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"La spada dell'Imperatore" si cerca anche in Trentino. C'è anche Caldes nel romanzo d'esordio di Giovanna Pasin

Giovanna Pasin è una giurista che lavora per il Ministero dell'Interno. Durante il lockdown, all'oscuro di tutti (o quasi), ha scritto il suo primo libro. Un romanzo storico, intitolato "La spada dell'imperatore", ambientato nel periodo napoleonico e che tocca anche il paese natale di suo marito, Caldes (Val di Sole). "La mia fantasia prende il via da un lavoro di documentazione. La protagonista femminile dovrà vedersela con tanti antagonisti per accaparrarsi la spada di Napoleone"

Di Rebecca Franzin - 17 ottobre 2020 - 16:31

TRENTO.  "Non avevo mai pensato di scrivere un romanzo. Tutto è nato per caso dalla passione per la storia. E' stato un segreto ben mantenuto, lo sapeva soltanto mio marito. Poi appena completato, l’ho fatto leggere ad un paio di persone e ad aprile, durante il lockdown, sono stata contattata dalla Pav". Comincia l'avventura da scrittrice di Giovanna Pasin, giurista veneta che lavora a Brescia per il Ministero dell'Interno (piccolo spoiler: c'è un po' di geopolitica anche nel romanzo) Originaria di Thiene, ora risiede in Trentino con il marito ed è proprio il suo paese d'origine, Caldes, che ha inserito nel romanzo

 

La protagonista del thriller storico, pubblicato da Pav edizioni, deve infatti recuperare la famosa spada che Napoleone portava ad Austerliz: "La ricerca di questa spada viene ostacolata da personaggi che non esiteranno ad uccidere o usare la violenza per impossessarsi del cimelio - spiega Pasin - l'arma è esposta in un museo: sono partita da elementi reali, infatti la prima fase della ricerca si basa su dati storici e documenti. La spada è stata ritrovata, ma io intervengo di fantasia su questo punto e la faccio ritrovare da Arabella (la protagonista, ndr)".

 

Il romanzo è ambientato ai giorni nostri ma ci sono svariati flashback che portano il lettore nell'Austria degli Asburgo, in Francia, nella Russia zarista e in Messico, ma anche a Caldes, in Trentino. "Ho coinvolto un antenato della famiglia di mio marito, i Manfroni Manfort - spiega l'autrice - il personaggio di cui parlo è un antenato di mio marito ed è veramente esistito: era un ammiraglio della marina austro-ungarica che aveva partecipato al viaggio della Fregata Novara e conosciuto l'imperatore Massimiliano d’Asburgo, anch'egli con un ruolo nel romanzo. Le note biografiche che ho inserito sono documentate e reali, l’intreccio invece è frutto di fantasia". Nella sua pagina Facebook, e nel sito della casa editrice, è possibile trovare altri link e articoli di approfondimento.

 

La scrittura di un romanzo, d'altronde, non è impresa che richieda poco tempo: "Ci ho messo due anni e mezzo a finire il libro - racconta Pasin - l'ho scritto nei ritagli di tempo mentre stavo preparando dei concorsi. La storia è la mia passione, soprattutto il periodo napoleonico. Molte cose le avevo già lette e mi sono venute in mente scrivendo, poi mi sono dovuta documentare sulle cose che volevo approfondire". 

 

La presenza di una protagonista femminile è una boccata d'aria fresca per il genere: "Se penso ai romanzi che leggo io, i personaggi sono perlopiù di genere maschile. Qualcuno mi ha chiesto se la protagonista è basata su di me. Condividiamo sicuramente degli interessi, come l'immersione subacquea e la storia, e forse è un po’ la proiezione di quello che mi sarebbe piaciuto fare quando ero più giovane. Ma tutte le sue vicende biografiche e sentimentali sono frutto di fantasia: non volevo richiami alla mia vita personale". 

 

Pubblicato un libro, Pasin pensa già al prossimo, anticipandone qualche dettaglio. "Anche il prossimo romanzo, che ho abbozzato durante il lockdown, ha sfondo storico e si aggancia alla vita personale della protagonista. Sarà incentrato su epoche storiche più recenti. L'azione principale si volgerà ancora nel presente e ci saranno dei flashback", conclude. 

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