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A Sutri parte il viaggio di Fortunato Depero verso il Mart. Tra opere ''trentine'', Garbari e Avram ecco il dialogo con Mattia Preti

Una mostra importante (aperta fino a gennaio 2022) resa possibile grazie al prestito di una ventina di opere di Roberto Pizzini, titolare di Studio 53 Arte di Rovereto. La relazione tra Preti e il futurista Depero? "Dialoghi tra cose lontane, ma solo in apparenza - puntualizza Sgarbi - Preti è l'ultimo giapponese del caravaggismo. Dall'altro capo troviamo Depero, l'artista futurista che più di tutti orientò le sue invenzioni nella direzione della promozione pubblicitaria"

Di Carlo Rurali - 13 maggio 2021 - 11:29

SUTRI. Parte da uno dei borghi più belli d'Italia  (il cui ruolo per la crescita del territorio è stato riconosciuto dal ministro Massimo Garavaglia) il lungo viaggio di Fortunato Depero verso il Mart. La grande mostra dedicata al pittore futurista roveretano (curata da Nicoletta Boschiero) è in programma per metà ottobre, ma il primo "assaggio" arriva da Sutri, stupenda cittadina etrusca della Tuscia nel Lazio, della quale è sindaco Vittorio Sgarbi. Nella doppia veste di primo cittadino e presidente del Mart, lo storico e critico d'arte ha voluto la mostra "Luci e ombre a Sutri. Da Mattia Preti a Fortunato Depero" nell'affascinante palazzo Doebbing, prestigiosa dimora vescovile.

 

Una mostra importante (aperta fino a gennaio 2022) resa possibile grazie al prestito di una ventina di opere di Roberto Pizzini, titolare di Studio 53 Arte di Rovereto. Ma qual è la relazione tra Preti (grande artista del Seicento) e il futurista Depero (che ha segnato la storia dell'arte del Novecento)? "Dialoghi tra cose lontane, ma solo in apparenza - puntualizza Sgarbi - Preti è l'ultimo giapponese del caravaggismo: ha messo in scena Caravaggio, lo ha reso teatrale in una premonizione del melodramma. Dall'altro capo troviamo Depero, l'artista futurista che più di tutti orientò le sue invenzioni nella direzione della promozione pubblicitaria". Oltre che con Preti l'artista roveretano dialoga con Julius Evola ("il più importante esponente italiano del dadaismo"), dialogo che verrà ripreso al Mart in ottobre con l'attesa mostra su Depero.

 

Alla mostra di Sutri trovano spazio opere (anche queste prestate da Roberto Pizzini) di Tullio Garbari ("il più grande pittore primitivo trentino" così definito da Sgarbi) e interessanti lavori del giovane rumeno (trentino d'adozione presentato da Boccanera Gallery) Christian Avram ("dipinge con la grazia di un pittore impressionista"). Apprezzamenti per la mostra e prospettive di nuove iniziative sono arrivati dall'assessore provinciale alla cultura Mirko Bisesti: "Questa è un'ulteriore occasione per ridare slancio a nuove collaborazioni e far conoscere il nostro patrimonio culturale anche fuori dal Trentino ".

 

"Questa operazione che vede Depero presentato in questo contesto straordinario - ha aggiunto il vicepresidente del Mart Silvio Cattani - è la conferma di della precisa volontà in altre sedi e in altri territori. In questa direzione si sta lavorando con il museo Pepoli di Trapani per riattivare i rapporti con la Sicilia dopo l'esperienza con la Santa Lucia del Caravaggio. Depero e Garbari qui vengono accostati ad artisti storici con un risultato suggestivo per un approccio consapevole all'arte moderna e contemporanea".

 

Sgarbi tra arte, cultura (con la consegna della cittadinanza onoraria all'architetto Paolo Portoghesi e al tenore Andrea Bocelli), condizioni di salute, religione e Covid si è definito cristiano, ha invitato a pregare Dio e a rispettare le regole ("per la mia salute e la vecchiaia che induce alle licenze: lo dico a chi potrebbe multare") non senza ribadire "la violazione grave della Costituzione e delle libertà individuali con il coprifuoco ridicolo quando di notte si cammina da soli".  E con il gruppo dei trentini  (del quale facevano parte anche Franco Panizza, Stefano Andreis e il presidente di Patrimonio del Trentino Andrea Villotti) Sgarbi si è congedato (dopo i ringraziamenti a Cattani e Pizzini) dando appuntamento al Mart per la prossima mostra "Botticelli. Il suo tempo. E il nostro tempo" che si aprirà il 22 maggio.

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