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Il Liceo delle Arti fa incetta di premi anche in Europa ma Vittoria e Depero restano strutture inadeguate

Nonostante una sofferenza tristemente cronica di spazi e di mezzi, nonostante una colpevole insensibilità della Provincia che ha il naso alla Pinocchio chilometrico dopo aver promesso una sede nuova al Vittoria per il 2018 che chissà mai quando sarà pronta, il Liceo delle Arti continua ad essere in vetrina. Negli scorsi giorni il concorso a Praga

Di Carmine Ragozzino - 07 marzo 2017 - 12:42

TRENTO. Al Vittoria di Trento, così come al Depero di Rovereto, c’è abitudine ai premi. Nelle due scuole che assieme al Bonporti, (sempre a Trento), compongono il Liceo provinciale delle Arti, la bacheca dei riconoscimenti nazionali cresce di anno in anno. Così come fitto è l’elenco delle realizzazioni creative che “nascono” ed escono dai laboratori di Vittoria e Depero grazie a committenze pubbliche e private sempre più convinte dalla bravura degli studenti diretti da docenti appassionati. E così i lavori - progetti spesso multidisciplinari nei quali si contaminano i corsi di figurativo e quelli di design, di gioiello e dal metallo fino al multimediale o al murales - contribuiscono a far vivere di una duttilità artistica piena di idealità e messaggi gli spazi urbani, le sedi istituzionali, i luoghi pubblici e quelli privati.

 

Non mancano dunque riscontri e soddisfazioni: confermano come investire sulle culture artistiche sia investire con lungimiranza sul futuro. Anche occupazionale. Quando poi i riscontri diventano “Internazionali” l’orgoglio, giustamente, aumenta. Ma aumenta, purtroppo, anche un doloroso quanto assurdo paradosso. Il Liceo delle Arti guadagna ripetutamente premi e consensi per quel che insegna e per quello che la didattica “produce”. Ma questo continua a succedere nonostante una logistica che grida vendetta al cielo di una buona, o almeno equa, amministrazione provinciale. Nonostante una sofferenza tristemente cronica di spazi e di mezzi, nonostante una colpevole insensibilità della Provincia che ha il naso alla Pinocchio chilometrico dopo aver promesso una sede nuova al Vittoria per il 2018 che chissà mai quando sarà pronta, il Liceo delle Arti continua ad essere in vetrina. E recentemente la vetrina, prestigiosa, ha visto Vittoria e Depero protagonisti a Praga.

 

Gli studenti e gli insegnanti del Vittoria e del Depero hanno infatti raccolto complimenti nella capitale ceca. Ci sono arrivati grazie al ministero della pubblica istruzione che ha allargato all’estero gli orizzonti del concorso nazionale “New Design: concorso nazionale riservato agli studenti dei triennio dei licei artistici". Al “New Design” – finale a Venezia – Vittoria e Depero hanno sempre fatto una gran figura: primi posti e segnalazioni a iosa con le creazioni nate nei laboratori di design dell’industria e design dei metalli e dell’oreficeria. E proprio quelle ideazioni artistiche di fantasia e pregio del Vittoria e del Depero hanno traslocato a Praga per fare bella ed apprezzata mostra assieme a quelli dei licei artistici di Selvatico (Padova) e Cellini di Valenza Po.

 

I pezzi selezionati portati in mostra sono stati diversi: collier e collane degli ex studenti della classe quinta dello scorso anno scolastico ad opera di Enrico Baldracchi, Motter Denise (collier vincitore della edizione Newdesign 2014), Giorgia Bernardi e orecchini con anello di Alessia Barbugli, Alex Veronese e Elena Melchiori con Anello a Tema (menzione speciale edizione Newdesign 2013). In bella vista, a Praga, gli elaborati degli studenti del quinto anno del corso di design del gioiello che erano stati selezionati per l'edizione Newdesign 2016. Si tratta del girocollo con pendente e anello ideato e realizzato dai Roberto Piffer e Silvia Florenzano, della collana modulare di Jessica Lona. E degli anelli realizzati con l'antica tecnica della fusione del metallo in osso di seppia dalle studentesse del quarto anno Dunca Simona Adina e Asia Montagner.

 

I pezzi sono stati accompagnati dai relativi disegni illustrativi progettuali, realizzati sia manualmente che con software dedicati, innovativi di grafica e modellazione tridimensionale per l'eventuale stampa 3D. Roberto Piffer e Silvia Florenzano, studenti del quinto anno del corso di design dei metalli e dell'oreficeria al Vittoria di Trento, accompagnati dalla professoressa Mariagrazia Brunelli sono così volati a Praga per un viaggio tra premio e lavoro. Sono stati, infatti, tra i curatori della mostra allestita nella suggestione di una chiesa barocca annessa al centro italiano di cultura di Praga. Un allestimento che si è rivelato, così come tutta la trasferta, uno stimolo importante al confronto e alla crescita nell’opera comune con gli studenti e i docenti delle due scuole padovana e mantovana che il ministero ha inviato a Prega. E proprio il vernissage della mostra è stata un’ulteriore occasione di visibilità internazionale del Liceo delle Arti, con i giovani impegnati a spiegare la loro esperienza nelle classi e nei laboratori che in questo caso si è tradotta in una gioielleria ispirata, come spesso accade al Vittoria, a profondi ideali sociali.

 

Insomma, un gran bel colpo d’immagine che rende merito all’impegno dei due studenti e dell’insegnante “ambasciatori” della creatività scolastica a Praga ma anche a tutti gli altri studenti e ai docenti che ogni giorno al Liceo delle Arti interpretano i loro studi anche e soprattutto come studio del “fare”. Con la professoressa Brunelli, legittimamente entusiasta dei propri allievi, collaborano infatti anche la professoressa Lorenza Sebastiani e il professore “orafo” Franco Baldi, un decano della qualità, della disponibilità e dell’amore per gli studenti “artisti” che caratterizza da sempre il Liceo delle Arti. Un liceo, val la pena di ripeterlo ai tanti sordi che pontificano nei convegni di buona scuola e prosopopea, che in barba ai guai logistici tanto lesivi della didattica quanto inaccettabili, lo scorso anno ha visto aumentare del 30 per cento i propri iscritti, (con il Vittoria a “tirare”).

 

E quel trend di crescita è confermato anche nelle iscrizioni di quest’anno, a conferma dell’appeal della formazione artistica tra i giovani e tra le loro famiglie. Proprio le famiglie segnano la differenza rispetto a politici e amministratori che negli ultimi anni hanno penalizzato il Liceo delle Arti anche in termini di offerta, minacciando corsi storici e di successo in nome della ragioneria contabile e, peggio, di qualche malcelata opzione verso la concorrenza privata alla scuola pubblica. Le famiglie trentine dimostrano di credere nel Liceo delle Arti – che è liceo a tutti gli effetti – anche come realtà didattica capace di ampliare gli orizzonti culturali degli studenti in un’attitudine alla contaminazione creativa e al lavoro di gruppo che è la chiave dei nuovi mestieri. Anche di quelli non direttamente “artistici”.

 

Ma una scuola che vanta un portfolio sempre più nutrito di successi continua ad essere una scuola in sofferenza. Il Vittoria visto dall’esterno, all’Ex Grundig “provvisoria” da 30 anni, è un inno al degrado. All’interno la situazione logistica è appena migliore – ci si arrabatta, insomma - ma resta d’emergenza, tanto che il “tampone” sarà una seconda succursale oltre a quella del Magnete. Con ulteriori problemi organizzativi. Al Depero le carenze non mancano. Al Bonporti si danza e si suona in spazi che non sono adatti né alla danza né al suono. Praga, allora, resta una nota felice. Ma Praga fa anche rima con piaga. La piaga del “diritto” di una scuola ad essere “buona” prima di tutto negli spazi che danno dignità e qualità allo studio. Se non c’è questa attenzione, se non ci sono fatti, la buona scuola in salsa trentina è chiacchiera. Magari trilingue, ma pur sempre chiacchiera.

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