Fra dibattiti e teatro, “Storia e Regione” celebra i suoi 30 anni. La presidente Brunet: “Una piattaforma bilingue che incoraggia il dialogo”
La rivista storica “Geschichte und Region/Storie e Regione” ha celebrato in una giornata densa di appuntamenti i suoi 30 anni di vita. Fondata nel 1992 da studiosi e studiose di lingua tedesca e italiana, sin dal principio si è posta l’obiettivo di scardinare la logica nazionale. La presidente Francesca Brunet: “Inseriamo la storia regionale in un quadro più ampio per conoscerla e divulgarla meglio”

TRENTO. La rivista “Storia e regione” ha celebrato il suo trentesimo compleanno. In una giornata densa di appuntamenti, fra incontri e spettacoli teatrali, storia e storiografia sono state le protagoniste. Il tutto per festeggiare quella che con rigore scientifico e un approccio innovativo si è trasformata in una vera e propria istituzione culturale altoatesina.
Era il 1992 quando dei giovani storici e delle giovani storiche, appartenenti sia al gruppo linguistico tedesco che a quello italiano, avviarono l’ambizioso progetto di rinnovare la tradizione storiografica locale abbattendo le barriere culturali. Fino a quel momento, infatti, le letture del passato si erano mosse secondo rigide linee nazionali, spesso incapaci di abbracciare la realtà in tutta la sua complessità.
Fondata a Bolzano, la rivista – che non a caso porta il doppio nome, bilingue, di “Geschichte und Regione/Storia e Regione” – puntava proprio a scardinare metodologicamente le storiografie tradizionali; con il tempo, “Storia e Regione” si è guadagnato il riconoscimento internazionale, portandosi al livello di rinomate riviste di settore sia italiane che del mondo tedesco. Piattaforma nata per ospitare contributi in grado di strappare la storia regionale agli angusti confini provinciali, calando le vicende dell’Alto Adige in un contesto più ampio, la rivista si è così affermata come importante interlocutrice scientifica.
“Lo spirito che orienta la rivista così come intenzioni con le quali è stata fondata – ha ricordato al Dolomiti Francesca Brunet, ricercatrice della Libera Università di Bolzano e presidente di Geschichte und Region/Storia e Regione –- hanno a che fare con la necessità di inserire la storia della regione in un quadro più ampio, di usare l'approccio comparativo per avere uno sguardo più equilibrato sui fenomeni della storia locale. Si tratta di una prospettiva più che mai valida e in questo senso credo che la rivista apporti un contributo significativo alla conoscenza e alla divulgazione della storia della nostra regione”.
“L’approccio comparativo, così come l’uscita da una logica nazionale, è molto importante e utile per un territorio di frontiera come il nostro perché permette d’osservare tutte le sfumature della storia, che in questo modo non esce appiattita e schiacciata su interpretazioni univoche e talvolta semplicistiche – prosegue – fin dalla sua fondazione, nondimeno, Storia e Regione ha puntato a incoraggiare il dialogo fra la tradizione storiografica tedesca e quella italiana, ponendosi come piattaforma bilingue in grado d’alimentare la collaborazione fra studiosi e studiose provenienti da questi mondi”.
Dal 1992 a oggi, “Storia e Regione” – grazie anche al sostegno dell’Archivio provinciale di Bolzano e della Libera Università di Bolzano - ha prodotto oltre 50 numeri, coprendo tutte le epoche e approfondendo diversi settori della ricerca storica: dalla storia sociale a quella economica, dalla storia di genere a quella globale, passando per la storia del fascismo, del turismo, delle migrazioni. A stendere gli articoli numerosi autori e autrici, provenienti da tutto il mondo, che hanno contribuito a rendere la rivista un vero e proprio punto di riferimento per la storia regionale comparata europea.
Il compleanno è stato celebrato nell’affascinante scenario di Castel Trostburg, sopra Ponte Gardena. Qui, dopo un incontro aperto con i/le corrispondenti della rivista, per conoscerne il lavoro e discutere sulle sue prospettive, si è dato spazio al tema dell’approccio post-coloniale, chiave di lettura utile a rileggere anche la storia dell’Alto Adige e del suo rapporto con Roma.
Attorno alla tavola rotonda, del tema hanno discusso degli esperti internazionali, gli storici tedeschi Oliver Auge e Stefanie Michels, il ceco Jan Surman e lo svizzero Sebastian De Pretto. L’intensa giornata si è poi conclusa con uno spettacolo teatrale, “Zibaldino Africano” di Elvira Frosini e Daniele Timpano, anch’esso focalizzato sul peso che il passato coloniale continua ad avere sul presente.
Sull’applicazione dei post-colonial studies alla storia regionale, Brunet aggiunge: “Applicare questo interessante approccio storiografico, molto attuale, alla storia regionale rappresenta una ‘sfida’. Permette di uscire dalla regione, di guardare ai ‘grandi imperi’, per poi tornare con un nuovo sguardo al punto di partenza. Per fare un esempio, uno dei relatori nella tavola rotonda, Sebastian De Pretto, ha utilizzato questa chiave di interpretazione analizzando le memorie dei soldati sudtirolesi in Abissinia, mettendo in luce una storia ignorata per troppo tempo”.


















