasolini. Sgarbi: “Tutta l’arte è contemporanea”

Dal 9 ottobre apre i battenti la mostra dedicata a “Caravaggio il contemporaneo” dove la grande opera de “Il Seppellimento di santa Lucia” sarà massa in dialogo con le opere di Burri e la figura di Pasolini. Sgarbi: “L’arte contemporanea è in divenire, quindi non ce n’è una, non ce n’è un aspetto soltanto”

Di Tiziano Grottolo - 08 ottobre 2020 - 16:13

ROVERETO. “Tutta l’arte è contemporanea” è attorno a questo concetto che ruota la mostra “Caravaggio il contemporaneo – in dialogo con Burri e Pasolini”. Esposizione pensata, e fortemente voluta, dal presidente del Mart Vittorio Sgarbi. In un certo senso si potrebbe affermare che l’intento della mostra è proprio quello di dimostrare la veridicità della dichiarazione: “Conviene ribadire due concetti fondamentali e apparentemente contraddittori – osserva Sgarbi – tutta l’arte è arte contemporanea; contemporaneo è un dato non ideologico, ma semplicemente cronologico. È questa la forza dell’arte in divenire, che va ritenuta contemporanea non in quanto più o meno sperimentale, più o meno avanzata, ma solo in quanto concepita, elaborata ed espressa nel nostro tempo. Non c’è altro modo di essere contemporanei che essere qui e ora. Così, insieme alla contemporaneità di ciò che esiste, c’è la contemporaneità di ciò che è esistito e continua a vivere”.

 

Per usare altre parole sempre del presidente del Mart:L’arte contemporanea è in divenire, quindi non ce n’è una, non ce n’è un aspetto soltanto”. Di certo quella di accostare Caravaggio, Burri e Pasolini è stata un’operazione mai tentata prima (mentre per i primi due non è la prima volta), che a un primo sguardo potrebbe persino disorientare, ma quando i visitatori si immergeranno nell’ampia sala del Mart potranno comrendere la chiave di lettura scelta da Sgarbi. Accostamento audace? Forse, ma comunque azzeccato, la cifra comune che lega i tre artisti è la drammaticità che si può rilevare nelle opere esposte, per Pasolini vale la drammaticità dell’omicidio avvenuto a Ostia.

 

Così in un fotomontaggio, contenuto nel catalogo della mostra, il quadro caravaggesco de “Il Seppellimento di santa Lucia” si trasforma: nella parte alta compare uno squarcio ripreso da un’opera di Burri mentre il corpo della Santa è sostituito quello martoriato di Pasolini. Le sorprese però non finiscono qui, i visitatori potranno confrontarsi anche con lo “sdoppiamento” del capolavoro, infatti, come in un gioco di specchi, le opere esposte sono due. Una è l’originale, l’altra una fedelissima replica realizzata con tecnologie rivoluzionarie da Factum Arte e Factum Fondazione. La fedeltà della riproduzione è tale da “ingannare anche l’occhio più esperto” assicura Sgarbi, e in fondo cosa c’è di più contemporaneo del dubbio?

 

 

Ad ogni modo l’esposizione non si riduce ai “tre artisti in dialogo” perché in un continuo rimando tra immagini, simboli e affinità, il percorso prosegue con il grande dipinto “I naufraghi” di Cagnaccio di San Pietro che, come il Seppellimento, richiama il tema della morte e del cadavere disteso ai piedi di un gruppo di persone. Nicola Verlato invece espone tre opere, una realizzata appositamente per l’esposizione. Completano la mostra un’opera di Hermann Nitsch, una di Margherita Manzelli e due focus dedicati Luciano Ventrone con le sue nature morte iperrealistiche e Nicola Samorì che ha realizzato un ciclo dedicato alle sante, fra cui Lucia, plasmando con strappi, incisioni e raschiature le stesse opere.

 

Dal 9 ottobre dunque, sarà possibile visitare la tanto chiacchierata mostra dedicata a Caravaggio: dalle 11 con ingresso gratuito fino alle 14, ovviamente al civico 43 di corso Bettini a Rovereto dove si trova il Museo di arte moderna e contemporanea. Il “vero” Seppellimento sarà esposto al Mart fino al 4 dicembre, poi farà ritorno a Siracusa dove è atteso per i festeggiamenti della Patrona della città, il 13 dicembre. La mostra proseguirà comunque a Rovereto fino al 14 febbraio 2021.

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