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| 07 mag 2022 | 12:16

Dodici vite nel segno dell’Europa. Al via l’installazione sonora “Il filo della scelta: storie europee di diversità, resilienza e incontro”

Inaugurata nel pomeriggio di giovedì 5 maggio al Forte di Cadine l’installazione “Il filo della scelta: storie europee di diversità, resilienza e incontro”. Nata dalla collaborazione fra Fondazione Museo storico del Trentino, Fondazione trentina Alcide De Gasperi e MemoFest, racconta con un allestimento unicamente sonoro 12 storie di vita nel segno dell’Europa. L’assessora alla Cultura del Comune di Trento Elisabetta Bozzarelli: “E’ motivo d’orgoglio e d’impegno continuo sentirsi eredi di personalità come De Gasperi”

Dodici vite nel segno dell’Europa
di Davide Leveghi

TRENTO. Un allestimento itinerante che dal Forte di Cadine si sposterà ad agosto alla Casa Museo di De Gasperi a Pieve Tesino, e poi in autunno giù fino a Viareggio, alla sede di Casa Europa. “Il filo della scelta: storie europee di diversità, resilienza e incontro” non è una mostra come le altre, ma un’installazione che racconta una dozzina di storie, legate assieme dalla dimensione europea, in una forma peculiare.

 

Dodici attori e attrici professionisti hanno infatti prestato la propria voce per narrare altrettante vicende di vita. Vicende di vita di donne e uomini più o meno noti, centrali per la storia dell’integrazione europea. Tra questi, ognuno in una postazione dedicata segnalata da un megafono colorato, dei padri costituenti dell’Europa come il trentino Alcide De Gasperi o Altiero Spinelli, autore del Manifesto di Ventotene. O ancora profili “più inattesi”, come il martire della Resistenza trentina Gianantonio Manci o la giovane studentessa Sophie Scholl, condannata a morte nel ’43 per aver fatto propaganda antinazista.

 

Le dodici storie – tra queste anche quella da Simone Veil e Vaclav Havel, di Konrad Adenauer e Ursula Hirschmann, e così via – sono appunto accomunate dalla dimensione europea. Sono storie che hanno in comune l’aver conosciuto situazioni d’immobilità e isolamento, situazioni che da limite sono state trasformate in occasioni, facendone l’incubatore di un nuovo inizio, abbattendo i muri e i pregiudizi. Tutti aspetti sottolineati anche dall’assessora alla Cultura del Comune di Trento Elisabetta Bozzarelli, presente all’inaugurazione, che ha aggiunto: “E’ motivo di orgoglio e di impegno continuo sentirsi parte dell’eredità lasciata da personalità del calibro di Alcide De Gasperi”.

 

“Per la prima volta dopo la Seconda guerra mondiale – ha evidenziato il Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione Museo storico del Trentino, che gestisce il Forte di Cadine – l’Europa si trova in una situazione di paura e incertezza ma anche in un momento di svolta in cui agire assieme è necessario. Credo che conoscere chi sono stati i padri e le madri dell’Unione europea, da dove partono le riflessioni su integrazione, difesa comune, e così via, diventi quasi un atto di responsabilità. Il valore aggiunto dell’installazione consiste nell’aver trovato una chiave narrativa fresca e curiosa grazie a chi ha scritto, interpretato e allestito questi quadretti di vita”.

 

“Con ‘Il filo della scelta’ si sperimenta per la prima volta un modo nuovo e originale per raccontare l’Europa: un’Europa non fatta di architetture istituzionali, ma di persone, di storie di vita e quindi di scelte – gli ha fatto eco Marco Odorizzi, direttore della Fondazione trentina Alcide De Gasperi – la convinzione che anima il progetto è proprio questa: che l’Europa sia stata, sia ancora e debba continuare a essere innanzitutto una scelta, o meglio una somma di scelte, un plebiscito quotidiano, che di giorno in giorno, rinnovandosi, dà senso e valore anche a soluzioni istituzionali complesse. I padri e le madri dell’Unione, che in questo allestimento si raccontano in prima persona e senza retorica, in fondo ci dicono proprio questo: essere europei non è un fatto di cittadinanza formale, ma una scelta di cittadinanza attiva”.

 

Scritte da Federica Chiusole e Alessandra Evangelisti, montate e sonorizzate da Simone Manetti, queste vicende sono incastonate in un percorso – curato da Odorizzi e da Sara Zanatta della Fmst - come detto dalle forme curiose e originali. Dotati del proprio smartphone, infatti, si possono essere ascoltare attivando un apposito QRcode. Immaginato dallo studio anålogo architecture & landscape, l’allestimento – adatto alla fruizione individuale, ma non solo – mostra i dodici personaggi in maniera non convenzionale: ogni storia è accompagnata da elementi verbo-visuali tesi a presentare il protagonista in una prospettiva diversa da quella in cui siamo abituati a vederli – in prima persona, con una location unica e speciale e un oggetto simbolo.

 

Così, sentiremo De Gasperi – identificato con i suoi inconfondibili occhiali – da Sella Valsugana, mentre ripercorre la sua vita a pochi giorni dalla sua morte, il 19 agosto 1954; l’attivista Louise Weiss, invece, è individuata con la macchinina con cui giocava da bambina, simbolo di un pregiudizio di genere da sfidare e superare. In un percorso lasciato volutamente aperto, l’installazione punta pertanto non solo all’ascolto di queste vicende esemplari, ma anche alla riflessione personale. “Anche tu sei parte di questa storia – si legge nell’invito lanciato dall’ultima postazione – fai la tua scelta…”.

 

Nata dalla collaborazione fra Fondazione Museo storico del Trentino, Fondazione trentina Alcide De Gasperi, MemoFest (Associazione culturale Il Giardino delle Parole e TeatriMolisani), con il contributo della Fondazione Caritro, l’installazione rimarrà al Forte di Cadine fino al 31 luglio, per poi spostarsi il 6 agosto al Museo Casa De Gasperi di Pieve Tesino. In autunno, infine, raggiungerà la sede di Casa Europa in Toscana, a Viareggio. L’evento aderisce anche all’iniziativa “Road to…Siamo Europa 2022”, programma di appuntamenti di avvicinamento al festivalSiamo Europa”, organizzato da Europe Direct Trentino insieme proprio a Fondazione Museo storico del Trentino e Fondazione trentina Alcide De Gasperi (Trento, 13-14 maggio).

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