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Trento
19 novembre | 19:01

“L’arte dell’arazzo”, il lavoro di Katia Pustilnicov in mostra a Hortus Artieri

Fino al 17 dicembre sarà possibile visitare alcuni arazzi di Katia Pustilnicov, artista-artigiana di origine franco-ucraina, nelle sale dello spazio culturale di Vicolo dei Birri

di Linda De Carli

TRENTO. Negli spazi dell’Associazione Hortus Artieri, ritrovo culturale della città di Trento, è stata inaugurata la mostra “L’arte dell’Arazzo”, in cui vengono esposte alcune opere dell’artista-artigiana Katia Pustilnicov.

 

Di origine franco-ucraina e da molti anni in Italia, Katia Pustilnicov si forma al prestigioso laboratorio di tessitura “Gobelins” di Parigi, dove impara la tecnica della tessitura dell’arazzo, fatta di movimenti veloci e precisi, che le consente di dare il via alla produzione artistica a partire dagli anni Sessanta. Negli anni, Katia ha tradotto in arazzo le opere di numerosi artisti, come Georges Braque, Osvaldo Licini, Moretti, Adam, Lyonel Feininger, oltre a quelle del marito, l’artista trentino Paolo De Carli, mescolando i colori e gli intrecci delle lane come fossero pennellate e mosaici.

 

 

“Visitare questa mostra significa comprendere la complessità di una figura capace di traslare su tessuto  la pittura, il collage , addirittura l’ombreggiatura della matita, osserva Rosanna Cavallini, artista trentina, la quale rivela che il processo di traduzione richiede una grande sensibilità interpretativa e professionalità. “In Italia il termine arazzo è degradato a indicare ogni tipo di tessuto decorativo da appendere al muro, ma l’arazzo trae origine dal nome della città di Arras nelle Fiandre, dove questa tecnica eseguita su telaio verticale era sviluppata già nel XIV secolo”, prosegue Cavallini. E infatti, ancora oggi Katia Pustilnicov lavora a mano un telaio verticale in legno ad alti licci, lo stesso utilizzato in passato per la produzione degli arazzi gotici, appesi alle pareti delle sale reali in qualità di solenne strumento decorativo e di riparo dal freddo.

 

 

All’interno delle sale vengono proposti arazzi diversi. Dagli studi iniziali, ai piccoli lavori effettuati su Kandinskij, Failoni e Melotti, fino agli arazzi più grandi su disegni di Braque e De Carli, la mostra propone un portafoglio che permette all’osservatore di comprendere tutti i passaggi del lavoro di questa figura unica, silenziosa e attenta, nel panorama artistico nazionale.

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