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Non solo Caravaggio, al Mart arrivano anche il ritrattista della Belle Époque Boldini e una nuova grande mostra su Depero

Il Mart si prepara a entrare definitivamente nell’era Sgarbi, dopo “Caravaggio il contemporaneo – in dialogo con Burri e Pasolini” pronte due nuove mostre. La prima dedicata al ritrattista Giovanni Boldini, la seconda segnerà il ritorno in auge di Fortunato Depero. Il presidente: “Se vogliono giudicarmi i consiglieri vengano a vedere le mostre”

Di Tiziano Grottolo - 20 settembre 2020 - 09:37

ROVERETO. La riapertura del Mart nel post-lockdown non sarà segnata solo dall’arrivo della mirabile opera de il Seppellimento di santa Lucia, fortemente voluto da Vittorio Sgarbi e arrivato dopo una battaglia senza esclusione di colpi circa l’opportunità di spostarla, momentaneamente, dalla sua sede originale di Siracusa. Infatti, dopo la mostra “Caravaggio il contemporaneo – in dialogo con Burri e Pasolini” sono state fissate le date di due nuove esposizioni che puntano a rilanciare il museo di Rovereto. A partire dal prossimo 14 novembre (e fino al 28 febbraio 2021) si apriranno le porte della “Giovanni Boldini. Il piacere”. Si tratterà di un ricco percorso espositivo dove saranno presenti oltre 150 opere provenienti da collezioni pubbliche e private, molte delle quali appartenenti al patrimonio del Museo Boldini di Ferrara, chiuso al pubblico dopo il tragico terremoto del 2012.

 

Affermatosi come uno dei più celebri ritrattisti della Belle Époque, Boldini coglie, grazie al suo straordinario virtuosismo tecnico, l’essenza di un ambiente sfolgorante, di cui è uno dei celebri protagonisti. Nei ritratti di intellettuali, nobildonne e attrici incontrati nei salotti mondani della Parigi a cavallo fra ‘800 e ‘900, rivive il fascino di una società raffinata ed elegante e di una femminilità “suprema e irresistibile”, come scrissero i cronisti dell’epoca. Nella mostra del Mart l’attività di Boldini viene ricostruita nella sua completezza attraverso un ricco percorso cronologico, che lascia spazio all’approfondimento di alcuni temi e relazioni che hanno segnato la carriera del maestro italiano. In particolare, verranno analizzati i rapporti con il poeta Gabriele D’Annunzio, attraverso figure di comuni muse ispiratrici come la Marchesa Casati, eccentrica e seducente femme fatale.
 

A dicembre invece tornerà in scena di quello che può essere definito il “padre” del museo roveretano. L’esistenza del Mart di Rovereto, fin dalla sua fondazione, è intrecciata con l’eredità di Fortunato Depero, di cui il museo conserva opere, oggetti, mobili, disegni, fotografie, materiali e fondi archivistici. Attraverso il patrimonio museale, la grande mostra “Depero mito presente” valorizza a tutto tondo la figura profetica di un artista che, affascinato dall’idea di “arte totale”, ha spaziato dalla pittura al teatro, dalla scenografia alle arti applicate, dall’editoria alla pubblicità. Innovatore, dissacrante, ironico, il Futurista trentino ha influenzato non solo il mondo dell’arte, ma ha anche ispirato stili e modelli del design, della comunicazione, della grafica e della moda dagli anni Settanta a oggi.

 

L’esposizione documenterà gli aspetti che legano l’Avanguardia futurista alla contemporaneità, mostrando gli esisti di una travolgente creatività a cui ancora oggi numerose esperienze artistiche sono debitrici. “Depero mito presente” sarà l’occasione per comprendere la poliedrica progettualità dell’artista che proclamava l’abbattimento di ogni gerarchia nelle arti. In mostra circa 200 tra opere, disegni, documenti, tarsie, fotografie, ricostruzioni di mobili, costumi, scenografie, oltre che video e film prodotti per l’occasione.

 

Sono arrivato nel mezzo dell’epoca Covid – ha commentato il critico d’arte – trovando un museo che era in declino di offerta e con un budget ridotto a meno della metà. Nell’arco di due mesi sono diventato operativo, introducendo una serie di correttivi alla gestione precedente, la progettazione che ho seguito è diventata reale dopo un anno che è stata programmata”. In altre parole si può dire che il Mart è entrato ufficialmente nell’era Sgarbi, che dal canto suo rivendica i risultati fin qui ottenuti, a partire dalla mostra su Isadora Duncan: “Portata da me, presidente da un mese e su questo voglio essere giudicato, non sulle mie dichiarazioni, pretendo che l’attività ispettiva venga fatta su quello che succede al Mart, se vogliono giudicarmi i consiglieri vengano a vedere le mostre”.

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