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Trento
31 ottobre | 13:30

Svelano i reperti che riaffiorano dallo scioglimento del ghiacciaio, il lavoro di un'equipe di esperti diventa una mostra: "La memoria del ghiaccio''

La mostra che ripercorrerà attraverso immagini, corredate da brevi testi, le fasi delle ricerche effettuate da una équipe multidisciplinare e volontari a Punta Linke, sul fronte della Prima guerra mondiale, sarà visitabile dal 4 novembre al 7 maggio 2023, da martedì a domenica con orario 9-13 e 14-17:30

TRENTO. Una nuova mostra è stata allestita nella suggestiva ambientazione della Tridentum romana, nello Spazio archeologico sotterraneo del Sass, a Trento, in piazza Cesare Battisti. Realizzata dall’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia, in collaborazione con il museo "Pejo 1914-1918. La guerra sulla porta", ripercorrerà attraverso immagini, corredate da brevi testi, le fasi delle ricerche effettuate da una équipe multidisciplinare e volontari a Punta Linke, a quota 3629 metri, nel gruppo dell’Ortles-Cevedale, sul fronte della Prima guerra mondiale.

 

Cambiamento climatico e ritiro dei ghiacciai hanno condotto al riaffioro, dopo ben cento anni, della stazione di una teleferica costruita dagli austro-ungarici per collegare Cogolo di Pejo con Punta Linke, Cima Vioz e gli appostamenti del "Coston delle barache brusade" nel cuore del ghiacciaio dei Forni e assicurare così i rifornimenti a uno dei punti più alti del fronte. Messi in luce nel sito, grazie al certosino 'lavoro' del ghiaccio che li ha conservati, la baracca che ospitava la stazione della teleferica con il motore e l’officina meccanica per la sua manutenzione e il tunnel, scavato per 30 metri nel permafrost, che si apriva sul ghiacciaio.

 

L’intervento a Punta Linke, condotto con metodo scientifico, ha permesso di salvaguardare il contesto e garantire il miglior recupero di manufatti ormai fuoriusciti dalla coltre glaciale, rischiando il saccheggio o il deterioramento. È stato così possibile realizzare un itinerario di visita di grande impatto emotivo che consente il contatto fisico con gli ambienti e con i materiali che videro lo svolgersi di quei drammatici eventi. Il sito, collocato a breve distanza dal rifugio Mantova al Vioz, nel Comune di Peio, dal 2014, è visitabile nei mesi estivi come fosse un museo.

 

La struttura è stata adeguatamente restaurata e, ogni anno, in concomitanza con l’apertura al pubblico, al suo interno vengono ricollocati, nell’esatta posizione in cui si trovavano al momento dell’abbandono, tutti i reperti rinvenuti. È di pochi mesi fa la ricollocazione nella sua sede originale del motore della teleferica completo delle parti, ricostruito grazie a un progetto condiviso di tutela, conservazione e formazione che ha coinvolto il Comune di Peio, gli esperti del museo "Pejo 1914-1918. La guerra sulla porta", gli studenti e i docenti dell’Istituto Tecnico Economico e Tecnologico "A.C. Pilati" di Cles. La ricollocazione del motore costituisce una importante integrazione dell’allestimento che permette al visitatore una più agevole lettura della strumentazione presente nella stazione facilitando la comprensione del suo funzionamento.

 

Le indagini effettuate in zona sono state condotte da un gruppo di esperti fra archeologi, geologi, guide alpine, restauratori e personale volontario: quanto rinvenuto, verrà ora raccontato anche attraverso "La memoria nel ghiaccio. Archeologia della Grande Guerra a Punta Linke", che sarà inaugurata venerdì 4 novembre, alle ore 17. L’esposizione, a cura di Franco Nicolis, documenta con fotografie e reperti gli interventi di recupero dai ghiacci dell’Ortles-Cevedale delle strutture della Prima guerra mondiale, condotti nel sito di Punta Linke a oltre 3600 metri di altitudine.

 

Accanto alle fotografie verrà esposta una selezione di reperti rinvenuti durante le indagini nel sito, tra i quali alcuni soprascarponi in paglia di segale che venivano utilizzati dai soldati durante i turni di guardia per affrontare le rigidissime temperature, guanti, manopole, ramponi e occhiali per proteggersi dai raggi del sole e dal riverbero della neve e del ghiaccio. Altri oggetti raccontano la quotidianità in condizioni estreme all’interno della postazione, come gli utensili dell’officina per azionare il motore e per la sua manutenzione. In mostra anche alcune suppellettili e oggetti attinenti alla sfera personale dei militari tra i quali una cartolina postale e una pipa in ceramica.

 

Con l’occasione verrà ricordato il soprintendente archeologo Gianni Ciurletti, al quale sarà intitolata la sala conferenze del Sass. All'evento non mancheranno l’assessore provinciale alla cultura Mirko Bisesti, il soprintendente per i beni culturali Franco Marzatico, il direttore dell’Ufficio beni archeologici Franco Nicolis e Maurizio Vicenzi, direttore del museo "Pejo 1914-1918. La guerra sulla porta".

 

Nel corso dell’anno scolastico i Servizi educativi della Soprintendenza proporranno uno specifico percorso didattico dedicato al tema dell’archeologia della Grande guerra, rivolto alle scuole primarie e secondarie. La mostra sarà visitabile fino al 7 maggio 2023, da martedì a domenica con orario 9-13 e 14-17:30.

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