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| 05 lug 2021 | 18:38

Ventidue anni e la sua prima opera già debutta al Ravenna Festival, il trentino Stefano Dalfovo: ''Una grande soddisfazione''

Il giovane trentino avrà la possibilità di trasformare in realtà il suo primo oratorio tra il 12 e il 13 luglio, presso la Basilica di San Francesco a Ravenna. “È stata una sfida impegnativa a causa dei tempi stretti, ma è una grande felicità vederla finalmente realizzata, davvero una grande soddisfazione"

Ventidue anni e la sua prima opera già debutta al Ravenna Festival, il trentino Stefano Dalfovo: Una grande soddisfazione''
di Anna Giulia Mattivi

RAVENNA. “È stata una sfida impegnativa a causa dei tempi stretti, ma è una grande felicità vederla finalmente realizzata, davvero una grande soddisfazione. Purtroppo la pandemia mi ha tolto lo slancio che avevo ottenuto, ma ora sono pronto per nuove proposte”,  così Stefano Dalfovo che il 12 e il 13 luglio nella Basilica di San Francesco a Ravenna vedrà eseguita in prima assoluta l’oratorio “Eunoè – Paradiso Terrrestre”.

 

Il brano, realizzato nell’ambito delle celebrazioni per l’anniversario Dantesco, è stato commissionato dal coro Ecce Novum di Cesena e comprende quattro cantanti solisti, otto strumentisti e tre voci narranti per circa un’ora di musica.

 

Dal librettista Francesco Di Giorgio, sono stati scelti i versi degli ultimi sette canti del Purgatorio, che si intrecciano con la Vulgata, l’Eneide e La Terra Desolata di T.S. Eliot. Non mancano versi e richiami di altri autori e di altre epoche come Ungaretti,  Montale e  i racconti di Conrad e Hemingway.

 

L’opera racconta l’incontro fra Dante e la donna amata, Beatrice, la quale gli concede la remissione dei peccati e lo invita ad immergersi nei fiumi Lete ed Eunoè, da cui viene il titolo dell’orazione.

 

La musica del giovane compositore trentino (Dalfovo ha 22 anni) è caratterizzata dall’alternanza dello spazio sonoro del canto gregoriano con la tecnica del contrappunto, oscillazioni tra modalità, tonalità e atonalità, e influenze di diversi autori dalle epoche più svariate: “Ho cercato di comporre un dialogo tra antico e moderno, basandomi anche sulla varietà di autori presenti nel libretto”, afferma il compositore.

 

Stefano Dalfovo è un giovanissimo compositore di Cognola, cresciuto ai “Minipolifonici” di Trento dall’età di 7 anni e attualmente studente del Conservatorio “G.Verdi” di Milano, dopo aver frequentato per tre anni il Conservatorio di Cesena.  Proprio da quest’ultimo, la direttrice Silvia Biasini gli ha commissionato questa importante composizione per i 700 anni dalla morte di Dante, e a fine agosto dell’anno scorso, concluso il libretto, il musicista ha potuto incominciare la composizione.

 

Dopo 8 mesi di duro lavoro e fatica ha finalmente il suo esordio in un grande festival italiano, dopo diverse esecuzioni e riconoscimenti in Italia e all’estero, tra cui il secondo premio al concorso “A.Schnittke” a Lviv (Ucraina) con Senza Titolo per orchestra d’archi (2019) e il primo premio ex-aequo al concorso “Winterreise” di Mosca con Aletsch per oboe e trio d’archi (2020).

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