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| 31 ago 2023 | 18:56

“Anatomia di un serial killer”, Paolo Cagnan e il libro sul ''Mostro di Bolzano'' che apre nuovi scenari sul giallo di via Poma

Con un lavoro accurato e certosino Cagnan scava nella mole documentale dei due casi, interroga testimoni ancora in vita, avvalendosi anche del parere di esperti. “Per me è impossibile affermare con certezza che Bergamo sia l’autore del delitto di via Poma, ma la raccolta di nuovi elementi e le testimonianze che ho raccolto mi impongono di presentarli. Ho messo insieme un quadro di possibili interazioni e una successione logica di eventi che mi suggeriscono di valutare anche questa ipotesi”

“Anatomia di un serial killer”, Paolo Cagnan e il libro sul Mostro di Bolzano'' che apre nuovi scenari sul giallo di via
di Redazione

BOLZANO. La vicenda del “Mostro di Bolzano”, al secolo Marco Bergamo, che tra il 1985 e il 1992 uccise 5 donne - una studentessa 15enne, una ex insegnante dalla doppia vita e tre giovani prostitute di strada -, terrorizzando l’intera provincia di Bolzano, diventa un libro.

 

Ma  non si tratta esclusivamente di una ricostruzione dei fatti che sconvolsero il territorio altoatesino perché Paolo Cagnan, all’epoca cronista di nera del quotidiano “Alto Adige” e oggi condirettore del Il Mattino di Padova e di altri tre quotidiani veneti, nel suo “Anatomia di un serial killer - Marco Bergamo, storia del mostro di Bolzano”, lancia quella che, a tutti gli effetti, può essere considerata una vera e propria “bomba” giornalistica: l’autore, che già nel 1994, a ridosso della condanna di Bergamo all’ergastolo, aveva pubblicato un instant book con alcune confidenze del serial killer, ipotizza che Marco Bergamo potrebbe aver ucciso Simonetta Cesaroni, la vittima del cosiddetto delitto di via Poma, il cold case più famoso della storia giudiziaria d’Italia.

 

A oltre trent’anni dall’arresto di Bergamo, Cagnan ricostruisce interamente la personalità del serial killer, le dinamiche della successione di femminicidi che sconvolsero l’Alto Adige e, come detto, ipotizza un collegamento tra Marco Bergamo e l’omicidio di via Poma: il 7 agosto 1990 la 20enne romana Simonetta Cesaroni venne uccisa nella sede dell’A.I.A.G. di via Poma, dove si era recata per sbrigare alcune pratiche, con 29 coltellate. Dopo trentatré anni il delitto di via Poma è ancora insoluto. Nel corso dei decenni tre persone, Pietrino Vanacore, Federico Valle e Raniero Brusco, sono state indicate come possibili assassini, ma tutti e tre successivamente scagionati e dichiarati innocenti.

 

Nel suo libro Cagnan elenca ben dieci elementi a supporto della sua tesi: le verifiche, a dispetto del tempo trascorso dal tragico evento, sono dettagliate sia nel rapporto inviato alla Procura di Roma, sia nel libro e riguardano le comparazioni sul sangue e sul Dna del possibile assassino e il profilo biologico e genetico di Marco Bergamo, la dinamica omicidiaria di via Poma e le analogie con il modus operandi del serial killer, dalla dinamica rifiuto-schiaffo-raptus omicida sino all’overkilling (la furia incontrollata e la scarsa consapevolezza di sé e del contesto in cui si trova, spinto dal bisogno incontenibile  di eliminare la sua vittima), il feticismo come elemento ricorrente e caratterizzante di tutti i sei delitti presi in esame e comparati, la somiglianza fisica e altre caratteristiche comuni tra Cesaroni e le cinque vittime accertate di Bergamo.

 

E ancora: la testimonianza di una ex Sysop (moderatrice) di alcune chat del Videotel, secondo la quale il serial killer e la Cesaroni si erano conosciuti in quel luogo virtuale, la rilettura della testimonianza di Giuseppe De Luca, moglie di Pietrino Vanacore, raffrontata ad una situazione similare accaduta a Bolzano, le ripetute assenze di Bergamo dal luogo di lavoro e la rilettura del suo alibi per il 7 agosto 1990, la compatibilità logistica degli spostamenti tra Bolzano e Roma (treno, metro, verifica dei percorsi e tempi di percorrenza), la stranezza dell’ultima telefonata e il parallelismo con il caso Casagrande e il sette agosto come giorno non ordinario (compleanno, il caso Zorzi e le vacanze dei genitori).

 

Con un lavoro accurato e certosino Cagnan scava nella mole documentale dei due casi, interroga testimoni ancora in vita, avvalendosi anche del parere di esperti. “Per me è impossibile - spiega Cagnan - affermare con certezza che Bergamo sia l’autore del delitto di via Poma, ma la raccolta di nuovi elementi e le testimonianze che ho raccolto mi impongono di presentarli. Ho messo insieme un quadro di possibili interazioni e una successione logica di eventi che mi suggeriscono di valutare anche questa ipotesi”.

 

Nelle scorse settimane si è parlato della riapertura del caso di via Poma: nella relazione della commissione parlamentare Antimafia, trasmessa alla Procura della Repubblica di Roma, vengono indicati i punti da cui bisognerebbe ripartire per riaprire le indagini. Tra gli elementi che la commissione indica, ci sarebbe anche la macchia di sangue appartenente a un soggetto fino ad ora ignoto e che non ha trovato corrispondenza e compatibilità nemmeno con i sospettati che sono stati indagati nel corso degli anni. Il Libro contiene anche una lunga intervista al Pm del caso Bergamo Guido Rispoli, svelando numerosi particolari del backstage investigativo e ripropone il giallo legato alla presunta autobiografia di Marco Bergamo, che lo stesso serial killer aveva offerto al giornalista prima di morire di malattia nel 2017. Quel testo, se mai è esistito, è scomparso nel nulla.

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